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Sinistra, ecologia e libertà - Comunicato stampa del 23 marzo 2010
Abbiamo letto in questi giorni su qualche giornale locale degli ambiziosi progetti edilizi di qualche candidato tanto del Pd che del Pdl. Si afferma da una parte e dall'altra la necessità di costruire per dare una risposta all'emergenza abitativa, dando il via ad accordi di programma in deroga al piano regolatore o chiedendo di allargare le maglie del Piano Casa Regionale. Propositi che celano un fondo di ipocrisia. l'ipocrisia sta nel fatto che questi signori vogliono tenere assieme lo stato di bisogno di centinaia di famiglie a cui viene negata la possibilità di avere una casa propria, alle mire speculative di pochi costruttori. Questa ipocrisia deve essere denunciata e questo inganno svelato. Innanzitutto chiarendo a Gallotti e Di Biagio - candidato del PD - che con l'edilizia convenzionata non si risolve il problema delle 400 famiglie che ricevono dal Comune un contributo annuale per pagarsi l'affitto e il problema delle circa 300 iscritte nel registro per l'assegnazione di una casa popolare. L'edilizia convenzionata risolve il problema di chi una casa può permettersela, pagando le quote necessarie all'associazione in cooperativa. Ci vuole un Piano di Edilizia Residenziale Pubblica come quello che si predisponeva ad adottare la Giunta Vincenzi nel 2008. Scambiare terreni da cedere al Comune in cambio di deroghe al Piano Regolatore terreni sui quali costruire case di cooperative - come vorrebbe Di Biagio – non garantirebbe alla nostra città di usciree dall'emergenza abitativa e, in assenza di un processo partecipato e trasparente, darebbe corso soltanto ad una corsa speculativa che affosserebbe definitivamente le speranza di una crescita edilizia armonica ed in equilibrio con il territorio, le sue risorse e le sue caratteristiche.
Proviamo a parlare, invece di un nuovo Piano Regolatore Generale, strumento di pianificazione territoriale non solo edilizia, ma anche e soprattutto economica. Proviamo ad inaugurare una nuova stagione di programmazione e pianificazione partecipata, che non lasci al caso lo sviluppo economico del territorio. Che dica quale siano le destinazioni urbanistiche dei suoli più compatibili con le qualità del territorio, con la sua storia e le sue vocazioni. Tutti sognano di città turistiche ma in programma hanno solo più cemento per soffocare la città .
E' seguendo queste considerazioni che vorremmo sfidare le altre forze politiche e gli altri candidati a sindaco, ritenendo la pianificazione territoriale un tema su cui costruire un nuovo patto con la città e i suoi rappresentanti.
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