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No al trasferimento dei Campi nomadi di Roma fuori dal Grande Raccordo Anulare. Undici Sindaci dell’hinterland firmano un documento unitario e chiedono l’intervento del Presidente della Provincia di Roma Nicola Zingaretti

No al trasferimento dei campi nomadi di Roma fuori dal Grande Raccordo Anulare. Lo affermano in modo unitario i Sindaci di undici Comuni dell’hinterland romano che venerdì scorso si sono riuniti all’Hotel Victoria di Tivoli Terme, dopo aver registrato una crescente preoccupazione delle comunità locali, anche in relazione alle recenti dichiarazioni del Sindaco di Roma Gianni Alemanno, il quale vorrebbe trasferire fuori dal Raccordo i campi nomadi della Capitale.

Al termine dell’incontro, i Sindaci dei Comuni di Tivoli, Guidonia Montecelio, Monterotondo, Pomezia, Fonte Nuova,  Ciampino, Zagarolo, Frascati, Cerveteri,  Ladispoli e Anguillara Sabazia hanno sottoscritto un documento unitario, inviato questa mattina al Presidente della Provincia di Roma e per conoscenza al Prefetto di Roma, in cui affermano, tra l’altro “che lo spostamento dei campi nomadi lontano dai centri abitati della Capitale non farebbe altro che – come è già accaduto negli ultimi anni - trasferire ai Comuni dell’hinterland confinanti con Roma i problemi di convivenza e di integrazione sociale attualmente esistenti poiché, vista la conformazione del territorio, ciò porterebbe inevitabilmente a creare le nuove strutture vicino ai centri abitati dei nostri Comuni, vanificando in un solo colpo il lavoro svolto e le risorse utilizzate finora per l’integrazione degli stranieri nei nostri territori”.“Questa complessa situazione – hanno scritto i Sindaci - deve essere affrontata non cercando di trasferire problemi di difficilissima soluzione ad altri enti - tra l’altro con molte meno risorse economiche rispetto a Roma e strutture non organizzate per affrontare emergenze sociali di questo tipo e portata - ma attraverso un processo di coinvolgimento e di partecipazione, tenendo anche conto dei programmi per l’istituzione dell’Area Metropolitana, di tutti gli enti e le istituzioni, a partire dalla Provincia di Roma, dalla Regione Lazio, dai Comuni dell’hinterland, dalla Prefettura e dalla Questura”.

Nel documento i primi cittadini chiedono al Presidente della Provincia di Roma Nicola Zingaretti “di farsi portavoce delle preoccupazioni delle comunità locali e di assumere un ruolo di coordinamento per coinvolgere tutti i soggetti e gli enti interessati, compresi i Comuni dell’hinterland, con l’obiettivo di affrontare con un metodo condiviso l’intera questione e pianificare di comune accordo i programmi da adottare e le decisioni da prendere”.

Testo integrale documento

Considerato il complesso fenomeno dell’immigrazione nei territori della Provincia di Roma, con particolare riferimento alla questione delle aree destinate alle popolazioni nomadi e più in generale alle politiche per l’integrazione degli stranieri;

Viste le crescenti preoccupazioni delle comunità locali, manifestate dalle cittadine e dai cittadini sempre più allarmati rispetto alle politiche per la gestione dei campi nomadi e alle proposte di apertura di nuove strutture nell’hinterland della Capitale;

Considerate le notevoli risorse impegnate dagli enti locali del territorio della Provincia di Roma, che da molti anni investono nella realizzazione di programmi per l’integrazione degli stranieri;

Tenuto conto che, secondo alcune stime, nei campi nomadi del territorio comunale di Roma, vivono circa 6mila persone;

Conosciute le intenzioni del Sindaco di Roma Gianni Alemanno, il quale di recente ha dichiarato in due interviste riportate dalla stampa di voler trasferire “fuori dal Grande Raccordo Anulare” i campi nomadi della Capitale;

Considerato che circa un anno e mezzo fa, di fronte alla proposta di creare quattro grandi campi nomadi fuori dal Raccordo, molti Sindaci dei Comuni dell’hinterland manifestarono una forte posizione di contrarietà, supportata anche dalle assicurazioni del Presidente della Provincia di Roma allora in carica, il quale garantì il suo impegno per scongiurare tale ipotesi;

Considerato inoltre che lo spostamento dei campi nomadi lontano dai centri abitati della Capitale non farebbe altro che – come è già accaduto negli ultimi anni - trasferire ai Comuni dell’hinterland confinanti con Roma i problemi di convivenza e di integrazione sociale attualmente esistenti poiché, vista la conformazione del territorio, ciò porterebbe inevitabilmente a creare le nuove strutture vicino ai centri abitati dei nostri Comuni, vanificando in un solo colpo il lavoro svolto e le risorse utilizzate finora per l’integrazione degli stranieri nei nostri territori;

Ritenuto che questa complessa situazione debba essere affrontata non cercando di trasferire problemi di difficilissima soluzione ad altri enti - tra l’altro con molte meno risorse economiche rispetto a Roma e strutture non organizzate per affrontare emergenze sociali di questo tipo e portata - ma attraverso un processo di coinvolgimento e di partecipazione, tenendo anche conto dei programmi per l’istituzione dell’Area Metropolitana, di tutti gli enti e le istituzioni, a partire dalla Provincia di Roma, dalla Regione Lazio, dai Comuni dell’hinterland, dalla Prefettura e dalla Questura

I sottoscritti Sindaci dei Comuni di Tivoli, Guidonia Montecelio, Monterotondo, Pomezia, Fonte Nuova,  Ciampino, Zagarolo, Frascati, Cerveteri, Ladispoli, Anguillara Sabazia

chiedono al Presidente della Provincia di Roma Nicola Zingaretti di farsi portavoce delle preoccupazioni delle comunità locali e di assumere un ruolo di coordinamento per coinvolgere tutti i soggetti e gli enti interessati, compresi i Comuni dell’hinterland, con l’obiettivo di affrontare con un metodo condiviso l’intera questione e pianificare di comune accordo i programmi da adottare e le decisioni da prendere.

Tivoli, 24 novembre 2008