Fiscale e tributaria Il portale di tutta la Valle dell'Aniene, notizie, cultura, aziende, turismo e molto altro ancora http://www.anieneonline.com/rubr/fiscale-e-tributaria 2018-01-18T14:38:14+01:00 Joomla! - Open Source Content Management Moratoria dei mutui per i privati 2012-07-23T10:53:53+02:00 2012-07-23T10:53:53+02:00 http://www.anieneonline.com/rubr/fiscale-e-tributaria/1016-moratoria-dei-mutui-per-i-privati Raimondo Luciani info@raimondoluciani.com <div class="feed-description"><p style="text-align: justify;"><img src="images/fiscale.jpg" width="200" height="200" alt="fiscale" /></p> <p style="text-align: justify;">Per le famiglie italiane in difficoltà economica è oggi possibile richiedere la moratoria dei mutui. La misura frutto dell’accordo tra l’Associazione bancaria italiana (ABI) e le associazioni dei consumatori consente ai mutuatari di ricevere un aiuto della banca creditrice. Grazie alla moratoria è possibile sospendere fino a 12 mesi la rata del mutuo. In cambio bisognerà pagare in differita gli interessi maturati nel frattempo, oppure sospendere il rimborso della sola quota capitale. In sostanza si allunga la durata del mutuo di un anno o si corrispondono i soli interessi alla banca.</p> <div style="text-align: justify;"> <div id="imCell_2"> <div id="imCellStyleGraphics_2">&nbsp;Fino al 31 luglio 2012 è possibile richiedere la sospensione per almeno 12 mesi e per una sola volta, del pagamento delle rate di mutui aventi determinate caratteristiche intestati a persone fisiche che presentino un reddito imponibile non superiore a 40.000 euro l'anno e che abbiano subito o subiscano, nel periodo dal 1 gennaio 2009 al 30 giugno 2012, eventi particolarmente negativi quali:</div> <div id="imCellStyle_2"> <div id="imTextObject_2"> <p>" morte o insorgenza di condizioni di non autosufficienza: (con assunzione, nel secondo caso, della qualifica di portatore di handicap grave ai sensi dell'art. 3, comma 3, delle Legge 5 febbraio 1992, n. 104, ovvero di invalido civile in misura pari almeno all'80%);<br />" perdita dell'occupazione: o per cessazione del rapporto di lavoro subordinato, ad eccezione delle ipotesi di risoluzione consensuale, di risoluzione per limiti di età con diritto a pensione di vecchiaia/anzianità, di licenziamento per giusta causa o giustificato motivo soggettivo, di dimissioni del lavoratore non per giusta causa;o per cessazione dei rapporti di lavoro di cui all'art. 409, n. 3 c.p.c. (rapporti di agenzia, di rappresentanza commerciale ed altri rapporti di collaborazione che si concretino in una prestazione di opera continuativa e coordinata, prevalentemente personale, anche se non a carattere subordinato) ad eccezione delle ipotesi di risoluzione consensuale, di recesso datoriale per giusta causa, di recesso del lavoratore non per giusta causa;<br />" provvedimenti limitativi dell'occupazione con richiesta di misure di sostegno al reddito: per sospensione dal lavoro o riduzione dell'orario di lavoro per un periodo di almeno 30 giorni, anche in attesa dell'emanazione dei provvedimenti di autorizzazione dei trattamenti di sostegno del reddito (CIG; CIGS; altre misure di sostegno del reddito, c.d. ammortizzatori sociali in deroga; contratti di solidarietà).</p> <p>L'Accordo trova applicazione a fronte di mutui con ipoteca su immobili residenziali accesi per l'acquisto, la costruzione o la ristrutturazione dell'abitazione principale, di durata originaria superiore a 5 anni e di importo originario fino a 150.000 euro. Per quanto riguarda la tipologia di tasso di interesse contrattuale sono compresi i mutui a tasso fisso, variabile, o misto e mutui a piano elastico (con tasso variabile, rata costante e durata variabile).</p> <p>Sono inclusi inoltre i mutui:<br />" cartolarizzati e quelli interessati da operazioni di covered bond,<br />" rinegoziati, anche ai sensi del D.L. n. 93/2008,<br />" trasferiti in forza di operazioni di portabilità ai sensi del D.L. n. 7/2007,<br />" accollati anche a seguito di frazionamento.</p> <p>Sono invece esclusi i mutui: <br />" che fruiscono di agevolazioni pubbliche (contributi in conto interessi/capitale o provvista agevolata);<br />" a fronte dei quali sia stata stipulata un'assicurazione a copertura del rischio, purchè tali assicurazioni siano già operative e coprano parte dell'importo o l'intero importo delle rate oggetto della sospensione e siano efficaci nel periodo di sospensione stesso;<br />" a fronte dei quali il mutuatario abbia già usufruito di meccanismi di sospensione offerti dalla propria banca o per una delle misure pubbliche esistenti (nazionali/ locali)<br />" con ritardo nei pagamenti superiori a 90 giorni consecutivi al momento della presentazione della domanda da parte del mutuatario.</p> <p>In caso di diniego ad accedere al beneficio della sospensione a causa della non sussistenza dei requisiti previsti, la Banca ti comunicherà le relative motivazioni entro il termine di 15 giorni lavorativi dalla presentazione della domanda corredata dalla documentazione completa; in assenza di comunicazione nel termine sopra indicato, la domanda si intenderà accolta. In caso di accoglimento della richiesta, la sospensione è operativa entro 45 giorni lavorativi dalla data di accoglimento.</p> </div> </div> </div> </div> <p style="text-align: justify;">&nbsp;</p></div> <div class="feed-description"><p style="text-align: justify;"><img src="images/fiscale.jpg" width="200" height="200" alt="fiscale" /></p> <p style="text-align: justify;">Per le famiglie italiane in difficoltà economica è oggi possibile richiedere la moratoria dei mutui. La misura frutto dell’accordo tra l’Associazione bancaria italiana (ABI) e le associazioni dei consumatori consente ai mutuatari di ricevere un aiuto della banca creditrice. Grazie alla moratoria è possibile sospendere fino a 12 mesi la rata del mutuo. In cambio bisognerà pagare in differita gli interessi maturati nel frattempo, oppure sospendere il rimborso della sola quota capitale. In sostanza si allunga la durata del mutuo di un anno o si corrispondono i soli interessi alla banca.</p> <div style="text-align: justify;"> <div id="imCell_2"> <div id="imCellStyleGraphics_2">&nbsp;Fino al 31 luglio 2012 è possibile richiedere la sospensione per almeno 12 mesi e per una sola volta, del pagamento delle rate di mutui aventi determinate caratteristiche intestati a persone fisiche che presentino un reddito imponibile non superiore a 40.000 euro l'anno e che abbiano subito o subiscano, nel periodo dal 1 gennaio 2009 al 30 giugno 2012, eventi particolarmente negativi quali:</div> <div id="imCellStyle_2"> <div id="imTextObject_2"> <p>" morte o insorgenza di condizioni di non autosufficienza: (con assunzione, nel secondo caso, della qualifica di portatore di handicap grave ai sensi dell'art. 3, comma 3, delle Legge 5 febbraio 1992, n. 104, ovvero di invalido civile in misura pari almeno all'80%);<br />" perdita dell'occupazione: o per cessazione del rapporto di lavoro subordinato, ad eccezione delle ipotesi di risoluzione consensuale, di risoluzione per limiti di età con diritto a pensione di vecchiaia/anzianità, di licenziamento per giusta causa o giustificato motivo soggettivo, di dimissioni del lavoratore non per giusta causa;o per cessazione dei rapporti di lavoro di cui all'art. 409, n. 3 c.p.c. (rapporti di agenzia, di rappresentanza commerciale ed altri rapporti di collaborazione che si concretino in una prestazione di opera continuativa e coordinata, prevalentemente personale, anche se non a carattere subordinato) ad eccezione delle ipotesi di risoluzione consensuale, di recesso datoriale per giusta causa, di recesso del lavoratore non per giusta causa;<br />" provvedimenti limitativi dell'occupazione con richiesta di misure di sostegno al reddito: per sospensione dal lavoro o riduzione dell'orario di lavoro per un periodo di almeno 30 giorni, anche in attesa dell'emanazione dei provvedimenti di autorizzazione dei trattamenti di sostegno del reddito (CIG; CIGS; altre misure di sostegno del reddito, c.d. ammortizzatori sociali in deroga; contratti di solidarietà).</p> <p>L'Accordo trova applicazione a fronte di mutui con ipoteca su immobili residenziali accesi per l'acquisto, la costruzione o la ristrutturazione dell'abitazione principale, di durata originaria superiore a 5 anni e di importo originario fino a 150.000 euro. Per quanto riguarda la tipologia di tasso di interesse contrattuale sono compresi i mutui a tasso fisso, variabile, o misto e mutui a piano elastico (con tasso variabile, rata costante e durata variabile).</p> <p>Sono inclusi inoltre i mutui:<br />" cartolarizzati e quelli interessati da operazioni di covered bond,<br />" rinegoziati, anche ai sensi del D.L. n. 93/2008,<br />" trasferiti in forza di operazioni di portabilità ai sensi del D.L. n. 7/2007,<br />" accollati anche a seguito di frazionamento.</p> <p>Sono invece esclusi i mutui: <br />" che fruiscono di agevolazioni pubbliche (contributi in conto interessi/capitale o provvista agevolata);<br />" a fronte dei quali sia stata stipulata un'assicurazione a copertura del rischio, purchè tali assicurazioni siano già operative e coprano parte dell'importo o l'intero importo delle rate oggetto della sospensione e siano efficaci nel periodo di sospensione stesso;<br />" a fronte dei quali il mutuatario abbia già usufruito di meccanismi di sospensione offerti dalla propria banca o per una delle misure pubbliche esistenti (nazionali/ locali)<br />" con ritardo nei pagamenti superiori a 90 giorni consecutivi al momento della presentazione della domanda da parte del mutuatario.</p> <p>In caso di diniego ad accedere al beneficio della sospensione a causa della non sussistenza dei requisiti previsti, la Banca ti comunicherà le relative motivazioni entro il termine di 15 giorni lavorativi dalla presentazione della domanda corredata dalla documentazione completa; in assenza di comunicazione nel termine sopra indicato, la domanda si intenderà accolta. In caso di accoglimento della richiesta, la sospensione è operativa entro 45 giorni lavorativi dalla data di accoglimento.</p> </div> </div> </div> </div> <p style="text-align: justify;">&nbsp;</p></div> Riforma Fornero: le modifiche deducibilità auto 2012-07-16T07:22:03+02:00 2012-07-16T07:22:03+02:00 http://www.anieneonline.com/rubr/fiscale-e-tributaria/1009-riforma-fornero-le-modifiche-deducibilita-auto Studio Livio Anastasi - Tivoli info@raimondoluciani.com <div class="feed-description"><p><img alt="fiscale" src="images/fiscale.jpg" width="200" height="200" /></p> <p style="text-align: justify;">Al fine di garantire le necessarie coperture finanziarie sulle misure previste dalla cosiddetta “Riforma Fornero” (L. 28 giugno 2012, n.82), sono state introdotte consistenti modifiche alle disposizioni relative alla deducibilità delle auto. Cambiano infatti le percentuali dell'articolo 164, comma 1, del testo unico delle imposte sui redditi di cui al decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917. In particolare il limite di deduzione delle spese e degli altri componenti negativi relativi alle autovetture ed ai veicoli utilizzati nell’esercizio di imprese, arti e professioni (diversi da quelli di cui al n.1, lett. a, comma 1 del D.P.R. 917/1986) diminuirà dal 40% al 27,5%, a decorrere dal periodo d’imposta successivo a quello in corso alla data di entrata in vigore della norma. In pratica i soggetti con periodo d’imposta coincidente con l’anno solare vedranno applicate le nuove disposizioni con decorrenza 1° gennaio 2013.</p> <p style="text-align: justify;">&nbsp;</p> <p style="text-align: justify;">Studio Commerciale e del Lavoro<br />Dott. Livio Anastasi</p> <p style="text-align: justify;">Via Due Giugno n. 25 - Tivoli<br />Telefono e Fax&nbsp; +390774381805</p> <p style="padding: 0cm; border: currentColor;">Email:<a href="mailto:segreteria@studioanastasionline.it">segreteria@studioanastasionline</a><span style="font-size: 8pt;"><a href="mailto:segreteria@studioanastasionline.it">.it</a></span></p> <p>&nbsp;</p></div> <div class="feed-description"><p><img alt="fiscale" src="images/fiscale.jpg" width="200" height="200" /></p> <p style="text-align: justify;">Al fine di garantire le necessarie coperture finanziarie sulle misure previste dalla cosiddetta “Riforma Fornero” (L. 28 giugno 2012, n.82), sono state introdotte consistenti modifiche alle disposizioni relative alla deducibilità delle auto. Cambiano infatti le percentuali dell'articolo 164, comma 1, del testo unico delle imposte sui redditi di cui al decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917. In particolare il limite di deduzione delle spese e degli altri componenti negativi relativi alle autovetture ed ai veicoli utilizzati nell’esercizio di imprese, arti e professioni (diversi da quelli di cui al n.1, lett. a, comma 1 del D.P.R. 917/1986) diminuirà dal 40% al 27,5%, a decorrere dal periodo d’imposta successivo a quello in corso alla data di entrata in vigore della norma. In pratica i soggetti con periodo d’imposta coincidente con l’anno solare vedranno applicate le nuove disposizioni con decorrenza 1° gennaio 2013.</p> <p style="text-align: justify;">&nbsp;</p> <p style="text-align: justify;">Studio Commerciale e del Lavoro<br />Dott. Livio Anastasi</p> <p style="text-align: justify;">Via Due Giugno n. 25 - Tivoli<br />Telefono e Fax&nbsp; +390774381805</p> <p style="padding: 0cm; border: currentColor;">Email:<a href="mailto:segreteria@studioanastasionline.it">segreteria@studioanastasionline</a><span style="font-size: 8pt;"><a href="mailto:segreteria@studioanastasionline.it">.it</a></span></p> <p>&nbsp;</p></div> Redditi da locazione: la riforma “Fornero” cambia l’imponibile 2012-07-16T07:22:03+02:00 2012-07-16T07:22:03+02:00 http://www.anieneonline.com/rubr/fiscale-e-tributaria/1010-redditi-da-locazione-la-riforma-fornero-cambia-l-imponibile Studio Livio Anastasi - Tivoli info@raimondoluciani.com <div class="feed-description"><p><img alt="fiscale" src="images/fiscale.jpg" width="200" height="200" /></p> <p style="text-align: justify; margin-bottom: 3pt;"><span style="color: black; font-family: 'Arial','sans-serif'; font-size: 9pt;">Come noto la Legge 28 giugno 2012, n. 92 (“Riforma Fornero”) contempla, al suo interno, precise misure di copertura finanziaria dei provvedimenti in essa contenuti. Oltre alle modifiche relative alla deducibilità dei costi auto, sono stati previsti cambiamenti anche in relazione alla definizione dei redditi da locazione.</span></p> <p style="text-align: justify;"><span style="color: black; font-family: 'Arial','sans-serif'; font-size: 9pt;">L’art. 37, comma 4-bis del TUIR disponeva infatti, prima delle modifiche della L. 92/2012, che nel determinare il reddito imponibile dei fabbricati locati si dovesse considerare il più alto fra il reddito medio ordinario delle unità immobiliari, determinato mediante le tariffe d’estimo, stabilite secondo le norme della legge catastale per ciascuna categoria e classe, e il canone risultante dal contratto di locazione ridotto forfetariamente del 15%.</span></p> <p style="text-align: justify;"><span style="color: black; font-family: 'Arial','sans-serif'; font-size: 9pt;">La “Legge Fornero” modifica tale percentuale, portandola al 5%. </span></p> <p style="text-align: justify;">&nbsp;</p> <p style="text-align: justify;">Studio Commerciale e del Lavoro<br />Dott. Livio Anastasi</p> <p style="text-align: justify;">Via Due Giugno n. 25 - Tivoli<br />Telefono e Fax&nbsp; +390774381805</p> <p style="padding: 0cm; border: currentColor;">Email:<a href="mailto:segreteria@studioanastasionline.it">segreteria@studioanastasionline</a><span style="font-size: 8pt;"><a href="mailto:segreteria@studioanastasionline.it">.it</a></span></p> <p>&nbsp;</p></div> <div class="feed-description"><p><img alt="fiscale" src="images/fiscale.jpg" width="200" height="200" /></p> <p style="text-align: justify; margin-bottom: 3pt;"><span style="color: black; font-family: 'Arial','sans-serif'; font-size: 9pt;">Come noto la Legge 28 giugno 2012, n. 92 (“Riforma Fornero”) contempla, al suo interno, precise misure di copertura finanziaria dei provvedimenti in essa contenuti. Oltre alle modifiche relative alla deducibilità dei costi auto, sono stati previsti cambiamenti anche in relazione alla definizione dei redditi da locazione.</span></p> <p style="text-align: justify;"><span style="color: black; font-family: 'Arial','sans-serif'; font-size: 9pt;">L’art. 37, comma 4-bis del TUIR disponeva infatti, prima delle modifiche della L. 92/2012, che nel determinare il reddito imponibile dei fabbricati locati si dovesse considerare il più alto fra il reddito medio ordinario delle unità immobiliari, determinato mediante le tariffe d’estimo, stabilite secondo le norme della legge catastale per ciascuna categoria e classe, e il canone risultante dal contratto di locazione ridotto forfetariamente del 15%.