MANDELA
Mandela è uno dei Comuni della Valle dell'Aniene.
Il nome attuale ricalca l'originario toponimo latino,
menzionato da Orazio nell'Epistola XVIII del libro I.
Il poeta ne parla come di un paese «raggrinzito
dal freddo», anche se dichiara di apprezzare le
qualità del torrente che bagna il centro abitato,
il Digentia.
In una lapide risalente al I secolo, dedicata a Valeria
Massima, Mandela compare col nome di Massa Mendelana.
Nelle epoche successive il toponimo cambiò diverse
volte, prima in Bordella, poi in Bardella: nel 1601, dopo
un lungo periodo riguardo al quale non ci sono pervenuti
documenti, il feudo è chiamato Podium del Burdella
e figura come proprietà della famiglia Orsini.
In seguito alla decadenza economica di questa casata,
il feudo fu acquistato da Cesare Palazzolo, poi passò
al neo-marchese Francesco Nunez, nonostante l'ostruzionismo
del cardinale Orsini. Nel XIX secolo ne furono proprietari
i Prosperi e poi i Del Gallo di Roccagiovine. Nel frattempo
il paese aveva ancora mutato nome in Cantalupo Bardella,
ma dal 1870 assunse definitivamente l'appellativo di Mandela.
Nell'area circostante Mandela sono state rinvenute testimonianze
di insediamenti umani dell'Età del Bronzo. Nell'abitato
predomina l'aspetto dell'antico borgo medievale. Fra gli
edifici più interessanti è il Castello dei
Del Gallo di Roccagiovine, trasformato in Palazzo Baronale
nel XV secolo. Dell'antico edificio rimane una torre a
pianta quadrata. Il giardino all'italiana del Castello
è posto appena al di fuori dal paese ed è
divenuto un parco comunale.
La Chiesa di San Vincenzo, rimasta di
proprietà privata, ospita la tomba di famiglia
dei marchesi Del Gallo di Roccagiovine. La Parrocchiale
di San Nicola vescovo, dedicata al patrono di
Mandela, risale al XVIII secolo.
Oltre ad Orazio, un'altra illustre ospite soggiornò
a Mandela: Carlolotta Bonaparte, che vi creò un
salotto letterario frequentato da molti intellettuali.
Per renderle omaggio i cittadini le hanno intitolato una
strada e una torre, Torre Giulia.