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C'era una volta la famiglia...

 

La terapia sistemica-relazionale: un approccio per le famiglie, le coppie e gli individui


L'approccio sistemico-relazionale prevede che i sintomi e il disagio del singolo individuo siano il risultato di un intersecarsi articolato tra l’esperienza soggettiva, le qualità delle relazioni interpersonali più significative e le capacità cognitive di autovalutazione della propria situazione. I principi ispiratori derivano sia dalla teoria dei sistemi che dalla cibernetica.
L’applicazione della teoria dei sistemi alle scienze psicologiche ha seguito di pari passo l’evoluzione mostrata nel tempo dalla teoria stessa. L’idea che ciascun individuo si sviluppa ed interagisce in un sistema di cui fa parte con le persone alle quali è più strettamente legato e da cui dipende, in primo luogo la FAMIGLIA, ha segnato una profonda trasformazione delle scienze sociali, in particolare della psicologia e della psicoterapia.
Con l’affermarsi della cibernetica di secondo ordine entrava in crisi, sia nella terapia sistemica, che in quella individuale, l’idea che il terapeuta neutrale fosse esterno al sistema e che agisse su di esso senza esserne influenzato. Nella nuova concezione, infatti, il terapeuta entrava a far parte del sistema terapeutico, contribuendo in tal modo alla costruzione della realtà in cui questo operava.
Un ulteriore concetto importante è quello di "ciclo vitale della famiglia", termine coniato attorno agli anni quaranta, il quale prevede nell'evoluzione del sistema familiare l'incontro con alcuni "eventi nodali" che, attraverso la disorganizzazione-riorganizzazione del sistema stesso, implicano il superamento di alcuni compiti di sviluppo, permettendo così il passaggio ad una fase successiva.
I conflitti che tendono a disgregare il sistema-famiglia creano una tensione emotiva che di solito viene vissuta in termini drammatici dal soggetto portatore del sintomo; egli si fa carico, attraverso la manifestazione dei sintomi, di distogliere i membri della famiglia dall'affrontare in modo manifesto le proprie difficoltà di relazione, accentrando l'attenzione su di sé.
Il sintomo ha, quindi, una doppio significato: segnala alla famiglia l'esistenza di un disagio e, nello stesso tempo, rende inoffensivo il suo potere distruttivo, accentrando su di sé tutte le preoccupazioni degli altri membri.

La terapia familiare agisce attraverso varie tecniche operando su differenti livelli di osservazione:
●l'organizzazione relazionale e comunicativa attuale della famiglia;
●la funzione del sintomo del singolo individuo nell'equilibrio della famiglia;
●la fase del ciclo vitale della famiglia in cui si presenta il sintomo del singolo (ciclo vitale: rappresenta una tappa delle varie fasi evolutive attraversate da un sistema-famiglia; si parla, ad esempio, dell'uscita da casa dei figli a seguito del matrimonio, del decesso di un genitore o della nascita di un figlio, etc.; questi eventi costringono il sistema a riorganizzarsi, e quindi ad evolvere verso nuovi assetti relazionali).
● la storia trigenerazionale della famiglia (nonni-genitori-figli).

In conclusione, la terapia sistemica-relazionale prende in carico l’individuo, la coppia e la famiglia inserita in un sistema di relazioni, il cui equilibrio viene alterato dalla comparsa di un sintomo. Attualmente è venuto meno un setting che imponeva la presenza contemporanea di tutti i membri del sistema ed è rimasta un’impostazione, una linea di condotta, che evoca costantemente scenari relazionali, considerati determinanti nella spiegazione e nel tentativo di risoluzione dei problemi presentati.

 

A cura della Dott.ssa Laura Viterale
Studio di psicologia Tivoli
www.studiopsicologiativoli.it - Tel.0774.335712

 

A cura della Dott.ssa Laura Viterale

Studio di Psicologia Tivoli

www.studiopsicologiativoli.it - Tel.0774.335712

        

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