</span></p> <p style="text-align: justify;"><span style="color: black; font-family: 'Arial','sans-serif'; font-size: 9pt;">La “Legge Fornero” modifica tale percentuale, portandola al 5%. </span></p> <p style="text-align: justify;">&nbsp;</p> <p style="text-align: justify;">Studio Commerciale e del Lavoro<br />Dott. Livio Anastasi</p> <p style="text-align: justify;">Via Due Giugno n. 25 - Tivoli<br />Telefono e Fax&nbsp; +390774381805</p> <p style="padding: 0cm; border: currentColor;">Email:<a href="mailto:segreteria@studioanastasionline.it">segreteria@studioanastasionline</a><span style="font-size: 8pt;"><a href="mailto:segreteria@studioanastasionline.it">.it</a></span></p> <p>&nbsp;</p></div> Chiarimenti sull’applicazione degli studi di settore per il periodo d’imposta 2011 2012-07-16T07:22:03+02:00 2012-07-16T07:22:03+02:00 http://www.anieneonline.com/rubr/fiscale-e-tributaria/1011-chiarimenti-sull-applicazione-degli-studi-di-settore-per-il-periodo-d-imposta-2011 Studio Livio Anastasi - Tivoli info@raimondoluciani.com <div class="feed-description"><p><img alt="fiscale" src="images/fiscale.jpg" width="200" height="200" /></p> <p style="margin-bottom: 3pt;"><span style="color: black; font-family: 'Arial','sans-serif'; font-size: 9pt;">La circolare n. 30/E dell’11 luglio 2012 dell'Agenzia delle Entrate fornisce ulteriori informazioni sulle regole relative agli studi di settore, applicabili per il periodo d’imposta 2011: </span></p> <ul style="margin-top: 0cm;"> <li style="color: black; margin-top: 3.75pt;"><span style="font-family: 'Arial','sans-serif'; font-size: 9pt;">novità normative: approvazione con decreto ministeriale 13 giugno 2012, pubblicato in Gazzetta Ufficiale due giorni dopo, della “<em><span style="font-family: 'Arial','sans-serif';">revisione congiunturale speciale</span></em>” per il periodo d’imposta 2011, che si è tradotta nell’elaborazione di specifici fattori correttivi e che ha riguardato sia i 69 nuovi studi evoluti per tale annualità che gli altri 137 studi già in vigore;</span> <span style="font-family: 'Arial','sans-serif'; font-size: 9pt;"></span></li> <li style="color: black; margin-top: 3.75pt;"><span style="font-family: 'Arial','sans-serif'; font-size: 9pt;">sono stati esplicitati i passaggi logici che connotano la metodologia applicativa degli studi di settore, in specie l’analisi discriminante, l’analisi di coerenza, l’analisi della normalità economica e l’analisi della congruità;</span> <span style="font-family: 'Arial','sans-serif'; font-size: 9pt;"></span></li> </ul> <p style="margin-bottom: 3pt;"><span style="color: black; font-family: 'Arial','sans-serif'; font-size: 9pt;">per quanto riguarda l’analisi della normalità economica, sono state esplicitate anche le modalità di funzionamento dei relativi indicatori.</span></p> <p style="text-align: justify;">&nbsp;</p> <p style="text-align: justify;">Studio Commerciale e del Lavoro<br />Dott. Livio Anastasi</p> <p style="text-align: justify;">Via Due Giugno n. 25 - Tivoli<br />Telefono e Fax&nbsp; +390774381805</p> <p style="padding: 0cm; border: currentColor;">Email:<a href="mailto:segreteria@studioanastasionline.it">segreteria@studioanastasionline</a><span style="font-size: 8pt;"><a href="mailto:segreteria@studioanastasionline.it">.it</a></span></p></div> <div class="feed-description"><p><img alt="fiscale" src="images/fiscale.jpg" width="200" height="200" /></p> <p style="margin-bottom: 3pt;"><span style="color: black; font-family: 'Arial','sans-serif'; font-size: 9pt;">La circolare n. 30/E dell’11 luglio 2012 dell'Agenzia delle Entrate fornisce ulteriori informazioni sulle regole relative agli studi di settore, applicabili per il periodo d’imposta 2011: </span></p> <ul style="margin-top: 0cm;"> <li style="color: black; margin-top: 3.75pt;"><span style="font-family: 'Arial','sans-serif'; font-size: 9pt;">novità normative: approvazione con decreto ministeriale 13 giugno 2012, pubblicato in Gazzetta Ufficiale due giorni dopo, della “<em><span style="font-family: 'Arial','sans-serif';">revisione congiunturale speciale</span></em>” per il periodo d’imposta 2011, che si è tradotta nell’elaborazione di specifici fattori correttivi e che ha riguardato sia i 69 nuovi studi evoluti per tale annualità che gli altri 137 studi già in vigore;</span> <span style="font-family: 'Arial','sans-serif'; font-size: 9pt;"></span></li> <li style="color: black; margin-top: 3.75pt;"><span style="font-family: 'Arial','sans-serif'; font-size: 9pt;">sono stati esplicitati i passaggi logici che connotano la metodologia applicativa degli studi di settore, in specie l’analisi discriminante, l’analisi di coerenza, l’analisi della normalità economica e l’analisi della congruità;</span> <span style="font-family: 'Arial','sans-serif'; font-size: 9pt;"></span></li> </ul> <p style="margin-bottom: 3pt;"><span style="color: black; font-family: 'Arial','sans-serif'; font-size: 9pt;">per quanto riguarda l’analisi della normalità economica, sono state esplicitate anche le modalità di funzionamento dei relativi indicatori.</span></p> <p style="text-align: justify;">&nbsp;</p> <p style="text-align: justify;">Studio Commerciale e del Lavoro<br />Dott. Livio Anastasi</p> <p style="text-align: justify;">Via Due Giugno n. 25 - Tivoli<br />Telefono e Fax&nbsp; +390774381805</p> <p style="padding: 0cm; border: currentColor;">Email:<a href="mailto:segreteria@studioanastasionline.it">segreteria@studioanastasionline</a><span style="font-size: 8pt;"><a href="mailto:segreteria@studioanastasionline.it">.it</a></span></p></div> La PEC diventa obbligatoria 2011-10-25T23:00:00+02:00 2011-10-25T23:00:00+02:00 http://www.anieneonline.com/rubr/fiscale-e-tributaria/879-la-pec-diventa-obbligatoria Studio Livio Anastasi - Tivoli <div class="feed-description"><p style="text-align: justify;"><img alt="fiscale" src="images/fiscale.jpg" width="200" height="200" /></p> <p style="text-align: justify;">Dal 29 novembre 2011 scatta l'obbligo – previsto dall'articolo 16, comma 6 del Dl 185/2008 – per tutte le società iscritte nel Registro imprese (società di persone e di capitali) di dotarsi della propria casella di Pec e di iscriverla nel&nbsp;registro senza oneri di diritti e bollo. Le società, diversamente dai professionisti, rischiano grosso nel mancato rispetto del termine: il codice civile prevede infatti la sanzione per omesso deposito nel termine (tre anni, a decorrere dal 28&nbsp;novembre 2008), con una sanzione da 206 a 2.065 euro per ogni società.</p> <p style="text-align: justify;">E la sanzione potrebbe scattare anche se si fa scadere la Pec. A regolare l'obbligo di tenuta e di "manutenzione" nel tempo della Pec per le società, dovrebbe arrivare&nbsp;una nuova norma, da inserire nel decreto sviluppo, atteso in Consiglio dei ministri nella seconda metà di ottobre.</p> <p style="text-align: justify;">IMMEDIATA ESECUTIVITÀ DELL'ATTO DI ACCERTAMENTO</p> <p style="text-align: justify;">Non solo intimazione al pagamento di quanto richiesto, ma anche nuove indicazioni sulla definizione a rate&nbsp;dell'accertamento, che non richiede più alcuna garanzia, e dettagli sulla presentazione del ricorso anche ai fini&nbsp;dell'assolvimento del contributo unificato. Sono queste alcune delle novità contenute negli avvisi che con il debutto dell'accertamento esecutivo subiscono un vero e proprio restyling. I nuovi provvedimenti impositivi danno evidenza oltre&nbsp;che delle nuove regole, in vigore dal 1° ottobre sulla concentrazione della riscossione nell'accertamento, anche delle modifiche intervenute nell'ultimo periodo sulla definizione rateale, sull'impugnazione dell'atto e sulla riscossione&nbsp;provvisoria in pendenza di ricorso. Che si tratti di un accertamento esecutivo e non di un atto cui segue l'iscrizione a ruolo, lo si comprende nel secondo foglio del nuovo provvedimento. Dopo la comunicazione delle imposte rettificate,</p> <p style="text-align: justify;">viene evidenziato che: a) l'atto ha valore di intimazione ad adempiere entro il termine per presentare ricorso, b) dopo questo periodo diventa esecutivo, c) trascorsi ulteriori 30 giorni la riscossione delle somme richieste è affidata all'Agente&nbsp;della riscossione anche per l'esecuzione forzata, senza preventiva notifica della cartella. Il tutto, poi, viene meglio&nbsp;esplicitato nella parte avvertenze, già presente nei "vecchi" atti, ma che ora è completamente rivisitata, anche in&nbsp;conseguenza delle altre modifiche normative che non rilevano ai fini dell'esecutività del provvedimento. Le nuove&nbsp;avvertenze forniscono ovviamente una serie di indicazioni (aggi, interessi di mora, eccetera) che, in passato, venivano&nbsp;riportate sulla cartella e non sull'accertamento.</p> <p style="text-align: justify;">&nbsp;</p> <p style="text-align: justify;">Società in perdita sotto esame</p> <p style="text-align: justify;">Società in perdita "sistemica" al centro del lavoro dell'agenzia delle Entrate, chiamata in questi giorni a definire il&nbsp;perimetro nel quale applicare la stretta dettata dal decreto di Ferragosto. A dire il vero, sono diversi i problemi applicativi&nbsp;che i tecnici dell'amministrazione finanziaria stanno mettendo a fuoco con l'obiettivo di rendere quanto prima efficaci le&nbsp;misure contenute nei provvedimenti di questa estate per la correzione dei conti pubblici. Presto sarà diffusa una prima&nbsp;circolare interpretativa per dissipare (si spera) i dubbi sorti tra gli operatori.</p> <p style="text-align: justify;">Il tema delle società in perdita è uno dei più complessi da affrontare, soprattutto perchè si intreccia inevitabilmente con la crisi economica che ha messo alle corde moltissime imprese italiane. La necessità di stanare i furbi per combattere&nbsp;conclamati fenomeni di evasione – come emerso anche due giorni fa nel corso di un convegno organizzato dall'Ordine di&nbsp;Bari dei dottori commercialisti e partecipato da più di mille iscritti – perciò verrà contemperata con l'esigenza di tener&nbsp;conto del perdurare della recessione iniziata nel corso del 2008.</p> <p style="text-align: justify;">&nbsp;</p> <p style="text-align: justify;">INDAGINI FINANZIARIE - Prove anche sui conti dei parenti</p> <p style="text-align: justify;">L'inversione dell'onere della prova a carico del contribuente a seguito di indagini finanziarie scatta anche nei confronti dei&nbsp;conti intestati ai parenti, se questi secondo l'amministrazione sono riferibili al contribuente stesso. Dovrà quindi essere&nbsp;quest'ultimo a giustificare le movimentazioni dei parenti e non l'ufficio a provare che tali movimenti rivelano operazioni in&nbsp;evasione di imposta. È quanto prevede la sentenza 20449 della Corte di cassazione, depositata ieri, che assume particolare importanza anche per le nuove metodologie ispettive che in futuro porrà in essere l'amministrazione con&nbsp;riferimento alle informazioni che acquisirà dagli intermediari finanziari in base alla legge 148/2011.</p> <p style="text-align: justify;">In concomitanza di una verifica fiscale svolta dalla Gdf a una Sas, venivano effettuate indagini finanziarie sui conti dei soci e dei parenti ritenuti dalla polizia tributaria utilizzati dalla società per eseguire le proprie operazioni in quanto essa non disponeva di alcun conto ufficialmente intestato. Poiché non venivano fornite ai verificatori idonee giustificazioni sulle movimentazioni, erano accertati maggiori ricavi in capo alla società.</p> <p style="text-align: justify;">La Corte ha sostanzialmente, condiviso l'assunto dell'amministrazione confermando un orientamento già espresso in base al quale le movimentazioni bancarie su conti formalmente intestati a terzi, ma strettamente collegati al contribuente sottoposto al controllo (nello specifico, una Sas), fanno comunque scattare la prova presuntiva a carico di quest'ultimo.</p> <p style="text-align: justify;">&nbsp;</p> <p style="text-align: justify;">BENI INTESTATI A SOCIETÀ</p> <p style="text-align: justify;">Immobili, auto e navi (ma anche aerei) in cima ai controlli sistematici che partiranno da parte dell'Agenzia delle Entrate&nbsp;sulle società intestatarie di beni e che sulla base della Manovra di Ferragosto saranno tenute a comunicare il fatto che&nbsp;questi beni vengano o meno utilizzati dai soci.</p> <p style="text-align: justify;">Mentre prepara il provvedimento previsto dalla manovra per la comunicazione dell'uso da parte dei soci di beni aziendali, l'Agenzia delle Entrate già pensa ai controlli sui soggetti obbligati alla comunicazione.</p> <p style="text-align: justify;">A spiegare la strategia sulle verifiche - previsti dalla manovra - è Luigi Magistro, Direttore Accertamento dell'Agenzia.</p> <p style="text-align: justify;">«Stiamo pensando - afferma Magistro - a una comunicazione specifica per questo tipo di informazioni da fornire su queste società e daremo corso ai controlli previsti dalla manovra sulle società tenute a questa comunicazione».</p> <p style="text-align: justify;">Una comunicazione ad hoc, quindi, senza rinvii a Unico che le società dovranno spedire all'Agenzia, pena le sanzioni previste dalla manovra.</p> <p style="text-align: justify;">L'articolo 2, comma 36-sexiesdecies, del D.L. n. 138 del 2011 (nel testo convertito in legge) prevede che per l'omissione della comunicazione, o per la sua trasmissione con dati incompleti o non veritieri, è dovuta, in solido, una sanzione</p> <p style="text-align: justify;">amministrativa pari al 30 per cento della differenza tra valore di mercato e somma pagata dai soci.</p> <p style="text-align: justify;">&nbsp;</p> <p style="text-align: justify;">&nbsp;</p> <p style="text-align: justify;">A cura di:</p> <p style="text-align: justify;">Studio Commerciale e del Lavoro</p> <p style="text-align: justify;">Dott. Livio Anastasi</p> <p style="text-align: justify;">Via Due Giugno n. 25</p> <p style="text-align: justify;">00019 Tivoli (Roma)</p> <p style="text-align: justify;">Telefono e Fax &nbsp;0774 381805</p> <p style="text-align: justify;">&nbsp;</p> <p style="text-align: justify;">&nbsp;</p></div> <div class="feed-description"><p style="text-align: justify;"><img alt="fiscale" src="images/fiscale.jpg" width="200" height="200" /></p> <p style="text-align: justify;">Dal 29 novembre 2011 scatta l'obbligo – previsto dall'articolo 16, comma 6 del Dl 185/2008 – per tutte le società iscritte nel Registro imprese (società di persone e di capitali) di dotarsi della propria casella di Pec e di iscriverla nel&nbsp;registro senza oneri di diritti e bollo. Le società, diversamente dai professionisti, rischiano grosso nel mancato rispetto del termine: il codice civile prevede infatti la sanzione per omesso deposito nel termine (tre anni, a decorrere dal 28&nbsp;novembre 2008), con una sanzione da 206 a 2.065 euro per ogni società.</p> <p style="text-align: justify;">E la sanzione potrebbe scattare anche se si fa scadere la Pec. A regolare l'obbligo di tenuta e di "manutenzione" nel tempo della Pec per le società, dovrebbe arrivare&nbsp;una nuova norma, da inserire nel decreto sviluppo, atteso in Consiglio dei ministri nella seconda metà di ottobre.</p> <p style="text-align: justify;">IMMEDIATA ESECUTIVITÀ DELL'ATTO DI ACCERTAMENTO</p> <p style="text-align: justify;">Non solo intimazione al pagamento di quanto richiesto, ma anche nuove indicazioni sulla definizione a rate&nbsp;dell'accertamento, che non richiede più alcuna garanzia, e dettagli sulla presentazione del ricorso anche ai fini&nbsp;dell'assolvimento del contributo unificato. Sono queste alcune delle novità contenute negli avvisi che con il debutto dell'accertamento esecutivo subiscono un vero e proprio restyling. I nuovi provvedimenti impositivi danno evidenza oltre&nbsp;che delle nuove regole, in vigore dal 1° ottobre sulla concentrazione della riscossione nell'accertamento, anche delle modifiche intervenute nell'ultimo periodo sulla definizione rateale, sull'impugnazione dell'atto e sulla riscossione&nbsp;provvisoria in pendenza di ricorso. Che si tratti di un accertamento esecutivo e non di un atto cui segue l'iscrizione a ruolo, lo si comprende nel secondo foglio del nuovo provvedimento. Dopo la comunicazione delle imposte rettificate,</p> <p style="text-align: justify;">viene evidenziato che: a) l'atto ha valore di intimazione ad adempiere entro il termine per presentare ricorso, b) dopo questo periodo diventa esecutivo, c) trascorsi ulteriori 30 giorni la riscossione delle somme richieste è affidata all'Agente&nbsp;della riscossione anche per l'esecuzione forzata, senza preventiva notifica della cartella. Il tutto, poi, viene meglio&nbsp;esplicitato nella parte avvertenze, già presente nei "vecchi" atti, ma che ora è completamente rivisitata, anche in&nbsp;conseguenza delle altre modifiche normative che non rilevano ai fini dell'esecutività del provvedimento. Le nuove&nbsp;avvertenze forniscono ovviamente una serie di indicazioni (aggi, interessi di mora, eccetera) che, in passato, venivano&nbsp;riportate sulla cartella e non sull'accertamento.