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COMUNE DI TIVOLI
Bilancio di Previsione 2009/11

Relazione dell’Assessore al Bilancio Antonio Picarazzi
Tivoli, 27 Marzo 2009


INTRODUZIONE

Il Progetto previsionale 2009-11del Comune di Tivoli si inserisce in un quadro certamente più ampio ed articolato che già in passato sottolineammo all’attenzione di questo Consiglio. Ribadiamo, come già facemmo in occasioni precedenti, che le Politiche di Bilancio,soprattutto al livello degli Enti Locali, debbono avere strategie di supporto non ancorate a logiche di parte o localistiche, ma saldamente correlate ad una Politica Finanziaria il cui respiro deve essere necessariamente nazionale ed europeo, inserite in una programmazione reale capace di riflettere sia le specificità ribadite dal TUEL che le compatibilità connesse con il Patto di Stabilità e Crescita Europeo.

Già nel 2008 affermammo che la Finanza Locale vive dal 2001 una evidente deriva stretta dalle logiche della legislazione d’emergenza legata al rispetto del Patto di Stabilità e dalla impellente necessità di dover comunque garantire un adeguato livello di efficienza dei servizi misurabile in termini di qualità ed efficacia, oltre che un livello di investimenti infrastrutturali indispensabile per migliorare le condizioni di vita nelle città. Tale discrepanza è stata in questa sede più volte evidenziata, né è sufficiente ritenere il PSI sufficiente, di per sé, a garantire l’equilibrio più volte auspicato.

Il 75% degli investimenti nel nostro paese è garantito dal sistema delle Autonomie, in tale contesto gli Enti Locali governano il 60% di tali dinamiche,mentre il restante 15% viene coordinato dalle Regioni e, in minima parte, dalle Province.

Sulla base di tale oggettivo assunto appare indispensabile coniugare le Politiche di contenimento della spesa con le esigenze dello sviluppo e dei servizi legati al moello di welfare locale. Senza tale inevitabile connessione verrebbe ad essere mortificata la ricerca delle dinamiche positive premiando esclusivamente la ricerca di palliativi economici che aggravano la situazione anziché migliorarla.

Ancora una volta si sottolinea che la Riforma specifica sia ormai ineludibile al fine di riuscire a costruire un percorso di ampio coinvolgimento di tutti i soggetti rilevanti ai fini istituzionali onde giungere ad una condivisione ampia degli assetti futuri. Purtroppo tale ipotesi appare lontana e la mancata definizione di questi equilibri condiziona tutte le scelte,comprese quelle di carattere economico- finanziario.

La riduzione dei trasferimenti erariali e l’assoluta necessità per gli Enti Locali di reperire risorse ricorrendo all’aumento della pressione fiscale locale senza un chiaro quadro di autonomia all’interno del quale esercitare una potestà reale, hanno causato l’ulteriore disfacimento della Finanza Locale. Non è più tollerabile, come sostenuto autorevolmente dall’ANCI e dalla Lega delle Autonomie Locali, continuare in questo modo e lasciare al quotidiano la gestione di elementi strategici indispensabili alla definizione di una Politica Economica di ampio e lungo respiro,capace di affrontare e risolvere in maniera definitiva i nodi strutturali della crisi italiana connessa con la crisi più generale dei sistemi finanziari ed economici dell’intero pianeta.
Il Quadro di Riferimento Nel 2008 l’economia del nostro Paese ha sostanziato capacità di sviluppo meno accentuate rispetto alla media dei Paesi dell’Unione Europea alle prese, come noi del resto, con gli effetti devastanti della crisi generale.

L’inflazione media del 2008 si è attestata al 3,3% ( 1,8% nel 2007 ). Quella prevista per il 2009 si attesterebbe intorno al’1,2 %, con un aumento del deficit pubblico consistente che sfiorerà il 4,5%. Tali trend e le percentuali di riferimento sintetizzano un quadro di indubbia preoccupazione e fanno temere un peggioramento di tendenza per quanto concerne il 2009.

