Collocato in una suggestiva posizione sopra un colle,
alla destra del fiume Aniene e ai piedi del Monte Calvo,
Subiaco conserva l'aspetto tipico di un borgo medievale,
con strade molto strette e case munite di scale esterne
e bei portali.
In epoca preromana tutta la Valle dell'Aniene era abitata
dagli Equi, contro i quali i Latini scesero in guerra,
sconfiggendoli nel 299 a.c. I nuovi arrivati diedero vita
alla tribus Aniensis, la «tribù
dell'Aniene». Una testimonianza di quell'insediamento
è la scoperta del sarcofago dell'aniense Lucio
Menio, avvenuta nel 1843. La ricchezza di acque del territorio
attirò l'attenzione di Roma che a partire dal 272
a.c. costrui ben quattro acquedotti: l'Anio Vetus, l'Aqua
Marcia, l'Aqua Clodia e l'Anio Novus, con i quali la zona
rifornì generosamente l'Urbe.
Nel 54 d.c. Nerone decise di costruire in zona un'imponente
villa. Fece sbarrare la valle in tre punti, creando altrettanti
piccoli laghi, i Simbruina stagna, sulle sponde
dei quali eresse la sua residenza, composta da più
edifici che si specchiavano nelle acque (da ricordare
che il celebre Efebo, rinvenuto nel 1883 e oggi custodito
presso il Museo Nazionale Romano, proviene proprio dalla
villa neroniana). Sembra che gli schiavi che lavoravano
la villa avessero costituito un villaggio sub lacum,
da cui originerebbe il nome Subiaco.
Abbandonata da Nerone a seguito di un evento che considerò
di malaugurio (un fulmine si abbatté sulla sua
tavola mentre banchettava con gli ospiti), gli edifici
della villa, mal custoditi, caddero presto in rovina,
e secoli più tardi un'inondazione cancellò
anche i laghetti. Il corpo centrale della villa sorgeva
probabilmente in località Pianello, dove, sfruttando
proprio le costruzioni imperiali abbandonate, si insediarono
i primi abitanti della zona.
Il 10 agosto 369 fu consacrato il primo edificio di culto
cristiano di Subiaco, la Chiesa di San Lorenzo: è
a questa data che si fa risalire la nascita 'ufficiale'
di Subiaco.
Nel IV secolo d.c. Subiaco era già un borgo di
una certa consistenza, ma fu verso la fine del V secolo
che un giovane di Norcia, destinato a divenire uno dei
maggiori santi cristiani, Benedetto, determinò
le sorti future della cittadina. Fu infatti proprio nei
pressi di Subiaco, in una grotta del Monte Taleo, che
si ritirò in eremitaggio Benedetto, fuggito da
Roma, dove stava completando i suoi studi, perché
nauseato dalle condizioni di disfatta morale in cui si
trovava la città.
Furono anni di vita ascetica e di preghiera, cui seguì
un periodo dedicato alla formazione dei numerosi discepoli
che nel frattempo erano accorsi intorno a lui. Ad essi
Benedetto dettò le regole fondamentali da seguire
nella vita monastica. Furono costruiti tredici piccoli
Cenobi la cui conduzione egli affidò ai suoi discepoli.
Nel IX secolo le incursioni saracene distrussero tutti
i Monasteri tranne quello che si chiamava San Silvestro:
l'attuale Santa Scolastica (dal nome
della sorella di Benedetto, a cui in seguito venne dedicato).
Nel 937 la cessione da parte di papa Leone VII del nucleo
abitato di Subiaco e delle terre vicine a questo Monastero,
segna l'inizio di un ampio potere degli abati sul territorio.
Nei due secoli successivi, grazie all'appoggio di diversi
pontefici e all'energica azione di due abati, il francese
Umberto e Giovanni V Crescenzi, ampi possedimenti vennero
ceduti al controllo dell'Abbazia, che acquistò
un potere politico senza eguali ad est di Roma, soprattutto
quando l'abate fu investito anche dei poteri spirituali
sulle popolazioni controllate dal Monastero. Nell XI secolo
l'abate Giovanni costruì in cima all'abitato di
Subiaco il Castello feudale, la cui costruzione
coincise con il consolidamento della potenza del convento,
garantendo nel contempo la sicurezza dei monaci.
Nel XIII secolo, ad opera degli abati Enrico e Bartolomeo,
intorno alla grotta chiamata Sacro Speco
cominciò a sorgere una grande costruzione, che
presto divenne meta di santi e asceti. In seguito alla
visita di Francesco d'Assisi, che ricevette in dono dall'abate
un vecchio romitorio, tutta la vallata prese l'appellativo
di 'valle Santa'.