</p> <p style="text-align: justify;">&nbsp;</p> <p style="text-align: justify;">Società in perdita sotto esame</p> <p style="text-align: justify;">Società in perdita "sistemica" al centro del lavoro dell'agenzia delle Entrate, chiamata in questi giorni a definire il&nbsp;perimetro nel quale applicare la stretta dettata dal decreto di Ferragosto. A dire il vero, sono diversi i problemi applicativi&nbsp;che i tecnici dell'amministrazione finanziaria stanno mettendo a fuoco con l'obiettivo di rendere quanto prima efficaci le&nbsp;misure contenute nei provvedimenti di questa estate per la correzione dei conti pubblici. Presto sarà diffusa una prima&nbsp;circolare interpretativa per dissipare (si spera) i dubbi sorti tra gli operatori.</p> <p style="text-align: justify;">Il tema delle società in perdita è uno dei più complessi da affrontare, soprattutto perchè si intreccia inevitabilmente con la crisi economica che ha messo alle corde moltissime imprese italiane. La necessità di stanare i furbi per combattere&nbsp;conclamati fenomeni di evasione – come emerso anche due giorni fa nel corso di un convegno organizzato dall'Ordine di&nbsp;Bari dei dottori commercialisti e partecipato da più di mille iscritti – perciò verrà contemperata con l'esigenza di tener&nbsp;conto del perdurare della recessione iniziata nel corso del 2008.</p> <p style="text-align: justify;">&nbsp;</p> <p style="text-align: justify;">INDAGINI FINANZIARIE - Prove anche sui conti dei parenti</p> <p style="text-align: justify;">L'inversione dell'onere della prova a carico del contribuente a seguito di indagini finanziarie scatta anche nei confronti dei&nbsp;conti intestati ai parenti, se questi secondo l'amministrazione sono riferibili al contribuente stesso. Dovrà quindi essere&nbsp;quest'ultimo a giustificare le movimentazioni dei parenti e non l'ufficio a provare che tali movimenti rivelano operazioni in&nbsp;evasione di imposta. È quanto prevede la sentenza 20449 della Corte di cassazione, depositata ieri, che assume particolare importanza anche per le nuove metodologie ispettive che in futuro porrà in essere l'amministrazione con&nbsp;riferimento alle informazioni che acquisirà dagli intermediari finanziari in base alla legge 148/2011.</p> <p style="text-align: justify;">In concomitanza di una verifica fiscale svolta dalla Gdf a una Sas, venivano effettuate indagini finanziarie sui conti dei soci e dei parenti ritenuti dalla polizia tributaria utilizzati dalla società per eseguire le proprie operazioni in quanto essa non disponeva di alcun conto ufficialmente intestato. Poiché non venivano fornite ai verificatori idonee giustificazioni sulle movimentazioni, erano accertati maggiori ricavi in capo alla società.</p> <p style="text-align: justify;">La Corte ha sostanzialmente, condiviso l'assunto dell'amministrazione confermando un orientamento già espresso in base al quale le movimentazioni bancarie su conti formalmente intestati a terzi, ma strettamente collegati al contribuente sottoposto al controllo (nello specifico, una Sas), fanno comunque scattare la prova presuntiva a carico di quest'ultimo.</p> <p style="text-align: justify;">&nbsp;</p> <p style="text-align: justify;">BENI INTESTATI A SOCIETÀ</p> <p style="text-align: justify;">Immobili, auto e navi (ma anche aerei) in cima ai controlli sistematici che partiranno da parte dell'Agenzia delle Entrate&nbsp;sulle società intestatarie di beni e che sulla base della Manovra di Ferragosto saranno tenute a comunicare il fatto che&nbsp;questi beni vengano o meno utilizzati dai soci.</p> <p style="text-align: justify;">Mentre prepara il provvedimento previsto dalla manovra per la comunicazione dell'uso da parte dei soci di beni aziendali, l'Agenzia delle Entrate già pensa ai controlli sui soggetti obbligati alla comunicazione.</p> <p style="text-align: justify;">A spiegare la strategia sulle verifiche - previsti dalla manovra - è Luigi Magistro, Direttore Accertamento dell'Agenzia.</p> <p style="text-align: justify;">«Stiamo pensando - afferma Magistro - a una comunicazione specifica per questo tipo di informazioni da fornire su queste società e daremo corso ai controlli previsti dalla manovra sulle società tenute a questa comunicazione».</p> <p style="text-align: justify;">Una comunicazione ad hoc, quindi, senza rinvii a Unico che le società dovranno spedire all'Agenzia, pena le sanzioni previste dalla manovra.</p> <p style="text-align: justify;">L'articolo 2, comma 36-sexiesdecies, del D.L. n. 138 del 2011 (nel testo convertito in legge) prevede che per l'omissione della comunicazione, o per la sua trasmissione con dati incompleti o non veritieri, è dovuta, in solido, una sanzione</p> <p style="text-align: justify;">amministrativa pari al 30 per cento della differenza tra valore di mercato e somma pagata dai soci.</p> <p style="text-align: justify;">&nbsp;</p> <p style="text-align: justify;">&nbsp;</p> <p style="text-align: justify;">A cura di:</p> <p style="text-align: justify;">Studio Commerciale e del Lavoro</p> <p style="text-align: justify;">Dott. Livio Anastasi</p> <p style="text-align: justify;">Via Due Giugno n. 25</p> <p style="text-align: justify;">00019 Tivoli (Roma)</p> <p style="text-align: justify;">Telefono e Fax &nbsp;0774 381805</p> <p style="text-align: justify;">&nbsp;</p> <p style="text-align: justify;">&nbsp;</p></div> Regimi contabili semplificati per piccole attività commerciali e professionali: Il regime dei contribuenti minimi. 2009-03-29T13:51:38+02:00 2009-03-29T13:51:38+02:00 http://www.anieneonline.com/rubr/fiscale-e-tributaria/878-regimi-contabili-semplificati-per-piccole-attivita-commerciali-e-professionali-il-regime-dei-contribuenti-minimi Studio Livio Anastasi - Tivoli <div class="feed-description"><p style="text-align: justify;"><img alt="fiscale" src="images/fiscale.jpg" width="200" height="200" /></p> <p style="text-align: justify;"><strong>Il regime dei contribuenti minimi.</strong></p> <p style="text-align: justify;">Con l’introduzione del nuovo regime fiscale per i contribuenti minimi sono stati eliminati i seguenti regimi agevolati:</p> <p style="text-align: justify;">- contribuenti minimi in franchigia art. 32 bis, D.P.R. 29 settembre 1972, n. 633</p> <p style="text-align: justify;">- Attività marginali art. 14, legge 23 dicembre 2000, n. 388</p> <p style="text-align: justify;">- Super-semplificato art. 3, commi da 165 a 170, legge 23 dicembre 1996, n. 662</p> <p style="text-align: justify;">Pertanto dal 1° gennaio 2008 sono in vigore i seguenti regimi contabili semplificati e agevolati:</p> <p style="text-align: justify;">- contribuenti minimi (articolo 1, commi 96-117, legge 24 dicembre 2007, n. 244);</p> <p style="text-align: justify;">- nuove iniziative produttive (articolo 13 della legge 23 dicembre 2000, n. 388).</p> <p style="text-align: justify;">Inizieremo questo viaggio tra i regimi contabili semplificati esaminando il regime dei contribuenti minimi.</p> <p style="text-align: justify;">La legge finanziaria 2008 per semplificare e snellire gli adempimenti e ridurre le imposte ha introdotto, a partire dal 1° gennaio 2008, un nuovo regime dedicato ai contribuenti cosiddetti minimi.</p> <p style="text-align: justify;">Questo nuovo regime è teso alla semplificazione degli adempimenti che competono ai contribuenti, infatti questi ultimi non sono più tenuti a versare l’IRPEF e le relative addizionali regionali e comunali, l’IVA e l’IRAP.</p> <p style="text-align: justify;">Il nuovo regime prevede l’applicazione solo di un’imposta sostitutiva del 20% sul reddito risultante come differenza tra ricavi o compensi e spese sostenute, comprese le plusvalenze e le minusvalenze dei beni relativi all'impresa o alla professione.</p> <p style="text-align: justify;">Il calcolo del reddito si determina applicando il "principio di cassa", e questo costituisce un’importante novità per i redditi d’impresa in quanto comporta un’immediata e integrale rilevanza dei costi, anche quelli inerenti i beni strumentali, possibilità molto incentivante soprattutto in fase di avvio dell’attività produttiva.</p> <p style="text-align: justify;">I contributi previdenziali si possono dedurre per intero dal reddito ed è ammessa la compensazione di perdite riportate da anni precedenti.</p> <p style="text-align: justify;">I contribuenti minimi sono inoltre esonerati:</p> <p style="text-align: justify;">- dagli adempimenti IVA: niente versamenti, dichiarazioni, comunicazioni, tenuta e conservazione dei registri. Attenzione: le fatture devono essere emesse senza l’addebito dell’IVA e l’imposta sugli acquisti non può essere detratta, trasformandosi così in un costo deducibile dal reddito;</p> <p style="text-align: justify;">- dall’applicazione degli studi di settore sono, pertanto, esonerati anche dalla compilazione del modello per la comunicazione dei dati rilevanti ai fini dell’applicazione degli studi di settore e dei parametri</p> <p style="text-align: justify;">- dagli obblighi di registrazione e di tenuta delle scritture contabili e dall’invio degli elenchi clienti e fornitori (adempimento oggi abrogato).</p> <p style="text-align: justify;">Gli unici obblighi che continueranno a rimanere in uso saranno quelli relativi alla numerazione e conservazione delle fatture di acquisto e delle bollette doganali, alla certificazione dei corrispettivi, e alla conservazione dei documenti emessi e ricevuti.</p> <p style="text-align: justify;">Applicazione del regime</p> <p style="text-align: justify;">In presenza di determinati requisiti il regime dei contribuenti minimi si applica automaticamente, in quanto rappresenta il regime naturale, sia per i contribuenti che iniziano una nuova attività sia per quelli già in esercizio.</p> <p style="text-align: justify;">I contribuenti che iniziano un’impresa o un’arte e professione e presumono di rispettare i requisiti previsti per l’applicazione del nuovo regime, possono, dal 1° gennaio 2008, iniziare automaticamente ad operare come contribuenti minimi, applicando le disposizioni proprie del regime. In tal caso nella dichiarazione di inizio attività (modello AA9/9), devono barrare l’apposita casella nel quadro B.</p> <p style="text-align: justify;">Tale regime si applica anche a coloro che, nel 2007, hanno applicato, avendo un volume d’affari non superiore a 7000 euro, il regime della franchigia (previsto dall’art. 32-bis del DPR n.633/1972).</p> <p style="text-align: justify;">I requisiti del contribuente minimo</p> <p style="text-align: justify;">Per contribuenti minimi si intendono le persone fisiche residenti nel territorio dello Stato esercenti attività d’impresa o arti e professioni, che nell’anno solare precedente hanno conseguito ricavi o compensi in misura non superiore a 30.000 euro.</p> <p style="text-align: justify;">I ricavi e i compensi rilevanti sono quelli richiamati rispettivamente agli articoli 57 e 85 (per le imprese) e 54 (per i professionisti) del D.P.R. 917/1986 (Testo Unico Imposte sui Redditi- TUIR).</p> <p style="text-align: justify;">I contribuenti che hanno già un’attività in essere, possono avvalersi del regime in esame se sono state rispettate le seguenti ulteriori condizioni:</p> <p style="text-align: justify;">Nell’anno solare precedente a quello di entrata nel regime:</p> <p style="text-align: justify;">non abbiano effettuato cessioni all’esportazione, ovvero operazioni assimilate alle cessioni all’esportazione, servizi internazionali o connessi agli scambi internazionali, operazioni con lo Stato della Città del Vaticano o con la Repubblica di San Marino e operazioni non soggette a IVA in virtù di trattati ed accordi internazionali;</p> <p style="text-align: justify;">non abbiano sostenuto spese per lavoro dipendente o per collaboratori, anche assunti con le modalità riconducibili ad un progetto o programma di lavoro, o fase di esso, ad eccezione delle spese per prestazioni di natura occasionale;</p> <p style="text-align: justify;">non abbiano erogato somme sotto forma di utili di partecipazione agli associati con apporto costituito da solo lavoro (si può, invece, accedere al regime dei minimi quando all’associato non siano stati distribuiti utili in quanto l’esercizio si è chiuso con una perdita);</p> <p style="text-align: justify;">Nei tre anni precedenti a quello di entrata nel regime:</p> <p style="text-align: justify;">non aver acquistato, anche mediante contratti di appalto e di locazione, anche finanziaria, beni strumentali di valore complessivo superiore a 15.000 euro.</p> <p style="text-align: justify;">I contribuenti che iniziano l’attività possono immediatamente applicare il regime agevolato se prevedono di rispettare le predette condizioni, tenendo conto che, in caso di inizio di attività in corso d’anno, il limite dei 30.000 euro di ricavi o compensi deve essere ragguagliato all’anno.</p> <p style="text-align: justify;">Requisito dei beni strumentali</p> <p style="text-align: justify;">Una delle principali condizioni per poter accedere al regime dei minimi è che il contribuente nel triennio precedente non abbia effettuato acquisti di beni strumentali per un ammontare superiore a 15.000 euro.</p> <p style="text-align: justify;">Il valore degli acquisti di beni strumentali è costituito dall’ammontare dei corrispettivi relativi all’acquisto dei beni mobili e immobili, effettuato anche presso soggetti non titolari di partita IVA. Non rileva il corrispettivo derivante dall’eventuale successiva cessione del bene strumentale.</p> <p style="text-align: justify;">Inoltre, il limite di 15.000 euro va riferito all’intero triennio precedente e non va ragguagliato ad anno.</p> <p style="text-align: justify;">All’importo di 15.000 euro occorre far riferimento, pertanto, anche nell’eventualità che l’attività sia iniziata da meno di tre anni.</p> <p style="text-align: justify;">Ai fini della verifica delle predette condizioni si precisa che:</p> <p style="text-align: justify;">- per i beni strumentali solo in parte utilizzati nell’ambito dell’attività di impresa o di lavoro autonomo si considera il 50% dei relativi corrispettivi;</p> <p style="text-align: justify;">- i beni strumentali ad uso promiscuo (autovetture e telefonini) rilevano, ai fini della determinazione del valore complessivo degli acquisti di beni strumentali (15.000 euro), in misura pari al 50% dei relativi corrispettivi, al netto dell’IVA;</p> <p style="text-align: justify;">- rilevano anche i canoni di locazione (compresi quelli pagati per l’affitto dell’immobile in cui si svolge l’attività) e di noleggio corrisposti; mentre non rilevano i beni posseduti in comodato d’uso gratuito;</p> <p style="text-align: justify;">- in caso di utilizzo di un bene strumentale mediante un contratto di leasing, concorre l’importo dei canoni di leasing corrisposti nel triennio solare precedente;</p> <p style="text-align: justify;">- ai fini della determinazione del limite dei 15.000 euro, non devono essere presi in considerazione taluni costi riferibili ad attività immateriali, come quello sostenuto per l’avviamento o altri elementi immateriali comunque riferibili all’attività, che non si caratterizzano per il loro concreto utilizzo nell’ambito dell’attività d’impresa o di lavoro autonomo;</p> <p style="text-align: justify;">- nel limite dei 15.000 euro di beni strumentali nel triennio precedente, va considerato il corrispettivo complessivamente pagato, anche nel caso in cui, per l’acquisizione del bene, si sia beneficiato di un contributo a fondo perduto in conto impianti;</p> <p style="text-align: justify;">- il triennio precedente a cui far riferimento è quello solare, a prescindere dall'effettiva operatività del soggetto; pertanto, un'impresa che ha aperto partita IVA nel 2005 ma ha avviato l'attività solo l'anno successivo, volendo accedere al regime semplificato nel 2008, dovrà conteggiare nel limite dei 15mila euro i beni strumentali acquistati nel triennio 2005-2007, compresi quindi quelli del 2005, anno in cui risultava ancora inattiva;</p> <p style="text-align: justify;">- al fine della verifica dei requisiti di accesso al regime dei minimi, i contribuenti che si avvalgono di strutture polifunzionali devono distinguere, secondo criteri oggettivi, i costi sostenuti per acquisire la disponibilità di beni strumentali, da quelli sostenuti per godere di servizi connessi allo svolgimento dell’attività. Il criterio oggettivo determinante è la qualificazione delle prestazioni effettuata dalle parti in sede contrattuale; in particolare, qualora fosse pattuito un corrispettivo unico al fine della verifica del requisito relativo ai beni strumentali, occorre considerare l’intero costo sostenuto nel triennio precedente. Diversamente rileva il solo costo sostenuto a titolo di locazione o di noleggio qualora dal contratto sia possibile una sua distinta quantificazione;</p> <p style="text-align: justify;">- nel caso in cui più professionisti si dividano un unico appartamento, ma il contratto di locazione e quelli relativi alle utenze siano stipulati da uno solo di essi, il quale riaddebita detti costi agli altri professionisti, al fine di verificare il rispetto del requisito dei beni strumentali, occorre far riferimento al costo che risulta effettivamente sostenuto da ciascun contribuente. Dunque, per il professionista che risulta intestatario del contratto di locazione rileva il canone corrisposto al locatore al netto del canone riaddebitato ai professionisti subconduttori. Per i subconduttori, rileva la quota corrisposta al sublocatore a titolo di riaddebito dei costi;</p> <p style="text-align: justify;">- nell’ipotesi di donazione d’azienda con prosecuzione dell’attività in regime di continuità dei valori fiscali, il donatario continua a svolgere senza soluzione di continuità la stessa attività del donante. Pertanto, ai fini della verifica delle condizioni di accesso al regime, rilevano gli acquisti di beni strumentali effettuati dal donante nel triennio precedente a quello di entrata nel regime da parte del donatario.