Dom11192017

Last updateMar, 23 Lug 2013 2pm

Una vita violenta di Pier Paolo Pasolini

In questo romanzo troviamo tutto il neorealismo e la Roma di un tempo.

Un linguaggio crudo, forte che come sempre Pasolini ci ha fatto incontrare nelle sue opere che ancora oggi sono attuali.

Il protagonista è Tommasino, colui che vive in modo violento fin dall’infanzia nella Roma del secondo dopoguerra.

Con i suoi amici scopre la fame, la delinquenza, la prostituzione tutto ciò che c’è di più degradante.

Tommaso pensa di cambiare quando si innamora di Irene, ma ciò non accade in quanto viene arrestato per aver ferito gravemente un giovane.

Uscito dalla prigione ha di nuovo la possibilità di riscattarsi perché ai genitori è stato assegnato un alloggio dell'INA-Casa, ma in quel momento si ammala di tubercolosi.

Da qui inizia la riflessione sulla storia e sulla politica molto varia e che lo porterà a Legarsi a al PCI e a partecipare attivamente a scioperi e manifestazioni.

Il romanzo termina con un Tommaso che vive questo momento di ripresa, ma succederà qualcosa che lo turberà e che lascio scoprire a voi lettori.

 

 

Pier Paolo Pasolini nacque a Bologna nel 1922.

Frequentò il liceo e l'università a Bologna, dove si laureò in Lettere con una tesi sul linguaggio del Pascoli, nel 1945.

Nel 1945 seppe che il fratello Guido era stato ucciso in un conflitto a fuoco fra due gruppi partigiani di diverso orientamento politico. Nel 1947 si iscrisse al Partito Comunista.

Cominciò a insegnare vicino a Casarsa, per poi essere allontanato dall'insegnamento e poi anche espulso dal PCI in seguito a un episodio di omosessualità che sfociò in un processo per corruzione di minori.

Da lì tante le accuse e le critiche, ma nonostante questo è stato un grande scrittore e sceneggiatore che ci ha fatto conoscere e vedere bene la storia del dopoguerra e soprattutto il degrado della periferia.

Tra le sue opere tante poesie e romanzi come Ragazzi di vita e Petrolio.

 

A cura di Claudia Crocchianti