In realtà i primi dati del 2009 confermano tali previsioni facendo temere altresì un peggioramento dell’indebitamento pubblico.
Tutti i principali Centri Studi concordano nel sostenere un consistente aumento della disoccupazione stimata nel 2009.


IL DPEF e la manovra 2008/2011

In questo quadro di insieme acquistano un sapore particolare l’indirizzo declinato dal DPEF 09-11 e la manovra correttiva del 2008.

Gli obiettivi indicati in una logica tendenziale pluriennale ( una novità non secondaria che pure va apprezzata ) fissano il rapporto deficit/PIL ( nel 2007 è stato pari all’1,9 ), 2009 al 2%, il 2010 all’1, il 2011 allo 0,9, il 2012 allo 0,1, prevedendo al 2013 il pareggio di bilancio.

La manovra delineava un aumento del PIL così articolata: 2009 allo 0,6; 2010 all’1,1; 2011 all’1,9; 2012 all’1,9; 2013 all’1,9% di incremento.

Si rammenta il pesante taglio per gli Enti Locali con una riduzione pari a € 1,650 mld per il 2009, di € 2,9 mld nel 2010 e di € 5,4 mld nel 2011.

Le problematiche connesse con la crisi generale delineano tendenze non più in linea con tali impostazioni e suggeriscono con forza l’adozione di misure strutturali capaci di contrastare le nuove emergenze sociali imposte dalla crisi che colpiranno fasce sempre più ampie e i settori più deboli del sistema economico sociale del nostro Paese.

L’ANCI, in base a tali risultanze, ha chiesto l’immediata convocazione di un tavolo di confronto e concertazione al fine di evitare le difficoltà implicite in una tale manovra, sostenute dal blocco totale dei tributi e delle tariffe locali.


Il Federalismo Fiscale


Le analisi fatte ed esplicitate su questo argomento anche nella relazione che accompagnava il rendiconto consuntivo del 2007 appaiono tuttora valide.

L’autonomia degli Enti Locali costituisce un VALORE e sulla base di tale assunto viene riproposta per intero l’esigenza di giungere ad un compiuto equilibrio dei poteri per sostanziare l’unitarietà di fondo del sistema Repubblicano.

Gli Artt. 117,118 e 119 dell’attuale Costituzione definiscono il Sistema dei rapporti di potere tra i diversi livelli di governo, le regole di assegnazione dei poteri legislativi e dei poteri di esecuzione oltre che le associate regole finanziarie.
L’intera architettura del Titolo V° viene generalmente interpretata come un sistema per distinguere le diverse tipologie di competenze, attribuendo un ruolo diverso ai diversi livelli di governo sulle diverse funzioni.
E’ indispensabile che tale differenza debba trovare un corrispondente riconoscimento anche sul lato del finanziamento, soprattutto per i livelli essenziali delle prestazioni che devono trovare un equilibrio finanziario basato sull’attribuzione a ciascun livello di strumenti finanziari sufficienti a garantirne l’uniformità sull’intero territorio nazionale. In tale ambito è necessario riconoscere agli Enti Locali un livello adeguato di mezzi finanziari a garanzia delle funzioni da loro svolte in un quadro di equilibrio più complessivo capace di rendere leggibili e comprensibili le attribuzioni dei poteri e le conseguenti azioni di governo. Ciò ovviamente comporta l’esigenza di definire dinamiche stringenti e chiare di perequazione, privilegiando la semplicità delle soluzioni condivise piuttosto che le astrusità dei compromessi bizantini.
In questa sede si vuol anche sostenere che alle Regioni è possibile assegnare un ruolo preminente senza ribaltare a livello regionale logiche centralistiche appartenenti al passato e superate dall’evoluzione del dibattito politico e dalla realtà introdotta con la Riforma Costituzionale avviata nel 2001.