</p> <p style="text-align: justify;">I contribuenti che non possono fruire del regime dei minimi</p> <p style="text-align: justify;">In linea generale, sono esclusi dal regime i contribuenti non residenti che svolgono l’attività nel territorio dello Stato e coloro che si avvalgono di regimi speciali di determinazione dell’IVA quali:</p> <p style="text-align: justify;">- Agricoltura e attività connesse e pesca artt. 34 e 34-bis del D.P.R. n. 633/1972;</p> <p style="text-align: justify;">- Vendita sali e tabacchi art. 74, primo comma del D.P.R. n. 633/1972;</p> <p style="text-align: justify;">- Commercio dei fiammiferi;</p> <p style="text-align: justify;">- Editoria;</p> <p style="text-align: justify;">- Gestione di servizi di telefonia pubblica;</p> <p style="text-align: justify;">- Rivendita di documenti di trasporto pubblico e di sosta;</p> <p style="text-align: justify;">- Intrattenimenti, giochi e altre attività di cui alla tariffa allegata al D.P.R. n. 640/1972 art. 74, sesto comma del D.P.R. n. 633/1972;</p> <p style="text-align: justify;">- Agenzie di viaggi e turismo art. 74-ter del D.P.R. n. 633/1972;</p> <p style="text-align: justify;">- Agriturismo art. 5, comma 2, della legge 413/1991;</p> <p style="text-align: justify;">- Vendite a domicilio art. 25-bis, comma 6, del D.P.R. n. 600/1973;</p> <p style="text-align: justify;">- Rivendita di beni usati, di oggetti d’arte, d’antiquariato o da collezione art. 36 del D.L. n. 41/1995;</p> <p style="text-align: justify;">- Agenzie di vendite all’asta di oggetti d’arte;</p> <p style="text-align: justify;">- Antiquariato o da collezione art. 40-bis del D.L. n. 41/1995.</p> <p style="text-align: justify;">Sono, inoltre, esclusi coloro che, in via esclusiva o prevalente, effettuano operazioni di cessione di fabbricati o porzioni di fabbricato e terreni edificabili, ovvero di mezzi di trasporto nuovi.</p> <p style="text-align: justify;">Non rientrano tra i contribuenti minimi coloro che, pur esercitando attività d’impresa o artistica o professionale in forma individuale, partecipano, nel contempo, a società di persone, ad associazioni professionali, costituite in forma associata per l’esercizio della professione, o a società a responsabilità limitata a ristretta base proprietaria, che hanno optato per la trasparenza fiscale.</p> <p style="text-align: justify;">Solo i produttori agricoli, qualora esercitino l’attività nei limiti dell’articolo 32 del D.P.R. n. 917/1986, ancorché assoggettati ai fini IVA al regime speciale di cui all’articolo 34 del D.P.R. n. 633/1972, possono avvalersi del regime dei contribuenti minimi con riguardo alle altre attività di impresa arti e professioni eventualmente svolte.</p> <p style="text-align: justify;">Se invece all’attività agricola, produttiva di reddito d’impresa, si applica il regime ordinario dell’IVA, il contribuente in presenza dei requisiti dovrà applicare (salvo opzione) il regime dei contribuenti minimi sia all’attività agricola che per le ulteriori attività d’impresa arte o professione eventualmente esercitate.</p> <p style="text-align: justify;">Tuttavia il contribuente può scegliere di non applicare il regime dei minimi e, quindi, di determinare il reddito seguendo le disposizioni del TUIR ed in particolare di applicare le specifiche regole dettate dall’articolo 56, comma 5, e 56-bis. In tal caso, la scelta per l’applicazione delle regole del testo unico, con la conseguente esclusione dal regime dei minimi, varrà anche per le ulteriori attività di impresa, arte o professione esercitate. Anche l’attività di agriturismo può rientrare nel regime dei minimi nel caso in cui il contribuente opti per l’applicazione dell’IVA nei modi ordinari.</p> <p style="text-align: justify;">Semplificazioni e agevolazioni fiscali del regime dei minimi</p> <p style="text-align: justify;">I contribuenti che applicano il regime dei contribuenti minimi usufruiscono delle seguenti agevolazioni:</p> <p style="text-align: justify;">- esonero dalla maggior parte degli obblighi contabili e dichiarativi;</p> <p style="text-align: justify;">- applicazione di un’imposta sostitutiva del 20% sul reddito determinato secondo apposite regole, che sostituisce sia l’IRPEF e le relative addizionali che l’IRAP;</p> <p style="text-align: justify;">- esonero dagli adempimenti IVA: niente versamenti, dichiarazioni e comunicazioni,</p> <p style="text-align: justify;">- esonero dall’applicazione degli studi di settore e parametri.</p> <p style="text-align: justify;">I contribuenti minimi godono anche di importanti semplificazioni contabili essendo esonerati dagli obblighi di liquidazione e versamento dell’IVA e dagli obblighi di registrazione e tenuta delle scritture contabili anche ai fini delle imposte sui redditi, nonché dai vari obblighi previsti dal D.P.R. n. 633/1972 (come, ad esempio, registrazione delle fatture emesse e di acquisto, dichiarazione e comunicazione annuale, compilazione elenchi clienti e fornitori, eccetera).</p> <p style="text-align: justify;">Gli unici adempimenti che resta obbligatorio assolvere sono:</p> <p style="text-align: justify;">- numerare e conservare le fatture di acquisto e le bollette doganali;</p> <p style="text-align: justify;">- certificare i corrispettivi; sulle fatture emesse si dovrà annotare che trattasi di "operazione effettuata ai sensi dell’articolo 1, comma 100, della legge finanziaria per il 2008";</p> <p style="text-align: justify;">- integrare la fattura per gli acquisti intracomunitari o per gli acquisti cui si applica l’inversione contabile, c.d. reverse charge;</p> <p style="text-align: justify;">- versare l’imposta dovuta per gli acquisti intracomunitari o per gli acquisti cui si applica l’inversione contabile entro il giorno 16 del mese successivo a quello di effettuazione delle operazioni;</p> <p style="text-align: justify;">- presentare agli uffici doganali gli elenchi Intrastat.</p> <p style="text-align: justify;">I contribuenti minimi non possono esercitare il diritto di rivalsa né possono detrarre l’IVA assolta sugli acquisti nazionali e comunitari e sulle importazioni.</p> <p style="text-align: justify;">La fattura o lo scontrino emessi non devono, pertanto, recare l’addebito dell’imposta.</p> <p style="text-align: justify;">Riguardo agli scontrini, l’utilizzo di misuratori fiscali che consentono l’indicazione su di essi della sola aliquota, riferita ai singoli beni e servizi, non va considerata come volontà del contribuente di applicare l’imposta sul valore aggiunto, il cui ammontare, comunque, non è riportato sugli scontrini stessi.</p> <p style="text-align: justify;">Inoltre, va ricordato che l’indetraibilità soggettiva assoluta dell’imposta corrisposta sugli acquisti fa sì che nei casi in cui questi contribuenti, in relazione ad operazioni passive, assumono la qualità di debitori d’imposta nei confronti dell’Erario (ad esempio, nell'ipotesi di acquisti intracomunitari o di acquisti per i quali si applica l’inversione contabile, c.d. reverse charge), essi sono obbligati ad integrare la fattura con l’indicazione dell’aliquota e della relativa imposta ed a versarla entro il termine stabilito per i contribuenti che liquidano l’imposta con periodicità mensile, ossia entro il giorno 16 del mese successivo a quello di effettuazione delle operazioni.</p> <p style="text-align: justify;">Le regole per determinare il reddito</p> <p style="text-align: justify;">Per i contribuenti che rientrano nel regime agevolato, il reddito di impresa o di lavoro autonomo, su cui applicare l’imposta sostitutiva del 20%, è determinato applicando regole specifiche.</p> <p style="text-align: justify;">In particolare, è previsto che l’imputazione delle spese, dei ricavi e dei compensi al periodo d’imposta deve essere effettuata sulla base del "principio di cassa", e cioè in considerazione del momento di effettiva percezione del ricavo o compenso, nonché di effettivo sostenimento del costo o della spesa.</p> <p style="text-align: justify;">Tale principio, che si applica generalmente per la determinazione dei redditi derivanti dall’esercizio di arti e professioni, eccezionalmente, per i contribuenti minimi, trova applicazione anche nella determinazione del loro reddito d’impresa.</p> <p style="text-align: justify;">Sulla base del principio di cassa, pertanto, sia i componenti negativi che quelli positivi partecipano alla formazione del reddito nel periodo d’imposta in cui si verifica la relativa manifestazione finanziaria, ancorché la competenza economica possa essere riferita ad altri periodi di imposta.</p> <p style="text-align: justify;">Ci sono regole precise per la determinazione del reddito d’impresa o di lavoro autonomo per chi adotta questo regime:</p> <p style="text-align: justify;">- Le rimanenze di merci acquistate nel corso di applicazione del regime non assumono alcuna rilevanza, in quanto il costo sostenuto per l’acquisto delle stesse deve essere imputato per cassa al periodo di imposta in cui avviene il relativo pagamento;</p> <p style="text-align: justify;">- Le rimanenze finali dell’esercizio precedente si scomputano dai componenti positivi prodotti nel corso di applicazione del regime. L’eventuale eccedenza rileva nei periodi di imposta successivi con le stesse regole.</p> <p style="text-align: justify;">- La plusvalenza realizzata per la cessione di un bene strumentale acquistato nel periodo di vigenza del regime è pari all’intero corrispettivo di cessione e concorre integralmente alla formazione del reddito nel periodo d’imposta in cui è percepito il corrispettivo.</p> <p style="text-align: justify;">- I beni strumentali sono deducibili nella misura del 50% a prescindere dalle specifiche regole previste nel TUIR.</p> <p style="text-align: justify;">· I beni ad uso promiscuo sono deducibili prioritariamente dal reddito di impresa o di lavoro autonomo, nei limiti in cui trovano capienza in tale reddito. L’eventuale eccedenza è deducibile dal reddito complessivo del contribuente in base all’articolo 10 del TUIR.</p> <p style="text-align: justify;">· I contributi previdenziali e assistenziali obbligatori e le spese per omaggi sono deducibili nella misura del 100% purché inerenti all’attività.</p> <p style="text-align: justify;">Imposta sostitutiva del 20%</p> <p style="text-align: justify;">Il reddito, determinato in base alle regole esposte nel capitolo precedente, va assoggettato a imposta sostitutiva del 20%.</p> <p style="text-align: justify;">Tale imposta sostituisce l’IRPEF e le relative addizionali regionali e comunali e l’IRAP che, pertanto, non sono dovute.</p> <p style="text-align: justify;">Il predetto reddito, assoggettato ad imposta sostitutiva, non concorre alla formazione del reddito complessivo del contribuente.</p> <p style="text-align: justify;">Tuttavia, il reddito dell’attività soggetta al regime dei contribuenti minimi diventa rilevante,in aggiunta al reddito complessivo, sia ai fini del riconoscimento delle detrazioni per carichi di famiglia, che ai fini della determinazione della base imponibile dei contributi previdenziali ed assistenziali.</p> <p style="text-align: justify;">Il reddito soggetto all’imposta sostitutiva non deve essere considerato, invece, nel determinare il reddito utile per il riconoscimento delle altre detrazioni (di cui all’articolo 13 del TUIR).</p> <p style="text-align: justify;">Nel caso di imprese familiari l’imposta è dovuta dal titolare dell’impresa ed è calcolata sul reddito al lordo delle quote spettanti ai collaboratori.</p> <p style="text-align: justify;">Pertanto, per evitare una doppia tassazione dello stesso reddito, i collaboratori familiari sono esonerati dagli obblighi dichiarativi e di versamento riferibili a tale reddito.</p> <p style="text-align: justify;">Disapplicazione del regime per opzione</p> <p style="text-align: justify;">Il contribuente può fuoriuscire dal regime semplificato dei minimi, scegliendo di determinare le imposte sul reddito e dell’IVA nei modi ordinari.</p> <p style="text-align: justify;">L’opzione può avvenire tramite "comportamento concludente", addebitando ad esempio l’imposta sul valore aggiunto ai propri cessionari o committenti, ovvero esercitando il diritto alla detrazione dell’imposta. I contribuenti che optano per il regime ordinario devono porre in essere tutti gli adempimenti contabili ed extracontabili dai quali erano precedentemente esonerati.</p> <p style="text-align: justify;">L’opzione per il regime ordinario deve poi essere comunicata all’Agenzia delle Entrate con la prima dichiarazione annuale IVA presentata successivamente alla scelta.</p> <p style="text-align: justify;">L’opzione resta valida per almeno un triennio e, trascorso tale periodo minimo, si rinnova di anno in anno fino a quando permane la concreta applicazione della scelta operata.</p> <p style="text-align: justify;">Decorso il primo triennio di applicazione del regime ordinario, il contribuente può in ogni momento scegliere di rientrare nel regime dei contribuenti minimi sempre che ne ricorrano i requisiti ed i presupposti.</p> <p style="text-align: justify;">Disapplicazione del regime per legge</p> <p style="text-align: justify;">Il contribuente non rientra più automaticamente nel regime dei minimi quando viene meno anche una sola delle condizioni di applicazione dello stesso.</p> <p style="text-align: justify;">Il regime cessa di avere applicazione nel caso in cui i ricavi o i compensi superino di oltre il 50% il limite di 30.000 euro (quindi 45.000 euro), poiché il regime cessa di avere applicazione nell’anno stesso in cui avviene il superamento, il contribuente dovrà porre in essere gli ordinari adempimenti contabili ed extracontabili, scorporare l’IVA e procedere al versamento secondo le regole ordinarie.</p> <p style="text-align: justify;">Il regime cessa anche nell’eventualità l’attività svolta muti in una di quelle soggette ai regimi speciali ai fini dell’imposta sul valore aggiunto.</p> <p style="text-align: justify;">Il regime cessa dall’anno successivo a quello in cui si verifica la causa di cessazione quando si trasferisce la propria residenza all’estero.</p> <p style="text-align: justify;">Anche nell’eventualità si acquisiscono partecipazioni in società di persone, in società a responsabilità limitata con ristretta base proprietaria che hanno esercitato l’opzione per la trasparenza, ovvero in associazioni professionali costituite per l’esercizio in forma associata di arti o professioni, il regime non può più essere applicato.