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Terminata l’opera per Tivoli del maestro Arnaldo Pomodoro. Ad aprile l’installazione a piazza Garibaldi del monumentale Arco in bronzo e acciaio

Il Sindaco Baisi ha incontrato l’artista e osservato in anteprima la scultura. L’entusiasmo del maestro: “Sono felice di aver contribuito, con il mio lavoro, a far rivivere un contesto urbano che è sintesi della storia dell’arte italiana e dunque dell’umanità”

Un arco in bronzo e acciaio alto 7 metri, con un diametro di 14 e due basi triangolari con lati di 2 metri ciascuno. E’ un’opera monumentale la scultura creata dal maestro Arnaldo Pomodoro su commissione del Comune di Tivoli, realizzata nell’ambito dei lavori di riqualificazione, cofinanziati dalla Provincia di Roma e dalla Regione Lazio, di Piazza Garibaldi, via Boselli, piazza Trento e via Pacifici, le vie di accesso a Villa d’Este, uno dei due siti cittadini inseriti dall’Unesco nella Lista del Patrimonio Mondiale dell’Umanità.
L’opera del maestro Pomodoro è pressoché terminata e ora i settori comunali dei lavori pubblici e dell’urbanistica stanno predisponendo il piano degli interventi necessari per l’installazione al centro di piazza Garibaldi, nei due specchi d’acqua gemelli realizzati proprio per ospitare le basi della scultura. L’installazione dell’opera e la cerimonia di inaugurazione, a cui partecipaerà anche il maestro Pomodoro, è prevista per il prossimo mese di aprile.
La scorsa settimana il Sindaco Giuseppe Baisi ha incontrato il maestro Pomodoro a Milano e ha visitato il laboratorio in cui è custodita l’opera d’arte.
“E’ stata una grande emozione per me sia incontrare il maestro sia poter osservare in anteprima l’opera che ha realizzato per la nostra città - ha commentato Baisi -. Il modellino in scala presentato ai cittadini nel contesto della riapertura della piazza riqualificata non rende bene l’idea del magnifico colpo d’occhio che si ha osservando l’arco in dimensione reali. Senza dubbio questa prestigiosa opera d’arte, realizzata dal più grande scultore italiano contemporaneo, sarà un ulteriore elemento riqualificante per la nostra città e costituirà anche un’attrazione per i tanti turisti che ogni anno visitano Tivoli”. 
Una grande soddisfazione per l’opera realizzata per Tivoli è stata espressa anche da Arnaldo Pomodoro, il quale ne ha descritto in questo modo il profondo significato. 
“Assottigliato alla sommità della sua nitida curva, l’Arco, a breve distanza da Villa d’Este – ha spiegato l’artista -  nasce e si conclude su due specchi d’acqua in sintonia con la storica architettura. L’Arco muta qui del tutto la sua tradizionale valenza storica di ornamento trionfale, ponendosi piuttosto come segno di continuità territoriale tra l’anfiteatro di Bleso e Villa d’Este, quasi raccordo immaginifico, nella complessiva potenza architettonica di Tivoli, e fluido passaggio tra luoghi eminenti. Posso oggi dire di essere felice di aver contribuito, con il mio lavoro, a far rivivere un contesto urbano che è sintesi della storia dell’arte italiana, e dunque dell’umanità, delle sue inquietudini e delle sue speranze, della sua grandezza e della provvisorietà dell’umana vicenda attraverso i secoli che Tivoli in sé riassume”.