Ribadendo un concetto più volte espresso dalle Organizzazioni di Rappresentanza degli Enti Locali si avverte l’esigenza di allineare gli aggregati finanziari territoriali alle esigenze della Finanza Pubblica complessiva e agli obblighi internazionali del Paese attraverso la stipula di PATTI con le diverse tipologie di Autonomie, avendo come fine l’armonizzazione delle tendenze finanziarie di sistema che in questa fase appaiono disallineate e pericolosamente compresse all’interno di logiche punitive. In sintesi appare logico e necessario che l’intero sistema si regga sul principio della stabilità e dell’unitarietà della finanza pubblica riconoscendo che il contesto dei finanziamenti agli Enti Locali si deve basare sui principi di autonomia, responsabilità, crescita competitiva, sussidarietà, coesione, leale collaborazione e cooperazione con tutti i livelli istituzionali sovraordinati. L’invarianza del peso fiscale deve essere una costante nella formulazione delle politiche finanziarie di sistema per evitare che ciascun livello pensi unicamente a se stesso ed eviti di collegare le proprie scelte a quelle esigenze unitarie a cui si è fatto precedentemente riferimento.Si ribadisce che al al momento registriamo esclusivamente la riduzione dell’autonomia collegata con l’abolizione ICI prima casa ed il blocco dei tributi e delle tariffe locali, impedendo qualsiasi programmazione coerente degli investimenti ai fini dello sviluppo, tanto più nella obbligata connessione con le Logiche di Patto che hanno definitivamente ingessato l’intero sistema della Finanza Locale.


PATTO DI STABILITA’

Il Comune di Tivoli, nell’esercizio 2008, ha rispettato il PSI.Nell’evidenziare tale elemento si sottolinea che la consistenza di cassa al 31.12.2008 era pari ad € 5.600.000,00 circa. L’avanzo di Amministrazione oscillerà presumibilmente intorno ad € 1.200.000,00 circa. Il calcolo del Patto di Stabilità del 2008 interno è cambiato drasticamente rispetto al 2007 e definisce una triennalità che almeno consente, in linea del tutto teorica, la programmazione richiesta dalle norme del TUEL.


La Previsione di Bilancio 2009/11

I contenuti economico finanziari che vengono sottoposti all’attenzione di questo Consiglio Comunale con il supporto dell’apposita relazione del Collegio dei Revisori dei Conti, definiscono un quadro d’insieme equilibrato, razionale e coerente, al lordo del risultato concernente il PSI.In particolare si torna a sottolineare come sia stato possibile indicare gli obiettivi attraverso una manovra di Bilancio che ha evitato di appesantire l’onere fiscale a carico dei cittadini, implementando i livelli finanziari destinati a sostenere alcune funzioni strategiche dell’Ente come, ad esempio, i Servizi Sociali, i Servizi a Domanda Individuale, quelli legati alla gestione del territorio e le politiche di investimento che hanno cambiato il volto della nostra citta’.

A questo proposito giova affermare che l’Amministrazione, accogliendo gli inviti e le sollecitazioni proveniente dalla totalità dei Partiti e dei Gruppi Consiliari che la sostengono, intende fare propria la presentazione di appositi emendamenti alla delibera sulla regolamentazione ICI al fine di Azzerare l’Imposta per gli immobili concessi in locazione a Canone Concordato, alla luce anche degli interessanti risultati desunti dall’esperienza fino ad ora effettuata. Tale incentivo consente l’emergere di un mercato non ufficiale e non legale, trasferendo agli stessi locatari incentivi reali collegati con specifiche e non neutre detrazioni in sede di dichiarazione dei redditi.