</p> <p style="text-align: justify;">Cosa fare quando si abbandona il regime dei minimi</p> <p style="text-align: justify;">Riassumendo dal momento che vengono meno le condizioni per l’applicazione del regime, il contribuente dovrà istituire i registri IVA entro il termine per l'effettuazione della liquidazione periodica relativa al mese o trimestre in cui è stato superato il predetto limite. Dovrà presentare la comunicazione dati e la dichiarazione annuale relative all’anno in cui è stato superato il predetto limite entro i termini ordinariamente previsti, versando l’imposta a saldo entro il termine ordinariamente previsto.</p> <p style="text-align: justify;">Dovrà annotare nei registri IVA i corrispettivi delle cessioni di beni e delle prestazioni di servizi e l’ammontare degli acquisti effettuati anteriormente al superamento del predetto limite entro il termine per la presentazione della dichiarazione annuale. I dati relativi alle predette operazioni, attive e passive, devono essere riepilogati sia nella comunicazione dati che nella dichiarazione annuale ai fini dell’IVA.</p> <p style="text-align: justify;">L’imposta relativa a tali cessioni e prestazioni, determinata mediate scorporo dal corrispettivo indicato in fattura, al netto della detrazione dell'imposta relativa agli acquisti, deve essere computata ai fini della determinazione dell’imposta da versare a saldo, nei termini ordinari.</p> <p style="text-align: justify;">Il contribuente, quindi, non è tenuto ad effettuare le liquidazioni dei periodi (mesi o trimestri) precedenti a quello nel corso del quale ha superato il limite di ricavi previsto dalla norma, ma deve tenere conto dell’imposta, a debito o a credito, derivante dalle operazioni assoggettate al regime dei minimi solo in sede di determinazione dell’imposta a saldo risultante dalla dichiarazione annuale, senza applicazione di sanzioni o interessi.</p> <p style="text-align: justify;">Il superamento del limite dei ricavi o compensi oltre la soglia del 50% implica, inoltre, l’applicazione del regime ordinario per i successivi tre anni; ciò significa che il contribuente è tenuto ad applicare le regole del regime ordinario per il periodo d’imposta in cui avviene il superamento e per i tre successivi.</p> <p style="text-align: justify;">Si ricorda, infine, che al momento della fuoriuscita dal regime dei minimi e del ritorno al regime ordinario, le rimanenze di merci per le quali il costo è stato sostenuto e quindi dedotto nel corso dell’applicazione delle regole del regime, non devono assumere rilevanza come esistenze iniziali, in deroga alle ordinarie regole di competenza previste dal TUIR.</p> <p style="text-align: justify;">Diversamente qualora, con riferimento alle merci in rimanenza, non è stato effettuato il relativo pagamento, le stesse rileveranno come esistenze iniziali e si applicheranno le ordinarie regole di competenza previste dal TUIR.</p> <p style="text-align: justify;">&nbsp;</p> <p style="text-align: right;">A cura di STUDIO ANASTASI <br />Dott. Livio ANASTASI <br />Dott. Rossella GALLI</p></div> <div class="feed-description"><p style="text-align: justify;"><img alt="fiscale" src="images/fiscale.jpg" width="200" height="200" /></p> <p style="text-align: justify;"><strong>Il regime dei contribuenti minimi.</strong></p> <p style="text-align: justify;">Con l’introduzione del nuovo regime fiscale per i contribuenti minimi sono stati eliminati i seguenti regimi agevolati:</p> <p style="text-align: justify;">- contribuenti minimi in franchigia art. 32 bis, D.P.R. 29 settembre 1972, n. 633</p> <p style="text-align: justify;">- Attività marginali art. 14, legge 23 dicembre 2000, n. 388</p> <p style="text-align: justify;">- Super-semplificato art. 3, commi da 165 a 170, legge 23 dicembre 1996, n. 662</p> <p style="text-align: justify;">Pertanto dal 1° gennaio 2008 sono in vigore i seguenti regimi contabili semplificati e agevolati:</p> <p style="text-align: justify;">- contribuenti minimi (articolo 1, commi 96-117, legge 24 dicembre 2007, n. 244);</p> <p style="text-align: justify;">- nuove iniziative produttive (articolo 13 della legge 23 dicembre 2000, n. 388).</p> <p style="text-align: justify;">Inizieremo questo viaggio tra i regimi contabili semplificati esaminando il regime dei contribuenti minimi.</p> <p style="text-align: justify;">La legge finanziaria 2008 per semplificare e snellire gli adempimenti e ridurre le imposte ha introdotto, a partire dal 1° gennaio 2008, un nuovo regime dedicato ai contribuenti cosiddetti minimi.</p> <p style="text-align: justify;">Questo nuovo regime è teso alla semplificazione degli adempimenti che competono ai contribuenti, infatti questi ultimi non sono più tenuti a versare l’IRPEF e le relative addizionali regionali e comunali, l’IVA e l’IRAP.</p> <p style="text-align: justify;">Il nuovo regime prevede l’applicazione solo di un’imposta sostitutiva del 20% sul reddito risultante come differenza tra ricavi o compensi e spese sostenute, comprese le plusvalenze e le minusvalenze dei beni relativi all'impresa o alla professione.</p> <p style="text-align: justify;">Il calcolo del reddito si determina applicando il "principio di cassa", e questo costituisce un’importante novità per i redditi d’impresa in quanto comporta un’immediata e integrale rilevanza dei costi, anche quelli inerenti i beni strumentali, possibilità molto incentivante soprattutto in fase di avvio dell’attività produttiva.</p> <p style="text-align: justify;">I contributi previdenziali si possono dedurre per intero dal reddito ed è ammessa la compensazione di perdite riportate da anni precedenti.</p> <p style="text-align: justify;">I contribuenti minimi sono inoltre esonerati:</p> <p style="text-align: justify;">- dagli adempimenti IVA: niente versamenti, dichiarazioni, comunicazioni, tenuta e conservazione dei registri. Attenzione: le fatture devono essere emesse senza l’addebito dell’IVA e l’imposta sugli acquisti non può essere detratta, trasformandosi così in un costo deducibile dal reddito;</p> <p style="text-align: justify;">- dall’applicazione degli studi di settore sono, pertanto, esonerati anche dalla compilazione del modello per la comunicazione dei dati rilevanti ai fini dell’applicazione degli studi di settore e dei parametri</p> <p style="text-align: justify;">- dagli obblighi di registrazione e di tenuta delle scritture contabili e dall’invio degli elenchi clienti e fornitori (adempimento oggi abrogato).</p> <p style="text-align: justify;">Gli unici obblighi che continueranno a rimanere in uso saranno quelli relativi alla numerazione e conservazione delle fatture di acquisto e delle bollette doganali, alla certificazione dei corrispettivi, e alla conservazione dei documenti emessi e ricevuti.</p> <p style="text-align: justify;">Applicazione del regime</p> <p style="text-align: justify;">In presenza di determinati requisiti il regime dei contribuenti minimi si applica automaticamente, in quanto rappresenta il regime naturale, sia per i contribuenti che iniziano una nuova attività sia per quelli già in esercizio.</p> <p style="text-align: justify;">I contribuenti che iniziano un’impresa o un’arte e professione e presumono di rispettare i requisiti previsti per l’applicazione del nuovo regime, possono, dal 1° gennaio 2008, iniziare automaticamente ad operare come contribuenti minimi, applicando le disposizioni proprie del regime. In tal caso nella dichiarazione di inizio attività (modello AA9/9), devono barrare l’apposita casella nel quadro B.</p> <p style="text-align: justify;">Tale regime si applica anche a coloro che, nel 2007, hanno applicato, avendo un volume d’affari non superiore a 7000 euro, il regime della franchigia (previsto dall’art. 32-bis del DPR n.633/1972).</p> <p style="text-align: justify;">I requisiti del contribuente minimo</p> <p style="text-align: justify;">Per contribuenti minimi si intendono le persone fisiche residenti nel territorio dello Stato esercenti attività d’impresa o arti e professioni, che nell’anno solare precedente hanno conseguito ricavi o compensi in misura non superiore a 30.000 euro.</p> <p style="text-align: justify;">I ricavi e i compensi rilevanti sono quelli richiamati rispettivamente agli articoli 57 e 85 (per le imprese) e 54 (per i professionisti) del D.P.R. 917/1986 (Testo Unico Imposte sui Redditi- TUIR).</p> <p style="text-align: justify;">I contribuenti che hanno già un’attività in essere, possono avvalersi del regime in esame se sono state rispettate le seguenti ulteriori condizioni:</p> <p style="text-align: justify;">Nell’anno solare precedente a quello di entrata nel regime:</p> <p style="text-align: justify;">non abbiano effettuato cessioni all’esportazione, ovvero operazioni assimilate alle cessioni all’esportazione, servizi internazionali o connessi agli scambi internazionali, operazioni con lo Stato della Città del Vaticano o con la Repubblica di San Marino e operazioni non soggette a IVA in virtù di trattati ed accordi internazionali;</p> <p style="text-align: justify;">non abbiano sostenuto spese per lavoro dipendente o per collaboratori, anche assunti con le modalità riconducibili ad un progetto o programma di lavoro, o fase di esso, ad eccezione delle spese per prestazioni di natura occasionale;</p> <p style="text-align: justify;">non abbiano erogato somme sotto forma di utili di partecipazione agli associati con apporto costituito da solo lavoro (si può, invece, accedere al regime dei minimi quando all’associato non siano stati distribuiti utili in quanto l’esercizio si è chiuso con una perdita);</p> <p style="text-align: justify;">Nei tre anni precedenti a quello di entrata nel regime:</p> <p style="text-align: justify;">non aver acquistato, anche mediante contratti di appalto e di locazione, anche finanziaria, beni strumentali di valore complessivo superiore a 15.000 euro.</p> <p style="text-align: justify;">I contribuenti che iniziano l’attività possono immediatamente applicare il regime agevolato se prevedono di rispettare le predette condizioni, tenendo conto che, in caso di inizio di attività in corso d’anno, il limite dei 30.000 euro di ricavi o compensi deve essere ragguagliato all’anno.</p> <p style="text-align: justify;">Requisito dei beni strumentali</p> <p style="text-align: justify;">Una delle principali condizioni per poter accedere al regime dei minimi è che il contribuente nel triennio precedente non abbia effettuato acquisti di beni strumentali per un ammontare superiore a 15.000 euro.</p> <p style="text-align: justify;">Il valore degli acquisti di beni strumentali è costituito dall’ammontare dei corrispettivi relativi all’acquisto dei beni mobili e immobili, effettuato anche presso soggetti non titolari di partita IVA. Non rileva il corrispettivo derivante dall’eventuale successiva cessione del bene strumentale.</p> <p style="text-align: justify;">Inoltre, il limite di 15.000 euro va riferito all’intero triennio precedente e non va ragguagliato ad anno.</p> <p style="text-align: justify;">All’importo di 15.000 euro occorre far riferimento, pertanto, anche nell’eventualità che l’attività sia iniziata da meno di tre anni.</p> <p style="text-align: justify;">Ai fini della verifica delle predette condizioni si precisa che:</p> <p style="text-align: justify;">- per i beni strumentali solo in parte utilizzati nell’ambito dell’attività di impresa o di lavoro autonomo si considera il 50% dei relativi corrispettivi;</p> <p style="text-align: justify;">- i beni strumentali ad uso promiscuo (autovetture e telefonini) rilevano, ai fini della determinazione del valore complessivo degli acquisti di beni strumentali (15.000 euro), in misura pari al 50% dei relativi corrispettivi, al netto dell’IVA;</p> <p style="text-align: justify;">- rilevano anche i canoni di locazione (compresi quelli pagati per l’affitto dell’immobile in cui si svolge l’attività) e di noleggio corrisposti; mentre non rilevano i beni posseduti in comodato d’uso gratuito;</p> <p style="text-align: justify;">- in caso di utilizzo di un bene strumentale mediante un contratto di leasing, concorre l’importo dei canoni di leasing corrisposti nel triennio solare precedente;</p> <p style="text-align: justify;">- ai fini della determinazione del limite dei 15.000 euro, non devono essere presi in considerazione taluni costi riferibili ad attività immateriali, come quello sostenuto per l’avviamento o altri elementi immateriali comunque riferibili all’attività, che non si caratterizzano per il loro concreto utilizzo nell’ambito dell’attività d’impresa o di lavoro autonomo;</p> <p style="text-align: justify;">- nel limite dei 15.000 euro di beni strumentali nel triennio precedente, va considerato il corrispettivo complessivamente pagato, anche nel caso in cui, per l’acquisizione del bene, si sia beneficiato di un contributo a fondo perduto in conto impianti;</p> <p style="text-align: justify;">- il triennio precedente a cui far riferimento è quello solare, a prescindere dall'effettiva operatività del soggetto; pertanto, un'impresa che ha aperto partita IVA nel 2005 ma ha avviato l'attività solo l'anno successivo, volendo accedere al regime semplificato nel 2008, dovrà conteggiare nel limite dei 15mila euro i beni strumentali acquistati nel triennio 2005-2007, compresi quindi quelli del 2005, anno in cui risultava ancora inattiva;</p> <p style="text-align: justify;">- al fine della verifica dei requisiti di accesso al regime dei minimi, i contribuenti che si avvalgono di strutture polifunzionali devono distinguere, secondo criteri oggettivi, i costi sostenuti per acquisire la disponibilità di beni strumentali, da quelli sostenuti per godere di servizi connessi allo svolgimento dell’attività. Il criterio oggettivo determinante è la qualificazione delle prestazioni effettuata dalle parti in sede contrattuale; in particolare, qualora fosse pattuito un corrispettivo unico al fine della verifica del requisito relativo ai beni strumentali, occorre considerare l’intero costo sostenuto nel triennio precedente. Diversamente rileva il solo costo sostenuto a titolo di locazione o di noleggio qualora dal contratto sia possibile una sua distinta quantificazione;</p> <p style="text-align: justify;">- nel caso in cui più professionisti si dividano un unico appartamento, ma il contratto di locazione e quelli relativi alle utenze siano stipulati da uno solo di essi, il quale riaddebita detti costi agli altri professionisti, al fine di verificare il rispetto del requisito dei beni strumentali, occorre far riferimento al costo che risulta effettivamente sostenuto da ciascun contribuente. Dunque, per il professionista che risulta intestatario del contratto di locazione rileva il canone corrisposto al locatore al netto del canone riaddebitato ai professionisti subconduttori. Per i subconduttori, rileva la quota corrisposta al sublocatore a titolo di riaddebito dei costi;</p> <p style="text-align: justify;">- nell’ipotesi di donazione d’azienda con prosecuzione dell’attività in regime di continuità dei valori fiscali, il donatario continua a svolgere senza soluzione di continuità la stessa attività del donante. Pertanto, ai fini della verifica delle condizioni di accesso al regime, rilevano gli acquisti di beni strumentali effettuati dal donante nel triennio precedente a quello di entrata nel regime da parte del donatario.</p> <p style="text-align: justify;">I contribuenti che non possono fruire del regime dei minimi</p> <p style="text-align: justify;">In linea generale, sono esclusi dal regime i contribuenti non residenti che svolgono l’attività nel territorio dello Stato e coloro che si avvalgono di regimi speciali di determinazione dell’IVA quali:</p> <p style="text-align: justify;">- Agricoltura e attività connesse e pesca artt. 34 e 34-bis del D.P.R. n. 633/1972;</p> <p style="text-align: justify;">- Vendita sali e tabacchi art. 74, primo comma del D.P.R. n. 633/1972;</p> <p style="text-align: justify;">- Commercio dei fiammiferi;</p> <p style="text-align: justify;">- Editoria;</p> <p style="text-align: justify;">- Gestione di servizi di telefonia pubblica;</p> <p style="text-align: justify;">- Rivendita di documenti di trasporto pubblico e di sosta;</p> <p style="text-align: justify;">- Intrattenimenti, giochi e altre attività di cui alla tariffa allegata al D.P.R. n. 640/1972 art. 74, sesto comma del D.P.R. n. 633/1972;</p> <p style="text-align: justify;">- Agenzie di viaggi e turismo art. 74-ter del D.P.R. n. 633/1972;</p> <p style="text-align: justify;">- Agriturismo art. 5, comma 2, della legge 413/1991;</p> <p style="text-align: justify;">- Vendite a domicilio art. 25-bis, comma 6, del D.P.R. n. 600/1973;</p> <p style="text-align: justify;">- Rivendita di beni usati, di oggetti d’arte, d’antiquariato o da collezione art. 36 del D.L. n. 41/1995;</p> <p style="text-align: justify;">- Agenzie di vendite all’asta di oggetti d’arte;</p> <p style="text-align: justify;">- Antiquariato o da collezione art. 40-bis del D.L. n. 41/1995.