Le immagini di Nacouzi visualizzano
lo spazio esteso del labirinto, dell'incastro ludico
che si allontana dall'astratto rigore della componente
geometrica.
Questo significa, per
l'artista egiziano, riuscire a cogliere con voluto disincanto,
i dati fisiologici di una realtà in continua
espansione, che si dà oltre il reticolato confine
delle forme.
Si delinea così
il senso di una realtà particolare recepita,
rovesciata e distrutta: in questa logica i frammenti
di materia si accostano, e simultaneamente, si allontanano
lasciando intravedere i segni di un'ipotetica figurazione.
Ideogrammi che alludono ad ulteriori significazioni,
congerie di figure ammiccanti si affacciano tra l'ordito
geometrico.
Nascono così opere
composite e complesse, la cui struttura rimanda a quella
del reperto, del pezzo a sè colmo di segni e
parole lontane. La dialettica compresenza di carta ed
acquerello riesce ad esasperare questo stato di cose,
acuendo il carattere di una struttura testimone di segni
e memorie passate attraverso il tempo. Nacouzi è
approdato progressivamente ad una manualità 'di
questo tipo. Il suo lavoro, nel giro di pochi anni,
ha subito delle radicali mutazioni, attraversando tangenzialmente
un tipo d'astrattismo che mostrava debiti verso soluzioni
futuriste (Prampolini, Fillia, e soprattutto Depero)
o verso esiti più contemporanei (Echaurren).
Ma l'artista ha saputo
mostrare, rispetto a queste origini, ben altre volontà,
concretizzando sempre più lo sforzo a caricarsi
di materie e significati. Ecco quindi che l'interesse
si indirizza proprio all'interno di una materia usata
e consumata. Si concretizza l'azione di uno sguardo
che, con elasticità, riesce ad oltre passare
il figurabile per estendersi verso le dimensioni del
funzionamento endogeno, del prototipo meccanico nato
dalla commistione di segni/elementi.
Si apre così il
campo delle possibilità, delle relazioni tra
spazio, figurazione e tempo. Si allarga il divenire
dell'opera.
Nato
nel 1953 ad Alessandria D'Egitto, Nacouzi si
è trasferito a dapprima a Milano, ed
in seguito, nel 1972, a Roma, dove tuttora vive
e lavora.