L’Amministrazione Comunale, rispettando il patto con gli elettori ed i cittadini, ha affrontato l’esercizio 2009 e seguenti non ricorrendo all’aumento indiscriminato delle Tasse locali. privilegiando, quindi, la contrazione delle spese ritenute comprimibili e non direttamente collegate con valenze più propriamente strategiche. L’Addizionale Comunale IRPEF è rimasta invariata allo 0,35%, gli oneri di urbanizzazione non hanno subito aumenti, le tariffe dei servizi a domanda individuale sono state ritoccate in percentuali che vanno dal 5 al 7%, la COSAP e le tariffe sulla pubblicità sono state confermate agli stessi livelli del 2005.
Per quanto riguarda l’Addizionale IRPEF l’amministrazione è impegnata a presentare entro il mese di maggio del corrente anno una proposta di delibera all’attenzione del Consiglio Comunale per l’adozione di un regolamento specifico così come consentito dalla Legge nazionale in vigore. Ciò al fine di prevedere fasce di esenzione anche più ampie da quelle previste dalle norme di settore. Si ritiene in tal modo di dare sintesi, nell’ambito delle competenze dell’Ente Locale, all’esigenza di rafforzare il modello di Wellfare locale soprattutto in una fase di crisi come quella attuale. Tale priorità è del resto definita anche dalle cifre evidenziate dai documenti di bilancio.

Il settore sociale ha un’incidenza reale sul complesso della spesa corrente del 21,76% nel 2009, del 22,11% nel 2010 e del 22,50% nel 2011. Nel 2008 tale incidenza reale era del 18,94%. Per il 2009 le Uscite relative ai Servizi a Domanda Individuale ammontano ad € 2.863.273,60, mentre le Entrate da Contributi regionali sommano ad € 640.000,00. Il totale specifico delle Uscite è di € 1.687.114,10.
Tale assetto pertanto definisce un onere a carico dei cittadini utenti pari a € 1.247.114,10, che rappresenta il 43% del totale degli oneri di funzionamento del settore.
La Fiscalità generale si farà carico quindi del 57% di tali costi. In tale assetto è compreso anche l’intervento a sostegno delle Famiglie meno abbienti in tema di TIA, con un intervento pari a € 72.000,00 che vanno a sommarsi ad € 530.000,00 garantiti dal Bilancio Comunale all’ASA per calmierare le Tariffe a carico delle utenze domestiche e non domestiche.

Le previsioni di entrata degli oneri di urbanizzazione ammontano a € 2.050.000,00, con una drastica riduzione rispetto al 2008. L’incidenza di tale voce sul complesso delle entrate correnti è dell’ 4,66%, mentre nel 2008 era del 8,11%.

L’analisi degli equilibri di parte corrente del bilancio di previsione indica un consistente recupero rispetto al 2008 e al 2007. Infatti la differenza finanziaria di spesa scende per il 2009 a € 807.158,28 rispetto a € 3.916.447,00 del 2008. Tale differenza è stata ovviamente compensata ricorrendo ad una quota degli oneri di urbanizzazione pari a € 1.443.750,00, che rappresenta il 75% degli introiti complessivamente previsti per tale tipologia di entrata. Si definisce in tal modo un modello di bilancio che riflette un progetto amministrativo ed una sintesi politica dominata da almeno 3 priorità, ancorchè si continui a registrare una precarietà strategica per ciò che concerne gli strumenti a sostegno delle scelte di programmazione nella gestione del territorio di competenza:

1) Rafforzare il modello di Wellfare locale
2) Consolidare gli equilibri economici e finanziari
3) Rispettare il Patto di Stabilità Interno.