</p> <p style="text-align: justify;">Sono, inoltre, esclusi coloro che, in via esclusiva o prevalente, effettuano operazioni di cessione di fabbricati o porzioni di fabbricato e terreni edificabili, ovvero di mezzi di trasporto nuovi.</p> <p style="text-align: justify;">Non rientrano tra i contribuenti minimi coloro che, pur esercitando attività d’impresa o artistica o professionale in forma individuale, partecipano, nel contempo, a società di persone, ad associazioni professionali, costituite in forma associata per l’esercizio della professione, o a società a responsabilità limitata a ristretta base proprietaria, che hanno optato per la trasparenza fiscale.</p> <p style="text-align: justify;">Solo i produttori agricoli, qualora esercitino l’attività nei limiti dell’articolo 32 del D.P.R. n. 917/1986, ancorché assoggettati ai fini IVA al regime speciale di cui all’articolo 34 del D.P.R. n. 633/1972, possono avvalersi del regime dei contribuenti minimi con riguardo alle altre attività di impresa arti e professioni eventualmente svolte.</p> <p style="text-align: justify;">Se invece all’attività agricola, produttiva di reddito d’impresa, si applica il regime ordinario dell’IVA, il contribuente in presenza dei requisiti dovrà applicare (salvo opzione) il regime dei contribuenti minimi sia all’attività agricola che per le ulteriori attività d’impresa arte o professione eventualmente esercitate.</p> <p style="text-align: justify;">Tuttavia il contribuente può scegliere di non applicare il regime dei minimi e, quindi, di determinare il reddito seguendo le disposizioni del TUIR ed in particolare di applicare le specifiche regole dettate dall’articolo 56, comma 5, e 56-bis. In tal caso, la scelta per l’applicazione delle regole del testo unico, con la conseguente esclusione dal regime dei minimi, varrà anche per le ulteriori attività di impresa, arte o professione esercitate. Anche l’attività di agriturismo può rientrare nel regime dei minimi nel caso in cui il contribuente opti per l’applicazione dell’IVA nei modi ordinari.</p> <p style="text-align: justify;">Semplificazioni e agevolazioni fiscali del regime dei minimi</p> <p style="text-align: justify;">I contribuenti che applicano il regime dei contribuenti minimi usufruiscono delle seguenti agevolazioni:</p> <p style="text-align: justify;">- esonero dalla maggior parte degli obblighi contabili e dichiarativi;</p> <p style="text-align: justify;">- applicazione di un’imposta sostitutiva del 20% sul reddito determinato secondo apposite regole, che sostituisce sia l’IRPEF e le relative addizionali che l’IRAP;</p> <p style="text-align: justify;">- esonero dagli adempimenti IVA: niente versamenti, dichiarazioni e comunicazioni,</p> <p style="text-align: justify;">- esonero dall’applicazione degli studi di settore e parametri.</p> <p style="text-align: justify;">I contribuenti minimi godono anche di importanti semplificazioni contabili essendo esonerati dagli obblighi di liquidazione e versamento dell’IVA e dagli obblighi di registrazione e tenuta delle scritture contabili anche ai fini delle imposte sui redditi, nonché dai vari obblighi previsti dal D.P.R. n. 633/1972 (come, ad esempio, registrazione delle fatture emesse e di acquisto, dichiarazione e comunicazione annuale, compilazione elenchi clienti e fornitori, eccetera).</p> <p style="text-align: justify;">Gli unici adempimenti che resta obbligatorio assolvere sono:</p> <p style="text-align: justify;">- numerare e conservare le fatture di acquisto e le bollette doganali;</p> <p style="text-align: justify;">- certificare i corrispettivi; sulle fatture emesse si dovrà annotare che trattasi di "operazione effettuata ai sensi dell’articolo 1, comma 100, della legge finanziaria per il 2008";</p> <p style="text-align: justify;">- integrare la fattura per gli acquisti intracomunitari o per gli acquisti cui si applica l’inversione contabile, c.d. reverse charge;</p> <p style="text-align: justify;">- versare l’imposta dovuta per gli acquisti intracomunitari o per gli acquisti cui si applica l’inversione contabile entro il giorno 16 del mese successivo a quello di effettuazione delle operazioni;</p> <p style="text-align: justify;">- presentare agli uffici doganali gli elenchi Intrastat.</p> <p style="text-align: justify;">I contribuenti minimi non possono esercitare il diritto di rivalsa né possono detrarre l’IVA assolta sugli acquisti nazionali e comunitari e sulle importazioni.</p> <p style="text-align: justify;">La fattura o lo scontrino emessi non devono, pertanto, recare l’addebito dell’imposta.</p> <p style="text-align: justify;">Riguardo agli scontrini, l’utilizzo di misuratori fiscali che consentono l’indicazione su di essi della sola aliquota, riferita ai singoli beni e servizi, non va considerata come volontà del contribuente di applicare l’imposta sul valore aggiunto, il cui ammontare, comunque, non è riportato sugli scontrini stessi.</p> <p style="text-align: justify;">Inoltre, va ricordato che l’indetraibilità soggettiva assoluta dell’imposta corrisposta sugli acquisti fa sì che nei casi in cui questi contribuenti, in relazione ad operazioni passive, assumono la qualità di debitori d’imposta nei confronti dell’Erario (ad esempio, nell'ipotesi di acquisti intracomunitari o di acquisti per i quali si applica l’inversione contabile, c.d. reverse charge), essi sono obbligati ad integrare la fattura con l’indicazione dell’aliquota e della relativa imposta ed a versarla entro il termine stabilito per i contribuenti che liquidano l’imposta con periodicità mensile, ossia entro il giorno 16 del mese successivo a quello di effettuazione delle operazioni.</p> <p style="text-align: justify;">Le regole per determinare il reddito</p> <p style="text-align: justify;">Per i contribuenti che rientrano nel regime agevolato, il reddito di impresa o di lavoro autonomo, su cui applicare l’imposta sostitutiva del 20%, è determinato applicando regole specifiche.</p> <p style="text-align: justify;">In particolare, è previsto che l’imputazione delle spese, dei ricavi e dei compensi al periodo d’imposta deve essere effettuata sulla base del "principio di cassa", e cioè in considerazione del momento di effettiva percezione del ricavo o compenso, nonché di effettivo sostenimento del costo o della spesa.</p> <p style="text-align: justify;">Tale principio, che si applica generalmente per la determinazione dei redditi derivanti dall’esercizio di arti e professioni, eccezionalmente, per i contribuenti minimi, trova applicazione anche nella determinazione del loro reddito d’impresa.</p> <p style="text-align: justify;">Sulla base del principio di cassa, pertanto, sia i componenti negativi che quelli positivi partecipano alla formazione del reddito nel periodo d’imposta in cui si verifica la relativa manifestazione finanziaria, ancorché la competenza economica possa essere riferita ad altri periodi di imposta.</p> <p style="text-align: justify;">Ci sono regole precise per la determinazione del reddito d’impresa o di lavoro autonomo per chi adotta questo regime:</p> <p style="text-align: justify;">- Le rimanenze di merci acquistate nel corso di applicazione del regime non assumono alcuna rilevanza, in quanto il costo sostenuto per l’acquisto delle stesse deve essere imputato per cassa al periodo di imposta in cui avviene il relativo pagamento;</p> <p style="text-align: justify;">- Le rimanenze finali dell’esercizio precedente si scomputano dai componenti positivi prodotti nel corso di applicazione del regime. L’eventuale eccedenza rileva nei periodi di imposta successivi con le stesse regole.</p> <p style="text-align: justify;">- La plusvalenza realizzata per la cessione di un bene strumentale acquistato nel periodo di vigenza del regime è pari all’intero corrispettivo di cessione e concorre integralmente alla formazione del reddito nel periodo d’imposta in cui è percepito il corrispettivo.</p> <p style="text-align: justify;">- I beni strumentali sono deducibili nella misura del 50% a prescindere dalle specifiche regole previste nel TUIR.</p> <p style="text-align: justify;">· I beni ad uso promiscuo sono deducibili prioritariamente dal reddito di impresa o di lavoro autonomo, nei limiti in cui trovano capienza in tale reddito. L’eventuale eccedenza è deducibile dal reddito complessivo del contribuente in base all’articolo 10 del TUIR.</p> <p style="text-align: justify;">· I contributi previdenziali e assistenziali obbligatori e le spese per omaggi sono deducibili nella misura del 100% purché inerenti all’attività.</p> <p style="text-align: justify;">Imposta sostitutiva del 20%</p> <p style="text-align: justify;">Il reddito, determinato in base alle regole esposte nel capitolo precedente, va assoggettato a imposta sostitutiva del 20%.</p> <p style="text-align: justify;">Tale imposta sostituisce l’IRPEF e le relative addizionali regionali e comunali e l’IRAP che, pertanto, non sono dovute.</p> <p style="text-align: justify;">Il predetto reddito, assoggettato ad imposta sostitutiva, non concorre alla formazione del reddito complessivo del contribuente.</p> <p style="text-align: justify;">Tuttavia, il reddito dell’attività soggetta al regime dei contribuenti minimi diventa rilevante,in aggiunta al reddito complessivo, sia ai fini del riconoscimento delle detrazioni per carichi di famiglia, che ai fini della determinazione della base imponibile dei contributi previdenziali ed assistenziali.</p> <p style="text-align: justify;">Il reddito soggetto all’imposta sostitutiva non deve essere considerato, invece, nel determinare il reddito utile per il riconoscimento delle altre detrazioni (di cui all’articolo 13 del TUIR).</p> <p style="text-align: justify;">Nel caso di imprese familiari l’imposta è dovuta dal titolare dell’impresa ed è calcolata sul reddito al lordo delle quote spettanti ai collaboratori.</p> <p style="text-align: justify;">Pertanto, per evitare una doppia tassazione dello stesso reddito, i collaboratori familiari sono esonerati dagli obblighi dichiarativi e di versamento riferibili a tale reddito.</p> <p style="text-align: justify;">Disapplicazione del regime per opzione</p> <p style="text-align: justify;">Il contribuente può fuoriuscire dal regime semplificato dei minimi, scegliendo di determinare le imposte sul reddito e dell’IVA nei modi ordinari.</p> <p style="text-align: justify;">L’opzione può avvenire tramite "comportamento concludente", addebitando ad esempio l’imposta sul valore aggiunto ai propri cessionari o committenti, ovvero esercitando il diritto alla detrazione dell’imposta. I contribuenti che optano per il regime ordinario devono porre in essere tutti gli adempimenti contabili ed extracontabili dai quali erano precedentemente esonerati.</p> <p style="text-align: justify;">L’opzione per il regime ordinario deve poi essere comunicata all’Agenzia delle Entrate con la prima dichiarazione annuale IVA presentata successivamente alla scelta.</p> <p style="text-align: justify;">L’opzione resta valida per almeno un triennio e, trascorso tale periodo minimo, si rinnova di anno in anno fino a quando permane la concreta applicazione della scelta operata.</p> <p style="text-align: justify;">Decorso il primo triennio di applicazione del regime ordinario, il contribuente può in ogni momento scegliere di rientrare nel regime dei contribuenti minimi sempre che ne ricorrano i requisiti ed i presupposti.</p> <p style="text-align: justify;">Disapplicazione del regime per legge</p> <p style="text-align: justify;">Il contribuente non rientra più automaticamente nel regime dei minimi quando viene meno anche una sola delle condizioni di applicazione dello stesso.</p> <p style="text-align: justify;">Il regime cessa di avere applicazione nel caso in cui i ricavi o i compensi superino di oltre il 50% il limite di 30.000 euro (quindi 45.000 euro), poiché il regime cessa di avere applicazione nell’anno stesso in cui avviene il superamento, il contribuente dovrà porre in essere gli ordinari adempimenti contabili ed extracontabili, scorporare l’IVA e procedere al versamento secondo le regole ordinarie.</p> <p style="text-align: justify;">Il regime cessa anche nell’eventualità l’attività svolta muti in una di quelle soggette ai regimi speciali ai fini dell’imposta sul valore aggiunto.</p> <p style="text-align: justify;">Il regime cessa dall’anno successivo a quello in cui si verifica la causa di cessazione quando si trasferisce la propria residenza all’estero.</p> <p style="text-align: justify;">Anche nell’eventualità si acquisiscono partecipazioni in società di persone, in società a responsabilità limitata con ristretta base proprietaria che hanno esercitato l’opzione per la trasparenza, ovvero in associazioni professionali costituite per l’esercizio in forma associata di arti o professioni, il regime non può più essere applicato.</p> <p style="text-align: justify;">Cosa fare quando si abbandona il regime dei minimi</p> <p style="text-align: justify;">Riassumendo dal momento che vengono meno le condizioni per l’applicazione del regime, il contribuente dovrà istituire i registri IVA entro il termine per l'effettuazione della liquidazione periodica relativa al mese o trimestre in cui è stato superato il predetto limite. Dovrà presentare la comunicazione dati e la dichiarazione annuale relative all’anno in cui è stato superato il predetto limite entro i termini ordinariamente previsti, versando l’imposta a saldo entro il termine ordinariamente previsto.</p> <p style="text-align: justify;">Dovrà annotare nei registri IVA i corrispettivi delle cessioni di beni e delle prestazioni di servizi e l’ammontare degli acquisti effettuati anteriormente al superamento del predetto limite entro il termine per la presentazione della dichiarazione annuale. I dati relativi alle predette operazioni, attive e passive, devono essere riepilogati sia nella comunicazione dati che nella dichiarazione annuale ai fini dell’IVA.</p> <p style="text-align: justify;">L’imposta relativa a tali cessioni e prestazioni, determinata mediate scorporo dal corrispettivo indicato in fattura, al netto della detrazione dell'imposta relativa agli acquisti, deve essere computata ai fini della determinazione dell’imposta da versare a saldo, nei termini ordinari.</p> <p style="text-align: justify;">Il contribuente, quindi, non è tenuto ad effettuare le liquidazioni dei periodi (mesi o trimestri) precedenti a quello nel corso del quale ha superato il limite di ricavi previsto dalla norma, ma deve tenere conto dell’imposta, a debito o a credito, derivante dalle operazioni assoggettate al regime dei minimi solo in sede di determinazione dell’imposta a saldo risultante dalla dichiarazione annuale, senza applicazione di sanzioni o interessi.</p> <p style="text-align: justify;">Il superamento del limite dei ricavi o compensi oltre la soglia del 50% implica, inoltre, l’applicazione del regime ordinario per i successivi tre anni; ciò significa che il contribuente è tenuto ad applicare le regole del regime ordinario per il periodo d’imposta in cui avviene il superamento e per i tre successivi.</p> <p style="text-align: justify;">Si ricorda, infine, che al momento della fuoriuscita dal regime dei minimi e del ritorno al regime ordinario, le rimanenze di merci per le quali il costo è stato sostenuto e quindi dedotto nel corso dell’applicazione delle regole del regime, non devono assumere rilevanza come esistenze iniziali, in deroga alle ordinarie regole di competenza previste dal TUIR.</p> <p style="text-align: justify;">Diversamente qualora, con riferimento alle merci in rimanenza, non è stato effettuato il relativo pagamento, le stesse rileveranno come esistenze iniziali e si applicheranno le ordinarie regole di competenza previste dal TUIR.