TIVOLI
La cittadina sorge sulle pendici settentrionali dei Monti
Tiburtini, a sinistra dell'Aniene, nel punto dove il fiume,
con una serie di cascate, salta un dislivello piuttosto
ripido e scorre giù nella campagna romana. Situata
in una posizione così alta e strategica, Tivoli
domina tutta la parte orientale della pianura del Lazio.
L' abitato antico, che conserva ancora parte delle mura
originarie, si sviluppa nella parte più alta della
città, intorno alle grandi Ville d'Este e Gregoriana,
mentre la parte più recente e moderna si è
andata formando nel territorio a valle. Reperti archeologici
di una certa consistenza, e fra questi la 'Grotta Polesini',
attestano la presenza di insediamenti umani nel territorio
a partire dal Paleolitico superiore e per tutta l'Età
del Bronzo. Una necropoli emersa sull'altipiano, e databile
tra l'inizio del IX e la fine del VII secolo a.c., insieme
ad alcuni resti di capanne, sembrerebbero far individuare
nell'Età del Ferro la fase più antica del
territorio tiburtino, quella che precedette gli insediamenti
urbani.
Leggendarie sono le origini di Tivoli, dal latino Tibur,
che deriva dalla voce sabina teiba o teba,
«colle, luogo elevato». La città, che
inizialmente non faceva parte della Lega Latina, vi aderì
verso la fine del VI secolo e fu battuta, insieme alle
altre città confederate, nella battaglia del Lago
Regillo (496 a.c.). Sciolta la Lega Latina per volere
di Roma, anche i Tiburtini entrarono a far parte del foedus
Cassianum, la nuova alleanza dominata dall'Urbe,
e ottennero la cittadinanza romana.
Anche in seguiro furono numerosi e violenti gli scontri
tra Roma e Tibur, che si conclusero tra il 340 e il 338
a.c. con l'egemonia di Roma sull'intero Lazio.
La cittadina perse la propria indipendenza, ma conservò
una certa autonomia. Infatti nel 311 a.c., secondo alcune
fonti storiche, i censori impedirono la partecipazione
ai banchetti sacri nel Tempio di Giove ai tibicines
romani, i flautisti che accompagnavano i sacrifici, i
funerali e le nozze. I flautisti di fronte al diniego
dei censori di ammetterli al banchetto decisero di organizzare
una vera e propria serrata e di ritirarsi a Tivoli. I
senatori cercarono di intervenire sugli abitanti di Tivoli
perché persuadessero i tibicines a riprendere
le loro attività e i Tiburtini ricorsero a un astuto
stratagemma: fecero ubriacare i flautisti e li ricondussero
a Roma. Da quel momento Tibur conseguì un grande
prestigio davanti ai Romani. A Tivoli e nei dintorni furono
edificate numerose ville da illustri cittadini romani,
tra cui Sallustio, Catullo, Properzio, Cesare, Antonio,
Bruto. La città era un famoso luogo di villeggiatura
e Adriano nel II secolo vi edificò la sua bellissima
Villa, di cui si possono ammirare ancora oggi i magnifici
resti.
Dopo la caduta dell'Impero Romano, e sotto il dominio
di Teodorico e degli Ostrogoti, gli abitanti di Tivoli
si adattarono a vivere con gli invasori, ma nel 535, durante
la Guerra greco-gotica, la città fu saccheggiata
e gli abitanti vennero massacrati. Successivamente i Bizantini
fecero di Tivoli un Ducato e i papi la eressero a centro
amministrativo dei territori sabinense e carseolano di
San Pietro. Minacciata dai Longobardi di Astolfo, la città
fu assoggettata dall'imperatore Ottone III; nel 1142 Innocenzo
II la assediò per oltre un mese, senza riuscire
a conquistarla.
Nel 1153 un accordo con Federico Barbarossa fu positivo
per Tivoli e produsse una serie di lavori di abbellimento
e fortificazione. Tra tentativi di emanciparsi da Roma
e lotte strenue per resistere al potere pontificio, le
spinte autonomistiche tiburtine proseguirono finché
papa Adriano VI sottrasse Tivoli alla giurisdizione del
Senato romano. Nel 1550 Giulio III nominò governatore
di Tivoli Ippolito II d'Este, figlio di Alfonso I e Lucrezia
Borgia.
Con l'amministrazione napoleonica, all'inizio del XIX
secolo, Tivoli divenne capoluogo di tutto il territorio
comprendente 52 Comuni. Dal 1831 fu sede di un governo
distrettuale. Durante le vicende della Repubblica Romana
del 1849, Garibaldi sostò per ben due volte nella
città: la prima per organizzare la spedizione a
Palestrina e a Velletri al fine di bloccare l'esercito
borbonico che minacciava la Repubblica, la seconda, dopo
la caduta della Repubblica Romana, quando cominciò
la memorabile fuga che lo condusse fino in Romagna. Nel
1870 Tivoli aderì al Regno d'Italia con un plebiscito.
Per tutto il corso del XX secolo la città ha registrato
un aumento demografico costante, che ha determinato un'
espansione edilizia così estesa da causare una
profonda trasformazione del suo assetto urbanistico.
Tra le numerose Chiese di Tivoli, sono
da ricordare specialmente San Silvestro,
del XII secolo, la Basilica della Carità
(XI-XII sec), Santa Maria Maggiore, con
portale goticheggiante di Angelo di Tivoli e campanile
del 1602 e, soprattutto, la Cattedrale di San
Lorenzo, il cui primo nucleo risale al VI secolo
c(on un bel campanile romanico del XII secolo, ristrutturato
nel 1635) che conserva all'interno il gruppo scultoreo
della Deposizione, degli inizi del secolo. Il
maggior monumento del XV secolo è la Rocca
Pia, innalzata da Pio II. Affreschi di un seguace
di Antoniazzo Romano si possono ammirare nella Chiesa
di San Giovanni evangelista.
Fra le molte dimore del Rinascimento, notevole è
il Palazzo Croce, del 1583 circa, con
ninfeo, rivestimenti a stucchi e mosaico. La Villa
d'Este, celebre per il magnifico giardino animato
di bellissime fontane fu costruita per il cardinale Ippolito
II d'Este nella seconda meta del XVI secolo da Pirro Logorio.
La Villa Gregoriana, in gran parte ottocentesca,
è uno splendido parco naturale con cascate, grotte
e dirupi.
Fuori della città vi sono resti di ville romane
e di tombe. Villa Adriana, lo straordinario
complesso archeologico fatto edificare da Adriano tra
117 e il 138, situata a sud-ovest della città,
costituisce insieme a Villa d'Este uno
dei siti più visitati al mondo: entrambe sono state
inserite dall'UNESCO nella Lista del Patrimonio
dell'Umanità. Si ricorda anche il cosiddetto
'Tempio della Tosse', tomba romana trasformata
in chiesa, con affreschi datati al X secolo.
Nella pianura compresa nel Comune di Tivoli vengono intensamente
sfruttate le cave di travertino, attorno alle quali sono
sorti due importanti nuclei urbani, Villa Adriana e Tivoli
Terme. Importanti gli stabilimenti termali di Tivoli Terme
che, con le testimonianze storico-artistiche della città,
alimentano un considerevole flusso di visitatori.