MARCELLINA
Nella splendida cornice naturalistica della Sabina, alla
base di una bastionata calcarea tra il Monte Gennaro e
il Monte Morra, che sono i massicci montuosi più
alti dei Monti Lucretili, sorge il paese di Marcellina.
Questo territorio ha rivelato testimonianze di stanziamenti
antropologici risalenti al Paleolitico medio. Numerosi
sono i resti di insediamenti di età preromana legati
probabilmente ai Sabini, che scelsero questo territorio
per la protezione geografica che offre.
I Romani popolarono la zona grazie alla comodità
della vicinanza di due strade consolari di notevole importanza:
la Salaria e la Tiburtina.
La presenza, inoltre, di cave di travertino contribuì
allo stanziamento in zona degli addetti all'estrazione
del marmo, di cui Roma si servì abbondantemente
per la costruzione dei suoi splendidi edifici.
Numerose furono anche le ville residenziali che vennero
erette da nobili famiglie patrizie romane, delle quali
il più splendido esempio è Villa Adriana,
di cui si possono ammirare i resti a poca distanza dal
paese.
Nel periodo tra la caduta dell'Impero romano e il XII
secolo la zona fu teatro di numerose battaglie, che hanno
lasciato a testimonianza tombe di guerrieri ritrovati
sepolti con il loro armamentario bellico.
Il primo documento riguardante il territorio che attualmente
fa parte del Comune di Marcellina risale al 1030 e cita
il Castello di Turrita, i cui ruderi
sono ancora visibili nell' omonima località. Il
suo primo proprietario fu Lorenzo di Rinaldo di Tivoli.
In località Castellaccio fu edificato invece il
castrum Marcellini, citato come già esistente
in precedenza in una bolla pontificia di Anastasio IV
del 1153, che conferma all'Abbazia di Santa Maria in Monte
Dominici un patrimonio fondiario costituito da beni e
dipendenze e da quattordici chiese dislocate lungo un
tracciato che da Marcellina stessa saliva a San Polo dei
Cavalieri. Il castrum era sottoposto all' autorità
di Gregorio de Marcellinis, nobile latifondista romano
dal cui nome Marcellina deriva il toponimo.
AI potente e florido Monastero benedettino è legata
la storia dell'abitato di Marcellina. Nel 1218 il Monastero
divenne proprietà dei monaci di San Paolo fuori
le Mura. I conflitti fra i Marcellini e i monaci di San
Paolo condussero nel 1220 alla distruzione completa del
castrum Marcellini. I superstiti, radunatisi presso l'abitato
dell'Abbazia, diedero origine al nucleo dell'attuale Marcellina.
Nel 1391 il feudo fu concesso in enfiteusi agli Orsini.
Una disposizione del Concilio di Costanza del 1418 annullò
tutti gli accordi territoriali del periodo dello Scisma
d'Occidente, quindi queste terre tornarono al Monastero
di San Paolo.
Nel 1429 gli Orsini di Tagliacozzo acquistarono il feudo
e nel 1558 esso fu venduto al cardinale Federico Cesi,
il cui pronipote avrebbe fondato l'Accademia dei Lincei.
La famiglia Cesi assicurò un periodo di prosperità
ai propri sudditi, finché, nel 1656, la peste non
giunse a Marcellina, mai più ripopolatasi in seguito
come lo era ta in precedenza. Il possedimento fu venduto
ai Borghese nel 1827 Leone XII relegò Marcellina
a frazione di San Polo dei Cavalieri, suscitando violente
proteste; il paese raggiunse l'autonomia comunale nel
1909.
La Chiesa di Santa Maria in Monte Dominici, edificata
sul una villa romana, risale all'XI secolo; in stile romanico,
fu rimanengiata nel XV secolo. All'interno si trova una
decorazione a fresco costituisce un importante esempio
di pittura medievale nel Lazio. L'economia del paese si
basa sull'agricoltura, soprattutto sulla coltivazione
dell'ulivo, che consente una buona produzione di olio
e di ciliegie; importante è anche l'allevamento
di bovini ed equini La popolazione, tuttavia, è
per lo più impegnata nel terziario romano o nelle
industrie di Guidonia e Tivoli, dando luogo a un intenso
pendolarismo.