Le Scelte della Gestione

Un’attenta Politica di Bilancio finalizzata allo sviluppo e al soddisfacimento dei bisogni e delle esigenze reali dei cittadini deve necessariamente prendere l’abbrivio dal programma di mandato, sostenendone le linee strategiche e le evoluzioni dinamiche.Tale impostazione presuppone alcune metodologie di intervento:

- Sostegno alla politica di investimenti
- Razionalizzazione dei carichi fiscali
- Definizione dei livelli di efficienza ed efficacia dei servizi,in special modo di quelli sociali
- Coerenza e contenimento della spesa superflua
- Controllo della gestione a partire dal PEG
- Programmazione degli aspetti finanziari
- Gestione dei parametri del Patto di Stabilità Interna nelle loro molteplici variazioni
- Ristrutturazione dei livelli gestionali sia dal punto di vista operativo che direzionale
- Recupero dei livelli di valorizzazione finanziaria della gestione e dei corrispettivi andamenti economici


Le operazioni di ristrutturazione del debito pregresso, con un’operazione della portata complessiva di 32,5 milioni di Euro alle migliori condizioni di mercato come dimostra il ricorso allo specifico benchmarking, e la successiva accensione di due SWAP di contenimento delle oscillazioni dei tassi, consentiranno nel corso dell’esercizio 2009 un risparmio degli oneri finanziari pari ad € 1.200.000,00.

Tale risparmio ha consentito l’invarianza del totale destinato alla spesa sociale ed il suo sostanziale aumento in termini di rapporto con il totale della spesa corrente. Tale risultato non è neutro, né è da sottovalutare, soprattutto in una logica di sana ed attenta valutazione degli equilibri generali del Bilancio e delle esigenze ad esso collegate.

La scelta di invarianza fiscale comporta l’adeguamento dei servizi ai livelli finanziari dati ed ogni ulteriore aumento di spesa deve riuscire ad individuare nuovi equilibri nella parte entrate o nella dimunuizione della spesa corrente.

La responsabilità degli Amministratori si gioca intorno a tale assunto e le priorità si definiscono a partire da essa,in un quadro armonico ed equilibrato dell’intero assetto finanziario dell’EnteLa gestione della liquidità improntata a criteri di modernità, efficienza ed efficacia consente di prevedere € 225.000,00 di interessi attivi.

Le scelte della gestione cosi’ descritte hanno definito un percorso più consono alle dinamiche di sostegno alle scelte politiche dell’Organo esecutivo e di quello di Controllo e di Indirizzo. Si ritiene che un ulteriore sforzo sia necessario fare in ordine alla più accentuata e specifica attività di controllo della gestione, aderendo in maniera convinta alle esortazioni contenute nella stessa relazione dei Revisori dei Conti, così come sarà necessario avviare una attenta valutazione dei residui attivi e passivi aggiornando le procedure di revisione straordinaria già avviate in passato.


La Gestione Finanziaria

Le entrate per titoli hanno segnato il seguente andamento:

Titolo I

13.912.674,09

Titolo II

22.055.329,36

Titolo III

7.965.616,55

Titolo IV

18.060.403,31

Titolo V

18.124.606,18

Titolo VI

10.906.500,00

Totale

91.025.129,49


Gli scostamenti sulle entrate rispetto alla previsione assestata 2008 sono i seguenti:

Titolo I, - € 1.081.697,15, dovuti in gran parte a minori introiti ICI.
Titolo II, - € 1.662.301,49, dovuti principalmente a minori trasferimenti dallo Stato finalizzati ( - € 277.000,00 ); Minori contributi regionali Cultura ( - € 1.200.000,00 ).
Titolo III, - € 1.475.743,65, dovuti in gran parte a rimborsi spese elettorali ( € 162.000,00 ); Trasferimento Provincia per personale comandato ( € 138.000,00 ); recupero anni pregressi acquedotto ( € 92.000,00 ); Concessione Parcheggio Via Tiburto ( € 676.000,00 ); Convenzione ENEL Acquoria ( € 560.000,00 ).
Titolo IV, - € 28.761.153,42, dovuti in massima parte a contrazione tecnica gestione liquidità ( € 26.000.000,00 ); Contributo stato Città dello Sport ( € 823.000,00 ); Trasferimenti capitale Regione ( € 284.000,00 ); Oneri Urbanizzazione e condono ( € 1.920.000,00 ).
Titolo V, - € 10.047.000,00 ( Meno mutui CDDPP e Aziende di Credito).
Titoli VI , - € 85.000,00 ( Minori rimborsi spese per conto terzi ).La capacità di indebitamento residua si attesta su valori consistenti pari a € 77.000.000,00, migliorando il risultato del 2008 di € 7.000.000,00.


