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Papà facciamo l’aeroplano?

I padri all’interno della famiglia svolgono molti compiti: con il loro lavoro contribuiscono in gran parte al mantenimento del benessere familiare, collaborano ai lavori domestici, condividono la responsabilità dell’educazione dei figli. Però nei primi anni di vita di un figlio, forse il compito che più li coinvolge (e dà loro maggiore soddisfazione) è quello di far giocare i bambini. Questi con i loro padri solitamente si divertono di più che con le mamme o le baby-sitter, dal momento che i giochi di papà sono più rumorosi, turbolenti e stravaganti: “i padri improvvisano giochi attivi ed eccitanti” (Mac Donald e Parke, 1986). Solitamente le mamme cantano, parlano, raccontano le favole e consolano, giocano mentre accudiscono e nutrono il loro bambino. I papà, invece, da subito muovono ai bambini le gambette e le braccia, fanno volare, fanno il solletico, danno colpetti sulla pancia, ecc… e i bambini ridono.
Le diverse modalità di giocare della mamma e del papà corrispondono alle loro diverse modalità di prendersi cura del proprio bambino, entrambe fondamentali per la crescita. Numerosi studi dimostrano l’importanza della relazione di gioco in questa fase della vita per lo sviluppo generale del bambino e in particolar modo per lo sviluppo delle sue abilità sociali. Si osserva infatti che i bambini che giocano bene con i loro papà hanno più curiosità e meno timore verso figure estranee al contesto familiare; pertanto affrontano in modo meno traumatico le separazioni come quelle necessarie per l’inserimento all’asilo, avendo maggiore facilità ad entrare in contatto con le insegnanti e con gli altri bambini.
L’esperienza di gioco che il bambino può fare con la figura paterna è basilare per lo sviluppo della sua capacità di stare con gli altri, della propria autostima e della sicurezza di sé: un bambino che si diverte a stare col padre, probabilmente si divertirà anche a stare con le altre persone, sarà più intraprendente, meno pauroso e più sicuro.

“L’uomo è veramente uomo soltanto quando gioca”
Friedrich Schiller, 1795

 

A cura delle dott.sse Marcella Fazzi e Barbara Vecchioni
Studio di psicologia Tivoli
www.studiopsicologiativoli.it - Tel.0774.335712