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Last updateMar, 23 Lug 2013 2pm

Il rischio di incendio

Ogni giorno sui quotidiani nazionali troviamo articoli che parlano di incidenti domestici dove a farla da padrone è il fuoco. Fatti che spaventano non soltanto per la paura che la persona sperimenta quando si trova davanti alle fiamme ma anche per l’entità e la vastità dei danni causati dal fenomeno. L’obiettivo di questo breve articolo sul mondo della sicurezza in caso di incendio è di scaturire curiosità nell’argomento e la voglia di una formazione più approfondita per ognuno di noi, soprattutto per quando siamo all’interno delle nostre abitazioni.

Che cos’è un incendio

Con la parola incendio andiamo a definire quelle combustioni libere di propagarsi in modo incontrollato al di fuori dei focolari destinati a contenerle come per esempio, il camino o il piano di cottura. Dal punto di vista chimico l’incendio può essere definito un triangolo (il famoso triangolo del fuoco) che per essere tale ha bisogno di tre lati. I tre elementi sono: combustibile, comburente e temperatura d’innesco.

Combustibile

Nell’ambiente domestico non manca di certo il combustibile, fanno parte di questa categoria i rivestimenti (parquet, moquette, tendaggi etc), gli arredi (divani, letti etc.) e non da meno i solai e il tetto in legno. Anche le bombole del gas e i liquidi infiammabili che normalmente vengono conservati in casa (alcool, vernici, acquaragia) rientrano in questa categoria ma a differenza degli altri la loro combustione può peggiorare ulteriormente la situazione in emergenza.

A livello internazionale è stata creata una scala in base al tipo di combustibile che regolamenta la prevenzione e la modalità di spegnimento dell’incendio a cui gli esperti devono fare riferimento in caso di spegnimento:

  • Fuochi di classe A : Comprendono gli incendi di combustibili solidi come legno, stracci, gomma, carta, cartone.
  • Fuochi di classe B : Comprendono gli incendi di combustibili liquidi come alcool, acetone, trielina, acquaragia, nitro, vernici, petrolio illuminante.
  • Fuochi di classe C : Comprendono gli incendi di combustibili gassosi come metano, G.P.L., acetilene.
  • Fuochi di classe D : Comprendono gli incendi di metalli combustibili come magnesio, potassio, sodio, carburi.

In ambito domestico troviamo quasi sempre elementi di classe A, B, C e raramente la classe D.

Comburenti

Il comburente per eccellenza è l’ossigeno presente nell’aria che respiriamo in una quantità del 21% circa, ma sul quale non possiamo agire in caso di prevenzione in quanto non possiamo vivere senza l’ossigeno.

Sorgenti di innesco

L’innesco di un incendio può avvenire per varie cause:

  • Accensione diretta: quando il combustibile viene direttamente a contatto con una sorgente di calore come per esempio una fiamma, una scintilla, un mozzicone di sigaretta o una lampadina a diretto contatto con carta o tendaggi
  • Accensione indiretta: quando il combustibile raggiunge la temperatura d’accensione tramite convenzione, conduzione e irraggiamento termico.
  • Attrito: quando il calore è prodotto con lo sfregamento di due materiali (poco presente in ambito domestico)
  • Autocombustione: consiste nel raggiungimento della temperatura d’innesco tramite processi di fermentazione, ossidazione e decomposizione di combustibili (poco presente in ambito domestico)

Estinzione degli incendi

Ora che abbiamo analizzato e capito le condizioni per cui viene resa possibile la combustione, e cioè l’unione dei tre elementi (combustibile, comburente e innesco) dobbiamo vedere come possiamo disattivare questa reazione chimica per spegnere l’incendio. Teoricamente è molto semplice in quanto è sufficiente andare ad agire su uno dei tre elementi per scomporre il triangolo.

Generalmente le tecniche sono 3 (una per ogni lato del triangolo) :

  • Raffreddamento: inteso come abbassamento della temperatura del materiale che brucia al di sotto della temperatura d’innesco. Generalmente viene utilizzata l’acqua che a contatto con il calore evapora abbassando la temperatura oppure gli estintori ad anidride carbonica.
  • Soffocamento: ottenuto separando il combustibile dall’aria circostante impedendo in tal modo che l’ossigeno alimenti la combustione. Un esempio può essere l’uso del coperchio in una padella con dell’olio incendiato
  • Riduzione del combustibile: rimozione fisica del combustibile non coinvolto evitando di alimentare le fiamme in via di propagazione.

L’estinzione di un incendio non è una cosa facile, c’è bisogno di esperienza e di una conoscenza approfondita dell’argomento in quanto la combinazione tra tipologia d’incendio e metodo d’estinzione varia di caso in caso e non sempre c’è permesso sbagliare. Il caso più comune di errore di valutazione e di scelta del metodo è nel caso in cui utilizziamo l’acqua in un corto circuito di un quadro elettrico.

L’unico consiglio valido in caso di incendio è di chiamare i Vigili del Fuoco al numero 115