Successivamente, devastanti inondazioni dell'Aniene, due
terribili terremoti, la pestilenza, lo scisma del monaco
Pelagio, che causò l'intervento della Chiesa di
Roma, determinarono la fine dello splendore dell'Abbazia.I
monaci furono privati del diritto di eleggersi il proprio
abate e nel 1456 papa Callisto III affidò la conduzione
del monastero a un personaggio completamente estraneo
alla vita dell'Abbazia. Il primo abate 'commendatario'
(dal latino commendare, «affidare»), fu Giovanni
Torquemada, che si dedicò immediatamente a una
riforma morale della vita del Monastero. Inoltre, grande
studioso, chiamò nel 1464 a Subiaco due stampatori
tedeschi, formatisi alla scuola di Gurenberg, perché
impiantassero nel Monastero di Santa Scolastica il primo
torchio per la stampa in Italia.
Rodrigo Borgia, futuro papa Alessandro VI, fu il secondo
abate commendatario, e trasformò in fortezza la
rocca. Poi il titolo toccò a Giovanni Colonna,
che trasmise il privilegio ai suoi discendenti. Nel 1608
la commenda passò ai Borghese e quindi ai Barberini,
che la tennero per 105 anni. L'ultimo commendatario fu
Giovanni Battista Spinola che la ebbe nel 1738. Questi
fu l'ultimo commendatario munito della doppia giurisdizione,
baronale e spirituale.
Verso la metà del XVIII secolo, tra i monaci benedettini
e Subiaco sorsero contrasti per questioni economiche,
che provocarono nel 1752 una rivolta popolare contro il
Monastero. Benedetto XIV fu costretto a emanare una bolla
con cui sottraeva agli abati commendatari il potere temporale
lasciando loro solo quello spirituale. Subiaco e il suo
territorio furono sottoposti direttamente al potere pontificio
e le proprietà dell'Abbazia furono incamerate fra
i beni della Chiesa, che la governò attraverso
le Congregazioni della Sacra Consulta e del Buon Governo.
Cessava così il dominio feudale dei monaci su un
territorio che comprendeva Agosta, Canterano, Rocca Canterano,
Jenne, Cervara, Marano, Cerreto, Civitella, San Paolo,
Roiate e altri centri minori.
Alla fine del XVIII secolo il timore dell' arrivo dei
rivoluzionari francesi fu all' origine, sul piano psicologico,
di una vera e propria ondata di miracoli mariani. A Subiaco
la Madonna della Pietà, da poco trasportata
nella Cattedrale di Sant'Andrea, fu «vista aprire,
serrare e muovere i suoi santissimi occhi», ma i
miracoli non fermarono i francesi e anche Subiaco, nel
febbraio 1798, entrò a far parte della Repubblica
Romana. Dopo il 1870 entrò a far parte del Regno
d'Italia. La Seconda guerra mondiale bombardò pesantemente
Subiaco, dannegiando in modo grave i monasteri. La fine
del conflitto lasciò la cittadina con il 76% delle
abitazioni private inservibili e privata di un incredibile
numero di cittadini, morti tra le macerie. Nel giro di
pochi anni, per iniziativa sia pubblica sia privata, Subiaco
fu ricostruita e ampliata. Oltre al flusso mai interrotto
di turisti verso i suggestivi luoghi della spiritualità
benedettina, si è andata affermando anche come
centro di villeggiatura, estiya e invernale, grazie agli
impianti sciistici del Monte Livata.
E' impossibile descrivere nel poco spazio che rimane tutte
le bellezze storico-architettoniche che Subiaco offre
al visitatore. È una cittadina che politicamente
e spiritualmente ha inciso profondamente nella storia
della provincia di Roma, e non solo: il 24 ottobre 1964
Paolo VI ha proclamato san Benedetto patrono d'Europa.
Nel solco della sua Regola sono sorti infatti, in tutta
Europa, centri preghiera e luoghi di ospitalità
per poveri e pellegrini. Entrando in Subiaco e visitando
i suoi Monasteri non si può non avvertire il messaggio
che questo grande personaggio ha lasciato a tutta la cristianità.
INFORMAZIONI
Altitudine m. 408
Abitanti 8.893 (sublacensi)
Distanza da Roma Km 73
DA VEDERE
Arco di Menio, con il sarcofago di Lucio Menio della Tribu'
Aniense.
Ponte medievale di S. Francesco (sec. XIV), dalla caratteristica
struttura a schiena d'asino.
Convento e chiesa di S. Francesco (1327) (vedi pag. 95). Arco
trionfale, in stile neoclassico, eretto in onore di Pio VI.
Basilica Concattedrale di S.Andrea, in stile neoclassico.
Quartiere medievale della Valle (oratorio di S.Maria della
Croce, piazzetta di Pietra Sprecata, campanile romanico di
S. Pietro).
Monasteri benedettini di S.Scolastica e S. Benedetto (Sacro
Speco)
MANIFESTAZIONI
21 marzo: S.Benedetto (patrono), solenni cerimonie religiose
e fiera di merci.
10 agosto: S.Lorenzo, ricorrenza del Natale di Subiaco.
14/15/16 agosto: Festa dell'Assunta con solenni funzioni
religiose, fuochi di artificio, spettacoli vari. Suggestivo
il rito dell'inchinata.
Il sabato mercato settimanale.