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La Riserva di Monte Catillo è salva.

La riserva è salva. Non solo: cresce ed è capace di dialogare con gli interessi che il territorio esprime. Non è un santuario, né un monumento, ma un ambito di territorio da salvaguardare senza pregiudizi né ideologismi.

In conformità a quanto approvato in un ordine del giorno proposto dalla maggioranza consigliare nel mese di ottobre, a chiusura delle molte polemiche suscitate da una mozione presentata dal Consigliere Messale dell'UDC, che aveva come obiettivo quello di  trasformare la riserva declassandola a monumento naturale privo di tutele e riperimetrarne indiscriminatamente i confini, il Consiglio Comunale di Tivoli, nella seduta di del 20 maggio 2009, ha approvato le osservazioni al Piano di Assetto provinciale della Riserva di Monte Catillo.

"Con l'adozione delle osservazioni al Piano di Assetto si sono chiuse definitivamente le polemiche suscitate dalle intenzioni di chi voleva, in sostanza, cancellare la Riserva di Monte Catillo, facendosi scudo dei diritti edificatori esistenti in molte delle aree incluse nella riserva stessa, previsti dal Piano Regolatore della città.
Sono stati riconosciuti quei diritti legittimi, limitatamente allo stralciodagli attuali ambiti della Riserva  di 18 ettari in località Bivio di San Polo e, al contempo, come misura compensativa, altri 19 ne sono stati inseriti dentro i confini della stessa. Ambiti e porzioni di territorio che il Piano Paesaggistico regionale segnala come meritevoli di tutela ambientale, in luogo dei 18 ettari inseriti in un contesto antropizzato e urbanizzato." - dichiara il consigliere Tognazzi Jacopo -

Questa soluzione ci ha visti partecipi e convinti, ed è stata capace di una sintesi più avanzata di quella che divide il campo tra cemento e territorio, mattone e ambiente.

Restiamo convinti che le previsioni del PRG del '73 non possano essere prese a misura delle attuali politiche urbanistiche, perché ben poco quel Piano è stato in grado di "regolare" in presenza di 3 condoni edilizi che hanno cambiato il volto alla città. E siamo convinti che un nuovo PRG sia necessario porre nell'agenda politica ed amministrativa, come affermato dal Programma di Baisi.