L’articolazione della spesa per titoli è la seguente:

Titolo I

41.522.778,28

Titolo II

25.577,851,21

Titolo III

13.018.000,00

Titolo IV

10.906.500,00

Totale

91.025.129,49


Gli scostamenti della spesa per l’esercizio preso in esame rispetto a quello precedente è il seguente:

Titolo I, - € 7.505.956,79 ( interessi passivi € 1.200.000,00; oneri str gestione corrente € 3.245.000,00; personale € 216.000,00; Spese Tribunale € 262.000,00; Prestazione Servizi Polizia Locale € 175.000,00 ; Spese Regionali Cultura € 1.333.000,00 ).
Titolo II, - € 38.600.718,09 ( costi gestione liquidità € 26.000,00; Minori spese per Mutui € 8.897.000,00; Minori spesa per opere pubbliche finanziate dallo stato € 823.000,00; Meno spesa per opere pubbliche finanziate dalla regione € 284.000,00; € 475.000,00 minori proventi condono destinati a opere pubbliche; Minori oneri Urbanizzazione destinati agli investimenti € 350.000,00; minori spese opere pubbliche finanziate con mutui presso aziende di credito 1.150.000,00 ).
Titolo III, + € 774.196,29 ( Anticipazione di Cassa ).
Titolo IV, Bilanciato con il Titolo VI Entrata.Le priorità fissate per gli investimenti son così ripartite:

Manutenzioni assetto viario € 2.850.000,00
CFP € 500.000,00
Piazza Villa Adriana Via Leonina € 460.000,00
Via Empolitana € 350.000,00
Riqualificazione zona ARCI € 300.000,00
Dissesto idrogeologico Centro Storico € 1.200.000,00
Manutenzione straordinaria Immobili Comunali € 756.000,00
Progettazione Tunnel € 750.000,00
Adeguamento Plessi Scolastici € 1.000.000,00
Manutenzione Straordinaria Scuole € 700.000,00
Scuola Segre’ € 300.000,00
Manutenzione Ordinaria Impianti Sportivi 100.000,00
Realizzazione Parcheggio a raso Via dei Pini € 114.400,00
Sistema Infrastrutturale € 190.000,00
Pubblica Illuminazione € 800.000,00
Fosso della Prata € 760.000,00
Risanamento sponda dx Aniene € 390.000,00
Realizzazione Giardino Favale € 154.000,00
Riqualificazione Giardino Rosmini € 300.000,00
Manutenzione str Verde comunale € 100.000,00

E’ stato siglato il Protocollo d’Intesa con la Provincia di Roma per un valore di € 500.000,00 finalizzato alla progettazione della Mini Metro di Superficie Tivoli Terme-Tivoli Centro.

Nel 2009 verranno messi a bando € 8.000.000,00 finalizzati alla riqualificazione di Tivoli Terme nell’ambito dei progetti finanziati con le procedure dei Contratti di Quartiere.

Gli investimenti sulla città verranno realizzati anche grazie al ricorso di strumenti diversi di finanziamento, ci si riferisce alle procedure di PF che nel 2009 in particolare dovrebbero sommare ad € 28.500.00, così distribuiti:

Parcheggio Piazza Garibaldi € 16.000.000,00
Parcheggio Tivoli Terme a supporto nuova Stazione FFSS € 12.500.000,00.Nei primi mesi del 2009 metteremo a bando le procedure finalizzate, sempre ricorrendo alla Finanza di Progetto, al Risparmio Energetico con contemporanea produzione di energia da fotovoltaico attraverso la messa a disposizione dei tetti di alcuni edifici pubblici.


