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Last updateMar, 23 Lug 2013 2pm

Il comune di Guidonia in aiuto a rifugiati politici.

Il comune di Guidonia in aiuto a rifugiati politici.


Il comune di Guidonia aderisce al progetto SPRAR - Sistema di protezione per richiedenti asilo e rifugiati.
L'accoglienza avverrà presso il Fabio Hotel e sarà coordinata dalla cooperativa Domus Caritatis.
Positivi i commenti del Sindaco di Guidonia Eligio Rubeis e del consigliere Marianna De Maio sull...

Rifiuti, una risorsa

Rifiuti, una risorsa

Venerdì 19 luglio dalle 9.00 alle 13.00, presso le Scuderie Estensi di Tivoli, inizierà il convegno organizzato dall'associazione culturale "1° Maggio" in collaborazione con "Ulisse": RIFIUTI, UNA RISORSA - La raccolta differenziata come occasione di sviluppo.
Si tratterà dei vari aspetti della ges...

Uno sportello contro la violenza sulle donne e sui minori

Uno sportello contro la violenza sulle donne e sui minori

Aprirà domani 3 Maggio 2013 a Castel Madama una struttura d’ascolto per le vittime di violenza di genere. Si tratta de "La Via Lattea" il progetto di un centro antiviolenza dell'associazione Differenza donna, finanziato dal Dipartimento pari opportunità.

Nasce quindi il primo centro antiviolenza de...

Psicologia

Il lungo cammino della genitorialità

Il lungo cammino della genitorialità

 

La parola Gravidanza deriva dall’aggettivo latino gravidus, che significa “pesante, carico, pieno” e si riferisce al reale “peso” del feto che la donn...

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Libri per tutti i gusti

Eredità di Lilli Gruber

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Rosa, la protagonista del romanzo, nasce a Pinzon, nel Sudtirolo, terra austriaca fino al 1919.
In questo contesto la protagonista vede la sua terra conquistat...

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Sicurezza

Fulmini e temporali

Fulmini e temporali


I temporali estivi sono per eccellenza dei fenomeni che si sviluppano a seguito di violenti scontri tra masse d'aria calda e fredda provocando disagi e danni ...

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Fiscale e tributaria

Moratoria dei mutui per i privati

Moratoria dei mutui per i privati

Per le famiglie italiane in difficoltà economica è oggi possibile richiedere la moratoria dei mutui. La misura frutto dell’accordo tra l’Associazione bancaria...

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Fitness

Sport fai da te

Sport fai da te

In quest'articolo vi parlerò di un ottimo sistema d'allenamento che possono praticare sia gli appassionati del bodybuilding e tutti coloro che praticano sport...

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Speciale sul Travertino

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travertino

La pietra

Il travertino romano ha avuto una grande importanza nel corso della storia quale elemento basilare per ogni tipo di costruzione, costituendo sempre un riferimento durante l’evoluzione sociale e tecnologica dell’uomo

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Il territorio

L’area di estrazione del travertino romano si identifica nell’altopiano che da Tivoli si estende verso Roma, circoscritto tra i monti Cornicolani, Lucretili, Tiburtini, e, a Nord-Ovest, dal bacino del fiume Aniene. Questi rilievi, che sono caratterizzati da una pendenza che a volte supera il 50%, e il cui suolo è costituito sostanzialmente da carbonato, sono soggetti ad una attività erosiva continua ed intensa che ha generato numerosi fenomeni di Karst.

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La storia

Ai tempi dei Romani le proprietà del travertino erano apprezzate a tal punto da far sì che fosse la pietra principale dell’antica Roma. Infatti il geografo greco Stradone, che visse a lungo a Roma, ricordava nel suo Libro V che il trasporto del “Lapis Tiburtinus” (il travertino) a Roma era molto facile ‘per terra e per mare’. A partire dal periodo tra il secondo e il terzo secolo avanti Cristo, il travertino divenne il materiale privilegiato dell’antica architettura romana.

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La formazione

Il travertino è una roccia calcarea di origine chimica che si forma per precipitazione del carbonato di calcio in prossimità di sorgenti, cascate o bacini lacustri. Durante la precipitazione del carbonato, nel sedimento rimangono inglobati resti vegetali (per esempio, foglie o ramoscelli) e animali (per es. frammenti di piccole ossa).

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La cava

Una serie di fasi preparatorie è necessaria prima dell’estrazione. Prima di tutto è necessario rimuovere uno strato piuttosto sottile di terra (50/60 cm) e poi una specie di “cappello”, di spessore variabile tra gli 8 e i 15 metri. Il “cappello” è una formazione calcarea che negli strati superiori si rimuove facilmente con metodi tradizionali di sbancamento, ma per il livello inferiore e per uno spessore che varia dai 2 ai 5 metri, deve essere frantumato da attrezzature speciali e poi rimosso normalmente.

