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Il valore dei ricordi

Lasciarsi andare spontaneamente ai ricordi, come capita frequentemente nelle persone anziane, una volta veniva giudicato negativamente, come se fosse un vivere nostalgicamente nel passato. Così, per l'inevitabile confronto con il presente, per alcune persone la riminescenza è indicativa di un sentimento di tristezza o, addirittura, di malessere psicologico.

Ma l’atto del ricordare ci accompagna per tutto il corso della vita. I ricordi molto spesso nascono spontaneamente, frutto di conversazioni o di pensieri che associamo liberamente nella nostra mente. A tutti noi poi accade che un profumo, una canzone, la lettura di una poesia o un film abbiano il potere di portarci in un battibaleno in un altro luogo e in un altro tempo per assaporare di nuovo emozioni e sensazioni che credevamo troppo lontane o addirittura perse.

In psicologia molti autori hanno approfondito il tema dei ricordi. Alcuni hanno sottolineato la positività del ricordare e del ripercorrere la propria vita attraverso i ricordi; altri invece hanno sottolineato l'aspetto relazionale e sociale del processo di ricostruzione del passato attraverso la narrazione. Spesso, infatti, accade che si racconti a qualcuno la propria storia, attività allo stesso tempo liberatoria e gratificante.

Ma ci sarà dell'altro?

Ricordare il passato può essere una “specie di garanzia della continuità della propria identità e un rafforzamento dell'autostima, soprattutto in situazioni in cui il presente sembra insopportabile” (Maria Rosa Baroni, 2006). Allora, cullarsi nei ricordi, riportare alla mente persone care e importanti della nostra vita, riportare aneddoti e vicende accadute, può assumere un valore terapeutico, può aiutarci a dar significato alla nostra esistenza, aiutarci a trovare risposte ai quei “perché” che a volte ci poniamo.

La narrazione della propria storia, la sua condivisione e la ricerca del significato del presente sulla base del proprio passato, favorisce la possibilità di ricostruire la trama della propria vita, di riconciliarsi con se stessi e con propri cari e di rafforzare la propria identità.

Ciò permette di essere psicologicamente più forti e offre uno strumento utile ad affrontare quelle situazioni difficili che accadono nel corso di una vita.

Non esiste separazione definitiva fino a quando c’è il ricordo”. Isabel Allende

Studio di Psicologia Tivoli
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