Conclusioni

Si richiama di nuovo l’esigenza di ridefinire le consistenze patrimoniali dell’Ente attraverso una ricognizione straordinaria delle proprie immobilizzazioni.
Un inventario più puntuale e specifico appare indispensabile per completare l’opera iniziata con la riduzione del debito e la revisione straordinaria dei Residui.
Il Settore Servizi Finanziari, recentemente ristrutturato, ha avviato un progetto specifico anche nella individuazione di eventuali sacche di evasione o elusione dalle imposte e dalle tasse comunali con particolare riferimento agli anni pregressi non ancora prescritti.
La costruzione del preventivo è passata attraverso la conferma della politica fiscale adottata in passato ed il ricorso al finanziamento di alcune spese, pari ad €807.000,00 è stato risolto ricorrendo alle entrate degli oneri di urbanizzazione.

Il carattere autorizzatorio del Bilancio Comunale ed il sistema di vincoli che prudenzialmente si è definito e scelto a tutela degli equilibri complessivi dello stesso, impediscono di procedere all’impegno delle spese senza i contemporanei o precedenti accertamenti di riferimento. Si tratta delle conseguenze di un’impostazione e di scelte di politica di bilancio che hanno sempre avuto al centro l’esigenza di diminuire i carichi fiscali, soprattutto in un momento in cui il livello di tassazione centrale stava subendo continui e preoccupanti aumenti.
I passaggi successivi che ci impegniamo a definire nel breve concernono l’applicazione di una più accentuata modularità per fasce di reddito di alcuni strumenti di raccolta fiscale offrendo maturità politica e sensibilità specifica ad un progetto che, nella sua necessaria continuità, ha ormai raggiunto la seconda fase del proprio ciclo positivo.
La volontà dell’Amministrazione è inoltre tesa a finalizzare successivamente, nelle varie fasi del riequilibrio, i saldi finanziari disponibili verso il settore sociale ed il conseguente rafforzamento del modello di welfare locale

.Contemporaneamente non si è rinunciato alla Politica degli investimenti, prestando attenzione alla capacità di indebitamento degli equilibri finanziari di riferimento e alla capacità di onorare il debito nel periodo successivo.Una impostazione di politica di bilancio si misura dalla capacità che essa ha di sostenere il Progetto Politico Amministrativo che ne rappresenta l’impalcatura strutturale.
Essa deve sviluppare dinamiche economiche e finanziarie adeguate, capaci di evitare squilibri strutturali nell’ambito di un processo in divenire al cui interno le varie fasi hanno bisogno di risposte specifiche e limitate nel tempo.

Il superamento delle limitazioni temporali viene sintetizzato dalle dinamiche di periodo ( breve, medio e lungo ) che debbono sempre essere indirizzate alla comprensione della fase politica del Progetto a cui si fa riferimento.In una fase, come quella recentissima, in cui le discriminanti erano note ed erano sostanziate da un evidente disaccordo sociale con politiche finanziarie poco inclini ad attenuare le scelte fiscali adottate, con un andamento dei processi inflattivi che penalizza pesantemente il potere d’acquisto delle famiglie, questa scelta è stata premiata, in controtendenza rispetto al quadro nazionale.

Le scelte politiche sono sempre più influenzate dalle valutazioni di impatto delle dinamiche economiche e finanziarie adottate dai vari livelli di governo e la vera discriminante non è più rappresentata solo dalle appartenenze ideologiche, ma dalla attenta valutazione delle convenienze sociali più diffuse.
Le politiche di bilancio adottate rispecchiano tale impostazione ed hanno indirizzato il confronto con la città sulle cose da fare e non sulle tasse, sul recupero del gap infrastrutturale evidente e non sul dogma estremistico dell’equilibrio strutturale da raggiungere a tutti i costi, sacrificando sensibilità,possibilità, anche dei singoli, meriti e bisogni reali.