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La segheria

Il blocco squadrato, una volta trasportato in segheria, deve essere tagliato in lastre. Questo avviene per mezzo di telai a lame diamantate. Queste macchine sono dotate di motori molto potenti che attivano un volano a cui è collegato un telaio di lame diamantate che con movimento alternato tagliano il blocco mentre questo, posizionato su una base mobile, viene lentamente sollevato verso il telaio stesso ad una velocità stabilita per mezzo di enormi e potentissimi martinetti idraulici. La dentatura diamantata delle lame abrade e taglia il travertino.

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Il laboratorio

Blocchi, lastre e sezioni arrivano in laboratorio. La segheria e i tagliablocchi sono sistemi e macchinari che sono molto standardizzati e la loro descrizione è relativamente semplice ed universale, ma per i laboratori, non è possibile dare una descrizione univoca per le differenti tipologie di macchinari e sistemi di lavorazione che vi si possono trovare, al punto che provare ad elencarli è praticamente impossibile.

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Le applicazioni

Traendo vantaggio dalle nuove tecnologie di lavorazione del travertino, le aziende produttrici hanno iniziato ad inserirsi tra i fornitori dei materiali da costruzione, aprendo nuove interessanti prospettive all’uso di questa pietra eclettica, che ha la capacità di coniugarsi al legno, alle materie plastiche ed ai metalli.

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La segheria

Il blocco squadrato, una volta trasportato in segheria, deve essere tagliato in lastre. Questo avviene per mezzo di telai a lame diamantate. Queste macchine sono dotate di motori molto potenti che attivano un volano a cui è collegato un telaio di lame diamantate che con movimento alternato tagliano il blocco mentre questo, posizionato su una base mobile, viene lentamente sollevato verso il telaio stesso ad una velocità stabilita per mezzo di enormi e potentissimi martinetti idraulici. La dentatura diamantata delle lame abrade e taglia il travertino. Ci sono anche macchine in cui il telaio scende mentre il blocco rimane fisso.

Lo spessore delle lastre può partire da un centimetro, ed è determinato dalla distanza tra le lame montate sul telaio. La velocità di taglio viene determinata in base a diversi fattori, dalla quantità di lame montate sul telaio, e di conseguenza dallo spessore delle lastre, alla qualità del blocco. Il taglio di lastre da tre centimetri di spessore si può ottenere da un telaio con 50 lame ad una velocità di taglio di 40 cm l’ora. Le lastre ottenute vengono posizionate su degli appositi cavalletti per essere vendute ai marmisti che non sono forniti di telai, o per essere successivamente trasportate nei laboratori dove subiranno ulteriori lavorazioni.

Come già accennato, alcuni dei blocchi estratti dalle cave, quando non hanno requisiti sufficienti a essere squadrati e trasportati in segheria, sono destinati ai tagliablocchi senza ulteriori passaggi. Queste macchine sono strutturate come delle enormi taglierine a ponte, sul cui asse sono montati uno o due dischi verticali e uno orizzontale. La loro funzione è di ottenere direttamente, caso per caso, sezioni di spessore e altezza desiderati, o blocchi che saranno poi trasferiti a delle apparecchiature speciali che a loro volta trasformeranno il blocco in sezioni dallo spessore richiesto. Ci sono tagliablocchi il cui ponte è fisso ed è il blocco, adagiato su un carrello, che si muove, permettendo ai dischi di effettuare il taglio e ce ne sono altri in cui il movimento è effettuato dal ponte.

Una prima sgrossata viene effettuata sulla parte superiore del blocco per ottenere una superficie perfettamente orizzontale, in seguito inizia il taglio produttivo, l’asse viene abbassato fino all’altezza della sezione che deve essere tagliata. Quest’altezza varia dai 15 ai 40 cm., se lo spessore richiesto varia da 1 a 3 cm le sezioni possono essere ottenute direttamente, mentre fino a 20 cm si ottengono blocchi pronti per essere tagliati più tardi con altre macchine. Gli spessori che devono essere ottenuti si ottengono spaziando opportunamente i dischi verticali, lì dove ce n’è più di uno.

Per ottenere varie altezze, i dischi con diametro da 625 mm sono utilizzati per ottenere spessori di 15 cm, per arrivare a dischi con diametro da 1200 mm per ottenere spessori di 40 cm. La velocità di avanzamento, e quindi la velocità di produzione, varia in funzione delle diverse altezze, numero di dischi e potenza dei motori di cui sono munite le macchine. Le sezioni ottenute da queste macchine vengono inviate al laboratorio, dove subiscono tutte quelle ulteriori lavorazioni che servono ad ottenere il prodotto finito.

 

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