</p> <p style="text-align: justify;">&nbsp;</p> <p style="text-align: right;">A cura di STUDIO ANASTASI <br />Dott. Livio ANASTASI <br />Dott. Rossella GALLI</p></div> Regimi contabili semplificati per piccole attività commerciali e professionali: Regime sostitutivo per le nuove iniziative di lavoro autonomo e d’impresa 2009-04-02T23:00:00+02:00 2009-04-02T23:00:00+02:00 http://www.anieneonline.com/rubr/fiscale-e-tributaria/877-regimi-contabili-semplificati-per-piccole-attivita-commerciali-e-professionali-regime-sostitutivo-per-le-nuove-iniziative-di-lavoro-autonomo-e-dimpresa Studio Livio Anastasi - Tivoli <div class="feed-description"><p style="text-align: justify;" align="center"><span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: 10pt;"><img alt="fiscale" src="images/fiscale.jpg" width="200" height="200" /></span></p> <p style="text-align: justify;" align="center"><span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: 10pt;">Regime sostitutivo per le nuove iniziative di lavoro autonomo e d’impresa (Art. 13 L. n. 388 del 23/12/2000) </span><span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"></span></p> <p style="text-align: justify;"><span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: 10pt;">L'art. 13 della Legge n. 388 del 23 dicembre 2000 ha introdotto un regime fiscale agevolato per le nuove iniziative produttive, che prevede il pagamento di un'imposta sostitutiva del 10% e di una serie di semplificazioni contabili, a favore delle persone fisiche che intraprendono una nuova attività di lavoro autonomo o di impresa. La norma ha lo scopo di incentivare le persone fisiche ad intraprendere attività economiche, sostenendo lo sforzo dei primi anni, caratterizzati, normalmente, da ingenti costi iniziali e da un ridotto volume di affari.</span></p> <p style="text-align: justify;" align="justify"><span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: 10pt;"> <strong>Soggetti ammessi</strong><br />Le persone fisiche che iniziano un'attività di lavoro autonomo o d'impresa dal 1 gennaio 2001 possono avvalersi del regime fiscale agevolato previsto dall'art. 13 della legge 23 dicembre 2000, n. 388, a condizione che siano in possesso dei requisiti stabiliti dal comma 2 del medesimo art. 13 qui di seguito elencati.</span></p> <p style="text-align: justify;" align="justify"><span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: 10pt;"> <strong>Ambito soggettivo</strong><br />Destinatari delle agevolazioni in argomento sono:<br />- le persone fisiche che iniziano un'attività artistica o professionale ovvero d'impresa ai sensi rispettivamente degli articoli 49 e 51 del testo unico;<br />- le imprese familiari di cui all'art. 5, comma 4, del citato testo unico; in tal caso l'imposta sostitutiva e' dovuta dal titolare dell'impresa.<br />Non possono, pertanto, optare per il regime agevolato in questione:<br />- le società e le associazioni di cui all'art. 5, commi 1, 2 e 3 del TUIR.<br />Si precisa inoltre che il regime forfetario di determinazione dell'IVA e delle imposte sui redditi di cui all'art. 3, commi da 172 a 184, della legge 23 dicembre 1996, n. 662, non è compatibile in quanto alternativo al regime agevolato in essere.</span></p> <p style="text-align: justify;" align="justify"><span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: 10pt;"> <strong>Ambito oggettivo</strong><br />Le condizioni previste dal comma 2 dell'articolo 13 della Legge 388/2000 per accedere al nuovo regime sono le seguenti:<br />1. il contribuente non deve avere esercitato nei tre anni precedenti, neppure in forma associata o familiare, un'attività artistica, professionale o d'impresa, fatte salve le ipotesi di praticantato obbligatoriamente previsto ai fini dell'esercizio di arti o professioni. Il regime agevolato è infatti destinato ad incentivare esclusivamente la nascita di nuove iniziative. Va sottolineato che la semplice apertura di partita IVA non costituisce automaticamente causa di esclusione dal regime fiscale agevolato del presente articolo, occorrendo a tal fine l'effettivo esercizio dell'attività;<br />2. la nuova attività non deve costituire, in nessun modo, mera prosecuzione di altra attività precedentemente svolta sotto forma di lavoro dipendente o autonomo, anche sotto forma di collaborazione coordinata e continuativa. La disposizione ha carattere antielusivo, mirando ad evitare gli abusi di chi continui di fatto ad esercitare la stessa attività di lavoro dipendente mutandone la veste giuridica in impresa o lavoro autonomo al solo fine di sottrarre i relativi proventi alla tassazione ordinaria: si pensi, a titolo esemplificativo, ad un soggetto che abbia lavorato in qualità di dipendente in un'impresa di trasporti ed intraprenda l'attività in proprio utilizzando lo stesso mezzo e servendo la medesima clientela dell'impresa di origine. Allo stesso modo, la norma impedisce la costituzione di imprese individuali che in un contesto economico non modificato proseguono sostanzialmente precedenti attività di lavoro autonomo, anche nella veste di collaborazione coordinata e continuativa, e viceversa;<br />3. l'ammontare dei compensi non deve superare il limite di Euro 30.987,41 per l'attività professionale o artistica e per le imprese aventi ad oggetto prestazioni di servizi, di Euro 61.974,82 per le imprese esercenti altre attività;<br />4. nel caso di prosecuzione di attività d'impresa svolta da altro soggetto, a seguito - ad esempio - di cessione o successione nell'azienda, l'ammontare dei ricavi dal medesimo realizzati nel precedente periodo d'imposta non deve superare il limite di Euro 30.987,41 per le imprese esercenti prestazioni di servizi o di Euro 61.974,82 per le imprese che esercitino altre attività. Sia questa condizione che quella precedente circoscrivono l'ambito del beneficio alle iniziative economicamente più deboli;<br />5. siano regolarmente adempiuti gli obblighi previdenziali, assicurativi ed amministrativi.</span></p> <p style="text-align: justify;" align="justify"><span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: 10pt;"><strong> Agevolazioni fiscali</strong><br />Sul reddito di lavoro autonomo o d'impresa, determinato rispettivamente ai sensi degli articoli 50 e 79 del testo unico delle imposte dirette approvato con DPR 22 dicembre 1986, n. 917, realizzato dai soggetti che chiedono di avvalersi del regime fiscale agevolato, è dovuta un'imposta sostitutiva dell'imposta sul reddito delle persone fisiche nella misura del 10 per cento. Considerato che il predetto reddito è soggetto ad imposta sostitutiva e quindi non partecipa alla determinazione del reddito complessivo IRPEF, lo stesso non costituisce base imponibile per l'applicazione delle addizionali all'imposta sul reddito delle persone fisiche. Restano, per contro, immutati gli obblighi sostanziali in materia di IVA ed IRAP.</span></p> <p style="text-align: justify;" align="justify"><span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: 10pt;"><strong> Esonero dagli adempimenti contabili</strong><br />I contribuenti che si avvalgono del regime agevolato sono esonerati dai seguenti obblighi:<br />a) registrazione e tenuta delle scritture contabili rilevanti ai fini delle imposte sui redditi (IRPEF), dell'imposta regionale sulle attività produttive (IRAP) e dell'imposta sul valore aggiunto (IVA);<br />b) liquidazioni e versamenti periodici dell'imposta sul valore aggiunto previsti dal DPR 23 marzo 1998, n. 100;<br />c) versamento dell'acconto annuale dell'imposta sul valore aggiunto;<br />d) versamento delle addizionali comunali e regionali all'imposta sul reddito delle persone fisiche.</span></p> <p style="text-align: justify;" align="justify"><span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: 10pt;"> <strong>Principali obblighi contabili</strong></span></p> <p style="text-align: justify;" align="justify"><span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: 10pt;">Restano i seguenti obblighi:<br />a) conservazione dei documenti ricevuti ed emessi, ai sensi dell'art. 22 del decreto del Presidente della Repubblica del 29 settembre 1973, n. 600 (l'articolo citato dispone la conservazione dei documenti ricevuti ed emessi fino a quando non siano definiti gli accertamenti relativi al corrispondente periodo d'imposta);<br />b) fatturazione e certificazione dei corrispettivi;<br />c) presentazione delle dichiarazioni annuali;<br />d) versamento annuale dell'imposta sul valore aggiunto, sul quale non sono dovuti interessi;</span></p> <p style="text-align: justify;" align="justify"><span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: 10pt;"> e) versamento dell'acconto e del saldo dell'imposta regionale sulle attività produttive (IRAP);<br />f) versamento dell'imposta sostitutiva dell'imposta sul reddito delle persone fisiche, da effettuare entro i termini stabiliti per il versamento a saldo dell'imposta sul reddito delle persone fisiche;<br />g) tenuta delle scritture contabili e adempimenti dei sostituti d'imposta previsti dall'art. 21 del decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 600 (libro matricola e gli altri libri imposti dalla legislazione sulla lavoro).</span></p> <p style="text-align: justify;" align="justify"><span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: 10pt;"> <strong>Durata del regime agevolato</strong><br />Ai sensi del comma 1, il regime agevolato si applica al periodo d'imposta d'inizio dell'attività e ai due successivi.</span></p> <p style="text-align: justify;" align="justify"><span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: 10pt;"><strong>Comunicazioni relative al regime agevolato</strong><br />I soggetti che intendono avvalersi del regime fiscale agevolato comunicano la scelta operata in sede di presentazione della dichiarazione di inizio attività di cui all'art. 35 del Decreto del Presidente della Repubblica del 26 ottobre 1972, n. 633,. La scelta operata vincola il contribuente alla sua concreta applicazione per almeno un periodo d'imposta e può essere revocata, dandone comunicazione all'ufficio locale dell'Agenzia delle Entrate, utilizzando lo stesso modello impiegato per la comunicazione dell'opzione.</span></p> <p style="text-align: justify;" align="justify"><span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: 10pt;"><strong> Ritenuta d’acconto</strong><br />I ricavi e i compensi relativi al reddito oggetto del regime fiscale agevolato, non sono assoggettati a ritenuta d'acconto da parte del sostituto d'imposta. A tal fine i contribuenti rilasciano al sostituto d'imposta un'apposita dichiarazione, dalla quale risulti che il reddito cui le somme afferiscono è soggetto ad imposta sostitutiva. Le fatture emesse devono inoltre riportare la descrizione dei motivi che esonerano il committente dal fungere da sostituto.</span></p> <p style="text-align: justify;" align="justify"><span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: 10pt;"><strong> Decadenza dall’agevolazione</strong><br />Ai soggetti che si avvalgono del regime agevolato di cui all'articolo 13 della Legge 388/2000, ai fini accertativi si applicano le norme inerenti gli studi di settore. Pertanto, nel caso in cui nei periodi d'imposta successivi al primo il risultato degli studi di settore sia superiore al limite dei compensi indicati dall'articolo 13 si decade dall'agevolazione.<br />Il comma 3, nel disciplinare le cause di decadenza dall'agevolazione durante il triennio di attività, dispone che il regime cessa di avere efficacia:<br />- dal periodo d'imposta successivo, qualora i ricavi o i compensi conseguiti siano superiori ai limiti stabiliti dal comma 2, lett. c) in misura non eccedente il cinquanta per cento (quindi non superino Euro 46.481,12 per l'attività professionale o artistica, Euro 46.481,12 per le imprese aventi ad oggetto prestazioni di servizi, Euro 92.962,24 per le imprese esercenti altre attività);<br />- dallo stesso periodo d'imposta, nell'ipotesi in cui i ricavi o i compensi superino i predetti limiti in misura eccedente il cinquanta per cento.</span></p> <p style="text-align: justify;" align="justify"><span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: 10pt;"><strong> Accertamento riscossione sanzioni e contenzioso</strong><br />Il comma 8, nel chiarire che anche all'imposta sostitutiva si applicano le norme in materia di accertamento, riscossione, sanzioni e contenzioso previste per le imposte sui redditi, dispone che il soggetto che fruisce dell'imposta sostitutiva senza averne titolo è assoggettabile alle sanzioni previste dal D.Lgs. n. 471 del 1997 in materia di infedele dichiarazione.</span></p> <p style="text-align: justify;" align="justify">&nbsp;</p> <p style="text-align: justify;" align="center"><strong>TABELLA DI CONFRONTO TRA I REGIMI CONTABILI</strong></p> <table style="width: 540px;" border="1" cellspacing="0" cellpadding="1"> <tbody> <tr> <td> <p>&nbsp;</p> </td> <td> <p align="center"><span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: 10pt;">Regime nuove iniziative produttive</span></p> </td> <td> <p align="center"><span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: 10pt;">Regime dei contribuenti minimi</span></p> </td> <td> <p align="center"><span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: 10pt;">Regime ordinario</span></p> </td> </tr> <tr> <td> <p><span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: 10pt;">Volume d'affari per accesso</span></p> </td> <td> <p align="center"><span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: 10pt;">&lt;30.987,41</span></p> </td> <td> <p align="center"><span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: 10pt;">&lt;30.000,00</span></p> </td> <td> <p align="center"><span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: 10pt;">&gt;30.000,00 o opzione</span></p> </td> </tr> <tr> <td> <p><span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: 10pt;">Adempimenti contabili </span></p> </td> <td> <p align="center"><span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: 10pt;">NO</span></p> </td> <td> <p align="center"><span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: 10pt;">NO</span></p> </td> <td> <p align="center"><span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: 10pt;">SI</span></p> </td> </tr> <tr> <td> <p><span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: 10pt;">Versamenti IVA </span></p> </td> <td> <p align="center"><span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: 10pt;">Annuale</span></p> </td> <td> <p align="center"><span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: 10pt;">NO</span></p> </td> <td> <p align="center"><span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: 10pt;">Trimestrale / Mensile</span></p> </td> </tr> <tr> <td> <p><span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: 10pt;">Versamenti imposte </span></p> </td> <td> <p align="center"><span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: 10pt;">Annuale</span></p> </td> <td> <p align="center"><span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: 10pt;">Annuale</span></p> </td> <td> <p align="center"><span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: 10pt;">Saldi / Acconti</span></p> </td> </tr> <tr> <td> <p><span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: 10pt;">Regime IVA</span></p> </td> <td> <p align="center"><span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: 10pt;">SI</span></p> </td> <td> <p align="center"><span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: 10pt;">NO</span></p> </td> <td> <p align="center"><span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: 10pt;">SI</span></p> </td> </tr> <tr> <td> <p><span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: 10pt;">Aliquota Irpef/Imp sostitutiva </span></p> </td> <td> <p align="center"><span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: 10pt;">10%</span></p> </td> <td> <p align="center"><span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: 10pt;">20%</span></p> </td> <td> <p align="center"><span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: 10pt;">Scaglioni (23%, 27%, 38%, 41%, 43%)</span></p> </td> </tr> <tr> <td> <p><span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: 10pt;">Studi di settore</span></p> </td> <td> <p align="center"><span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: 10pt;">SI</span></p> </td> <td> <p align="center"><span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: 10pt;">NO</span></p> </td> <td> <p align="center"><span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: 10pt;">SI</span></p> </td> </tr> <tr> <td> <p><span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: 10pt;">Ritenuta d'acconto</span></p> </td> <td> <p align="center"><span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: 10pt;">NO</span></p> </td> <td> <p align="center"><span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: 10pt;">SI</span></p> </td> <td> <p align="center"><span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: 10pt;">SI</span></p> </td> </tr> </tbody> </table> <p style="text-align: justify;" align="right"><span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: 10pt;"></span>&nbsp;</p> <p style="text-align: right;" align="right"><span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: 10pt;">A cura di STUDIO ANASTASI <br />Dott. Livio ANASTASI <br />Dott. Rossella GALLI</span></p></div> <div class="feed-description"><p style="text-align: justify;" align="center"><span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: 10pt;"><img alt="fiscale" src="images/fiscale.jpg" width="200" height="200" /></span></p> <p style="text-align: justify;" align="center"><span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: 10pt;">Regime sostitutivo per le nuove iniziative di lavoro autonomo e d’impresa (Art. 13 L. n. 388 del 23/12/2000) </span><span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"></span></p> <p style="text-align: justify;"><span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: 10pt;">L'art. 13 della Legge n. 388 del 23 dicembre 2000 ha introdotto un regime fiscale agevolato per le nuove iniziative produttive, che prevede il pagamento di un'imposta sostitutiva del 10% e di una serie di semplificazioni contabili, a favore delle persone fisiche che intraprendono una nuova attività di lavoro autonomo o di impresa. La norma ha lo scopo di incentivare le persone fisiche ad intraprendere attività economiche, sostenendo lo sforzo dei primi anni, caratterizzati, normalmente, da ingenti costi iniziali e da un ridotto volume di affari.