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Last updateMar, 23 Lug 2013 2pm

Il monossido di carbonio, un assassino invisibile


Con l’entrata ufficiale dell’inverno segnata da freddo e pioggia battente che da qualche giorno sta mettendo a dura prova la nostra tempra fisica vogliamo riproporre all'attenzione il tema del buon funzionamento degli apparecchi di riscaldamento per uso domestico: l’uso scorretto o la scarsa manutenzione, possono essere causa di gravi rischi per la salute. Il pericolo maggiore è rappresentato dall'avvelenamento da monossido di carbonio.

Il monossido di carbonio (CO) è un gas incolore, inodore, insapore e non irritante. Si produce quando si brucia carbone, legna, gas, benzina o gasolio e può raggiungere concentrazioni tali da divenire mortale. L'assenza di caratteristiche specifiche lo rende quindi un pericoloso e silenzioso killer. In ambito domestico gli impianti più pericolosi sono gli scaldabagni a fiamma libera, le caldaie a gas poste in locali piccoli e con scarsa ventilazione, le canne fumarie o i canali da fumo con scarso tiraggio e gli impianti difettosi, mal funzionanti o non correttamente installati.

Perché il monossido di carbonio è così letale?

L'emoglobina contenuta nei globuli rossi del nostro organismo, è una molecola che lega l'ossigeno. I globuli rossi, quindi, in condizioni normali, trasportano emoglobina ricca di ossigeno e permettono a quest'ultimo di arrivare a tutti i tessuti. Il monossido di carbonio presenta un'affinità per l'emoglobina 200-300 volte maggiore rispetto all'ossigeno. Quando c'è in circolazione il CO, questo si lega all'emoglobina in sostituzione dell'ossigeno non permettendo più all’ossigeno di raggiungere i tessuti compresi i principali organi come cervello e cuore.

Quali sono i sintomi?

I primi sintomi vengono spesso ignorati in quanto l'esposizione a monossido di carbonio non dà inizialmente segni evidenti. Le persone presenti in un locale chiuso che si va saturando di CO, anche ammesso che sentano che qualcosa di insolito sta succedendo, non hanno sempre la chiarezza di dover reagire perché, purtroppo, i primi segni da intossicazione sono generici (mal testa, affanno, sensazione di vertigini, confusione mentale, disturbi alla vista, a volte nausea e vomito). Tutti disturbi che, nel loro complesso, possono essere associati e ricondotti a diverse e comuni cause, con un non trascurabile rischio di sottovalutazione. Se l'intossicazione è grave, senza un tempestivo intervento medico, si giunge in breve tempo alla morte.

Quali sono i primi interventi?

Appena ci si rende conto della possibilità di un'intossicazione da monossido di carbonio, è necessario spalancare le finestre e ventilare a lungo la stanza, spostare la persona intossicata dal luogo in cui è stata esposta e contattare immediatamente il 118.