E’ stata una scelta politica e di bilancio contenere al minimo le tariffe legate all’erogazione dei servizi a domanda individuale, non utilizzare la Tassa di Scopo, non aumentare in passato l’aliquota IRPEF di competenza comunale, abbassare in maniera consistente l’ICI sulla prima casa, ricorrere alla ristrutturazione del debito pregresso ed alle valorizzazioni conseguenti all’attivazione di operazione di finanza strutturata e straordinaria.

E’ stata una scelta politica e di bilancio sostenere con budget sempre più consistenti il Settore delle Politiche Sociali, individuato come secondo asse del progetto a cui più volte in questa sede si è fatto riferimento.Coloro che sostengono che il recupero di tale gap doveva o poteva essere perseguito in maniera diversa dimenticano che l’intero percorso descritto è stato premiato dalle scelte dell’elettorato tiburtino non in maniera acritica, ma partecipando attivamente alla vita dell’Amministrazione e valutando le sue scelte.Non c’è dubbio che, in questa fase, si evidenzia una maggiore necessità di strutturazione delle dinamiche di bilancio.
La nuova fase del Progetto prevede la soluzione di alcuni grandi nodi legati ad un miglioramento del territorio e della città ed al contenimento, per la parte di ns competenza, degli effetti sociali connessi con la devastante crisi generale.

Questi nodi sono connessi direttamente con la conclusione di alcuni processi avviati a suo tempo, per esempio la costruzione di una nuova scuola media ed elementare a Tivoli Centro, o le 4 grandi opere esaustive dei problemi di mobilità ancora in parte esistenti.
Ci si riferisce allo snodo di Ponte Lucano i cui finanziamenti sono già stati impegnati, alla progettazione e realizzazione della metropolitana leggera di superficie Tivoli Terme- Tivoli Centro, al traforo posto all’altezza della curva del regresso e al nuovo ponte in zona ARCI.Particolare rilevanza, certamente non secondaria, riveste il progetto di riqualificazione del Centro Storico della città, così come appare strategico continuare ad investire nel Settore Sociale individuato come elemento principe del rapporto con la città e con le sue aree di disgregazione sociale, economica e culturale.

Questa nuova fase del progetto definisce esigenze finanziarie cospicue e sostanzia la necessità di attivare partecipazioni in pool anche con altri soggetti istituzionali.

L’Amministrazione è ovviamente impegnata a concludere tali processi con efficienza ed efficacia.
Le scelte legate alla responsabilità politica connessa con la condivisione di una simile impalcatura progettuale verranno assunte dall’Amministrazione, con il pieno consenso della Maggioranza che la sostiene e non disdegnando un confronto istituzionale più ampio, nel prossimo mese di settembre.

Come già sostenuto precedentemente ci si rende conto che la portata del percorso descritto abbisogna di un arricchimento dell’impostazione sin qui seguita.

Tale arricchimento inevitabilmente comporterà integrazioni e la valorizzazione di accentuazioni diverse, ma non differenti dal passato.

Dovremo cioè essere in grado di coniugare di nuovo il rapporto tra sviluppo e risorse evitando eccessivi aggravi fiscali o una immotivata rottura del rapporto di condivisione che lega questa amministrazione alla città e, come detto, prevedendo il riassetto degli strumenti fiscali a supporto di una più ampia ed articolata manovra tesa a salvaguardare le fasce più deboli.

In conclusione vorrei ringraziare quanti hanno collaborato alla stesura del documento di bilancio. Un particolare riconoscimento va alla Dottoressa Murri ed ai suoi collaboratori di settore, in particolare alla Dottoressa De Paolis, oltre, ovviamente, al Dott. Guidotti, Segretario Generale di questo Comune.

Mi riservo, ovviamente, di essere più preciso in sede di replica su questioni di carattere più minuto e meno strategico.