</span></p> <p style="text-align: justify;" align="justify"><span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: 10pt;"> <strong>Soggetti ammessi</strong><br />Le persone fisiche che iniziano un'attività di lavoro autonomo o d'impresa dal 1 gennaio 2001 possono avvalersi del regime fiscale agevolato previsto dall'art. 13 della legge 23 dicembre 2000, n. 388, a condizione che siano in possesso dei requisiti stabiliti dal comma 2 del medesimo art. 13 qui di seguito elencati.</span></p> <p style="text-align: justify;" align="justify"><span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: 10pt;"> <strong>Ambito soggettivo</strong><br />Destinatari delle agevolazioni in argomento sono:<br />- le persone fisiche che iniziano un'attività artistica o professionale ovvero d'impresa ai sensi rispettivamente degli articoli 49 e 51 del testo unico;<br />- le imprese familiari di cui all'art. 5, comma 4, del citato testo unico; in tal caso l'imposta sostitutiva e' dovuta dal titolare dell'impresa.<br />Non possono, pertanto, optare per il regime agevolato in questione:<br />- le società e le associazioni di cui all'art. 5, commi 1, 2 e 3 del TUIR.<br />Si precisa inoltre che il regime forfetario di determinazione dell'IVA e delle imposte sui redditi di cui all'art. 3, commi da 172 a 184, della legge 23 dicembre 1996, n. 662, non è compatibile in quanto alternativo al regime agevolato in essere.</span></p> <p style="text-align: justify;" align="justify"><span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: 10pt;"> <strong>Ambito oggettivo</strong><br />Le condizioni previste dal comma 2 dell'articolo 13 della Legge 388/2000 per accedere al nuovo regime sono le seguenti:<br />1. il contribuente non deve avere esercitato nei tre anni precedenti, neppure in forma associata o familiare, un'attività artistica, professionale o d'impresa, fatte salve le ipotesi di praticantato obbligatoriamente previsto ai fini dell'esercizio di arti o professioni. Il regime agevolato è infatti destinato ad incentivare esclusivamente la nascita di nuove iniziative. Va sottolineato che la semplice apertura di partita IVA non costituisce automaticamente causa di esclusione dal regime fiscale agevolato del presente articolo, occorrendo a tal fine l'effettivo esercizio dell'attività;<br />2. la nuova attività non deve costituire, in nessun modo, mera prosecuzione di altra attività precedentemente svolta sotto forma di lavoro dipendente o autonomo, anche sotto forma di collaborazione coordinata e continuativa. La disposizione ha carattere antielusivo, mirando ad evitare gli abusi di chi continui di fatto ad esercitare la stessa attività di lavoro dipendente mutandone la veste giuridica in impresa o lavoro autonomo al solo fine di sottrarre i relativi proventi alla tassazione ordinaria: si pensi, a titolo esemplificativo, ad un soggetto che abbia lavorato in qualità di dipendente in un'impresa di trasporti ed intraprenda l'attività in proprio utilizzando lo stesso mezzo e servendo la medesima clientela dell'impresa di origine. Allo stesso modo, la norma impedisce la costituzione di imprese individuali che in un contesto economico non modificato proseguono sostanzialmente precedenti attività di lavoro autonomo, anche nella veste di collaborazione coordinata e continuativa, e viceversa;<br />3. l'ammontare dei compensi non deve superare il limite di Euro 30.987,41 per l'attività professionale o artistica e per le imprese aventi ad oggetto prestazioni di servizi, di Euro 61.974,82 per le imprese esercenti altre attività;<br />4. nel caso di prosecuzione di attività d'impresa svolta da altro soggetto, a seguito - ad esempio - di cessione o successione nell'azienda, l'ammontare dei ricavi dal medesimo realizzati nel precedente periodo d'imposta non deve superare il limite di Euro 30.987,41 per le imprese esercenti prestazioni di servizi o di Euro 61.974,82 per le imprese che esercitino altre attività. Sia questa condizione che quella precedente circoscrivono l'ambito del beneficio alle iniziative economicamente più deboli;<br />5. siano regolarmente adempiuti gli obblighi previdenziali, assicurativi ed amministrativi.</span></p> <p style="text-align: justify;" align="justify"><span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: 10pt;"><strong> Agevolazioni fiscali</strong><br />Sul reddito di lavoro autonomo o d'impresa, determinato rispettivamente ai sensi degli articoli 50 e 79 del testo unico delle imposte dirette approvato con DPR 22 dicembre 1986, n. 917, realizzato dai soggetti che chiedono di avvalersi del regime fiscale agevolato, è dovuta un'imposta sostitutiva dell'imposta sul reddito delle persone fisiche nella misura del 10 per cento. Considerato che il predetto reddito è soggetto ad imposta sostitutiva e quindi non partecipa alla determinazione del reddito complessivo IRPEF, lo stesso non costituisce base imponibile per l'applicazione delle addizionali all'imposta sul reddito delle persone fisiche. Restano, per contro, immutati gli obblighi sostanziali in materia di IVA ed IRAP.</span></p> <p style="text-align: justify;" align="justify"><span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: 10pt;"><strong> Esonero dagli adempimenti contabili</strong><br />I contribuenti che si avvalgono del regime agevolato sono esonerati dai seguenti obblighi:<br />a) registrazione e tenuta delle scritture contabili rilevanti ai fini delle imposte sui redditi (IRPEF), dell'imposta regionale sulle attività produttive (IRAP) e dell'imposta sul valore aggiunto (IVA);<br />b) liquidazioni e versamenti periodici dell'imposta sul valore aggiunto previsti dal DPR 23 marzo 1998, n. 100;<br />c) versamento dell'acconto annuale dell'imposta sul valore aggiunto;<br />d) versamento delle addizionali comunali e regionali all'imposta sul reddito delle persone fisiche.</span></p> <p style="text-align: justify;" align="justify"><span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: 10pt;"> <strong>Principali obblighi contabili</strong></span></p> <p style="text-align: justify;" align="justify"><span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: 10pt;">Restano i seguenti obblighi:<br />a) conservazione dei documenti ricevuti ed emessi, ai sensi dell'art. 22 del decreto del Presidente della Repubblica del 29 settembre 1973, n. 600 (l'articolo citato dispone la conservazione dei documenti ricevuti ed emessi fino a quando non siano definiti gli accertamenti relativi al corrispondente periodo d'imposta);<br />b) fatturazione e certificazione dei corrispettivi;<br />c) presentazione delle dichiarazioni annuali;<br />d) versamento annuale dell'imposta sul valore aggiunto, sul quale non sono dovuti interessi;</span></p> <p style="text-align: justify;" align="justify"><span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: 10pt;"> e) versamento dell'acconto e del saldo dell'imposta regionale sulle attività produttive (IRAP);<br />f) versamento dell'imposta sostitutiva dell'imposta sul reddito delle persone fisiche, da effettuare entro i termini stabiliti per il versamento a saldo dell'imposta sul reddito delle persone fisiche;<br />g) tenuta delle scritture contabili e adempimenti dei sostituti d'imposta previsti dall'art. 21 del decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 600 (libro matricola e gli altri libri imposti dalla legislazione sulla lavoro).</span></p> <p style="text-align: justify;" align="justify"><span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: 10pt;"> <strong>Durata del regime agevolato</strong><br />Ai sensi del comma 1, il regime agevolato si applica al periodo d'imposta d'inizio dell'attività e ai due successivi.</span></p> <p style="text-align: justify;" align="justify"><span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: 10pt;"><strong>Comunicazioni relative al regime agevolato</strong><br />I soggetti che intendono avvalersi del regime fiscale agevolato comunicano la scelta operata in sede di presentazione della dichiarazione di inizio attività di cui all'art. 35 del Decreto del Presidente della Repubblica del 26 ottobre 1972, n. 633,. La scelta operata vincola il contribuente alla sua concreta applicazione per almeno un periodo d'imposta e può essere revocata, dandone comunicazione all'ufficio locale dell'Agenzia delle Entrate, utilizzando lo stesso modello impiegato per la comunicazione dell'opzione.</span></p> <p style="text-align: justify;" align="justify"><span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: 10pt;"><strong> Ritenuta d’acconto</strong><br />I ricavi e i compensi relativi al reddito oggetto del regime fiscale agevolato, non sono assoggettati a ritenuta d'acconto da parte del sostituto d'imposta. A tal fine i contribuenti rilasciano al sostituto d'imposta un'apposita dichiarazione, dalla quale risulti che il reddito cui le somme afferiscono è soggetto ad imposta sostitutiva. Le fatture emesse devono inoltre riportare la descrizione dei motivi che esonerano il committente dal fungere da sostituto.</span></p> <p style="text-align: justify;" align="justify"><span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: 10pt;"><strong> Decadenza dall’agevolazione</strong><br />Ai soggetti che si avvalgono del regime agevolato di cui all'articolo 13 della Legge 388/2000, ai fini accertativi si applicano le norme inerenti gli studi di settore. Pertanto, nel caso in cui nei periodi d'imposta successivi al primo il risultato degli studi di settore sia superiore al limite dei compensi indicati dall'articolo 13 si decade dall'agevolazione.<br />Il comma 3, nel disciplinare le cause di decadenza dall'agevolazione durante il triennio di attività, dispone che il regime cessa di avere efficacia:<br />- dal periodo d'imposta successivo, qualora i ricavi o i compensi conseguiti siano superiori ai limiti stabiliti dal comma 2, lett. c) in misura non eccedente il cinquanta per cento (quindi non superino Euro 46.481,12 per l'attività professionale o artistica, Euro 46.481,12 per le imprese aventi ad oggetto prestazioni di servizi, Euro 92.962,24 per le imprese esercenti altre attività);<br />- dallo stesso periodo d'imposta, nell'ipotesi in cui i ricavi o i compensi superino i predetti limiti in misura eccedente il cinquanta per cento.</span></p> <p style="text-align: justify;" align="justify"><span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: 10pt;"><strong> Accertamento riscossione sanzioni e contenzioso</strong><br />Il comma 8, nel chiarire che anche all'imposta sostitutiva si applicano le norme in materia di accertamento, riscossione, sanzioni e contenzioso previste per le imposte sui redditi, dispone che il soggetto che fruisce dell'imposta sostitutiva senza averne titolo è assoggettabile alle sanzioni previste dal D.Lgs. n. 471 del 1997 in materia di infedele dichiarazione.</span></p> <p style="text-align: justify;" align="justify">&nbsp;</p> <p style="text-align: justify;" align="center"><strong>TABELLA DI CONFRONTO TRA I REGIMI CONTABILI</strong></p> <table style="width: 540px;" border="1" cellspacing="0" cellpadding="1"> <tbody> <tr> <td> <p>&nbsp;</p> </td> <td> <p align="center"><span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: 10pt;">Regime nuove iniziative produttive</span></p> </td> <td> <p align="center"><span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: 10pt;">Regime dei contribuenti minimi</span></p> </td> <td> <p align="center"><span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: 10pt;">Regime ordinario</span></p> </td> </tr> <tr> <td> <p><span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: 10pt;">Volume d'affari per accesso</span></p> </td> <td> <p align="center"><span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: 10pt;">&lt;30.987,41</span></p> </td> <td> <p align="center"><span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: 10pt;">&lt;30.000,00</span></p> </td> <td> <p align="center"><span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: 10pt;">&gt;30.000,00 o opzione</span></p> </td> </tr> <tr> <td> <p><span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: 10pt;">Adempimenti contabili </span></p> </td> <td> <p align="center"><span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: 10pt;">NO</span></p> </td> <td> <p align="center"><span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: 10pt;">NO</span></p> </td> <td> <p align="center"><span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: 10pt;">SI</span></p> </td> </tr> <tr> <td> <p><span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: 10pt;">Versamenti IVA </span></p> </td> <td> <p align="center"><span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: 10pt;">Annuale</span></p> </td> <td> <p align="center"><span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: 10pt;">NO</span></p> </td> <td> <p align="center"><span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: 10pt;">Trimestrale / Mensile</span></p> </td> </tr> <tr> <td> <p><span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: 10pt;">Versamenti imposte </span></p> </td> <td> <p align="center"><span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: 10pt;">Annuale</span></p> </td> <td> <p align="center"><span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: 10pt;">Annuale</span></p> </td> <td> <p align="center"><span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: 10pt;">Saldi / Acconti</span></p> </td> </tr> <tr> <td> <p><span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: 10pt;">Regime IVA</span></p> </td> <td> <p align="center"><span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: 10pt;">SI</span></p> </td> <td> <p align="center"><span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: 10pt;">NO</span></p> </td> <td> <p align="center"><span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: 10pt;">SI</span></p> </td> </tr> <tr> <td> <p><span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: 10pt;">Aliquota Irpef/Imp sostitutiva </span></p> </td> <td> <p align="center"><span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: 10pt;">10%</span></p> </td> <td> <p align="center"><span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: 10pt;">20%</span></p> </td> <td> <p align="center"><span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: 10pt;">Scaglioni (23%, 27%, 38%, 41%, 43%)</span></p> </td> </tr> <tr> <td> <p><span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: 10pt;">Studi di settore</span></p> </td> <td> <p align="center"><span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: 10pt;">SI</span></p> </td> <td> <p align="center"><span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: 10pt;">NO</span></p> </td> <td> <p align="center"><span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: 10pt;">SI</span></p> </td> </tr> <tr> <td> <p><span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: 10pt;">Ritenuta d'acconto</span></p> </td> <td> <p align="center"><span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: 10pt;">NO</span></p> </td> <td> <p align="center"><span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: 10pt;">SI</span></p> </td> <td> <p align="center"><span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: 10pt;">SI</span></p> </td> </tr> </tbody> </table> <p style="text-align: justify;" align="right"><span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: 10pt;"></span>&nbsp;</p> <p style="text-align: right;" align="right"><span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: 10pt;">A cura di STUDIO ANASTASI <br />Dott. Livio ANASTASI <br />Dott. Rossella GALLI</span></p></div>