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Nel
Priorato di Sant'Andrea, il monastero è situato alla sommità
di una collina; il piano si adatta alla configurazione del
terreno; le celle sono situate sul fianco della collina.
Nel Convento delle Suore Dominicane le celle sono disposte
a recinto attorno all'insieme delle sale comuni. Se si guardano
gli elementi della composizione sembrano disposti a caso
quasi scomposti; il recinto è l'elemento che unifica e,
al tempo stesso, dà un ordine all'insieme.
Si
evidenzia in questo modo un tipo base (Villa Adriana) che
si risolve, però, in forme diverse. Il tipo ha una attitudine
intrinseca a modificarsi. Esso non ha una identità costante,
data una volta per tutte; ogni manufatto architettonico
che viene prodotto, riconducibile ad un particolare tipo,
può contenere delle varianti innovative che entrano a far
parte delle caratteristiche di quel tipo e quindi ne modificano
parzialmente l’identità perché allargano il suo campo di
definizione; il tipo tende ad includere le varianti che
sopravvengono come risposta ad una nuova esigenza.
Paragonando
i progetti di Kahn con quello di Ando si evince che (citando
Carlos Martìn Arìs) “anche essendo destinati ad attività
profondamente diverse, i complessi presentano una affinità
tipologica profonda. Questo non significa che esiste una
somiglianza fisionomica tra i tre; pur presentando la stessa
struttura le loro componenti si articolano in modo diverso,
configurando soluzioni sostanzialmente differenziate, adeguate
alle condizioni particolari del caso e del luogo".
L’analisi
dell’opera dei maestri dell’architettura moderna dimostra
che in essa il progetto non è concepito come invenzione
ex-novo, ma come trasformazione di un materiale preesistente.
Ogni
nuovo progetto è lo sviluppo di idee implicitamente presenti
in opere precedenti. Ogni opera è il punto di arrivo di
una traiettoria personale. Questa traiettoria, però, non
si inserisce su un terreno vergine, ma attraverso un territorio
dissodato da tempi remoti, delimitato e percorso da una
fitta rete di sentieri che si incrociano fra di loro. Il
progetto si sviluppa dunque orientandosi in questo terreno,
tracciando nuovi percorsi e stabilendo nuovi collegamenti,
ma confrontandosi comunque ed inevitabilmente con la sua
topografia e con i luoghi che lo costituiscono.
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