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Affile: i personaggi illustri

Affile ha dato i natali a numerosi personaggi che si sono distinti nel campo militare, della letturatura, della politica, della medicina, dell'arte, della musica e della religione.

I personaggi illustri di Affile sono:

  • Lucio Affilano
  • Marco Valerio Admeto
  • Persio Floriano
  • Quirico
  • Rutilio Scotti
  • Cesare Catarinozzi
  • Giuseppe Catarinozzi
  • Giovanni Catarinozzi
  • Bartolomeo Titocci
  • Padre Domenico Mosetti
  • Sante De Sanctis
  • Don Salvatore Marsili
  • Ignazio De Romanis
  • Rodolfo Graziani
  • Vittorio Puccinelli
  • Monsignor Giovanni Rossi
  • Giulio Cesare Graziani 

Lucio Affilano è appartenuto alla “Tribù Aniense”, fu cavaliere e luperco designato. In suo onore e per i suoi meriti, gli fu realizzato un monumento a spese pubbliche.

Marco Valerio Admeto fu ambasciatore dei pretori e dei consoli romani. Vicino alla Chiesa cattedrale esiste una lapide eretta dalla figlia Valeria Quinta e dalla moglie Valeria Simferusa a Marco Valerio Admeto, Viatore (battistrada) del pretore e del console.

Persio Floriano fu illustre Capitano di ventura del XV secolo, un valoroso condottiero e capitano di eserciti mercenari al soldo di principi dell'epoca, soprattutto stranieri. Teatro delle sue imprese fu in particolar modo l'Ungheria.

Quirico, noto anche come Chirico di casa Monaci, fu pittore di grande talento a cui, l'abate commendatario del Monastero sublacense, affidò la decorazione degli interni della Rocca Abbaziale di Subiaco. Morì durante il pontificato di Clemente VII Medici (1523-1534).

Rutilio Scotti si  definiva "Pittore e Cosmografo", discendente da una famiglia di letterati vissuto a cavallo dei secoli XVI e XVII, fu anche scrittore e poeta. Amò tanto questa sua terra da dedicarle numerosi scritti. Al 1600 risale la testimonianza scritta di Rutilio Scotti, in cui descriveva la bontà del vino Cesanese ma anche le sue caratteristiche medicamentose. Uno dei suoi scritti fu “Descrittione et historia dell'Abbadia di Subiaco". La copia manoscritta, redatta nel 1615, ma mai stampata, è conservata nella Biblioteca Apostolica Vaticana.

Cesare Catarinozzi (1660-1743) fu un famoso e geniale costruttore di organi, tanto da meritarsi l’appellativo di "Stradivari dell’organo". Egli operò principalmente nelle chiese e nelle cattedrali dell'Italia centromeridionale. Fu fabbricatore di molti organi come quelli della cattedrale di Santa Scolastica di Subiaco, quello della chiesa di Sant’Anna dei Lombardi (Santa Maria di Monteoliveto) a Napoli, quello monumentale del Monastero Benedettino di Montecassino del 1697, quello della Cattedrale di Anagni e quello maggiore della Basilica di Santa Maria Maggiore a Roma. Fu l’inventore di un tonometro che serviva (1858) come regolatore per tutti i fabbricanti di organi d’Europa.

Giuseppe Catarinozzi(1628-1684) fu il capostipite della famiglia affilana. Giuseppe, padre di Cesare, si formò con Bonifazi Ennio di Cerreto di Spoleto, già celebre costruttore di organi in Roma, di cui ne rilevò il laboratorio e la nomina a vita di "custode dell’organo di Santa Maria in Aracoeli". Di Giuseppe Catarinozzi è la costruzione dell’organo della Chiesa di Santa Maria in via Lata a Roma (in via del Corso), realizzato nel 1652.

Giovanni Catarinozzi  fu l'ultimo della dinastia dei celebri costruttori di organi, a cui si deve la costruzione dell’organo della Cappella della Cattedrale di Anagni e alla cui scuola si formarono molti allievi, tra i quali gli Spadari e i Gaetani di Affile, attivi e famosi organari fino al 1857. Tale fu la fama raggiunta dalla famiglia Catarinozzi che ancora oggi alcune parti dell’organo vengono chiamate con il loro nome "Registro Principale Catarinozzi".

Sempre ai Catarinozzi si fa risalire anche l’organo della chiesa parrocchiale di Santa Felicita Martire di Affile del XVII secolo. A questi geniali costruttori si deve anche l’invenzione di un particolare meccanismo detto "tiratutti", presto imitato ed usato dagli altri costruttori di organi: meccanismo che permette all'organista di inserire o disinserire in una sola mossa tutte le file.

Bartolomeo Titocci fu professore di clinica chirurgica all'università di Roma e primario all’ospedale di San Giacomo in Augusta. Per primo tentò la resezione del mascellare inferiore. Fu iscritto e frequentò le principali Accademie d'Europa. Morì nel 1849.

Padre Domenico Mosetti assunse il titolo di Provinciale degli Scolopi, fu insegnante di lettere a Firenze. Letterato ed oratore insigne, divenne presto noto nel campo degli studiosi.

Sante De Sanctis, vissuto verso la fine del XVI secolo, fu un letterato e segretario e consigliere privato del cardinale Marc'Antonio Colonna di Palestrina.

Don Salvatore Marsili  fu abate benedettino, pioniere del movimento liturgico italiano post-concilio, fondatore dell’Istituto liturgico all’ateneo S. Anselmo, fu professore di teologia liturgica alle università lateranense e gregoriana ed insigne scrittore di opere di spiritualità, dal 1978 fu presidente dell’Associazione Professori di Liturgia.

Ignazio De Romanis fu Vicario generale della Diocesi di Palestrina.

Il Maresciallo d'Italia Rodolfo Graziani (1882-1955) fu tra i maggiori protagonisti dei burrascosi eventi del periodo incluso tra i due conflitti mondiali. Nato a Filettino, si spense ad Affile.

Vittorio Puccinelli (1890-1951) fu primario chirurgo dell'Ospedale San Giovanni di Dio di Firenze e poi al Policlinico Umberto I di Roma. Fu professore aggregato alle Università di Firenze e di Roma, incaricato di Patologia Chirurgica a Roma. Vittorio Puccinelli ha dominato l’intero campo della chirurgia, ma soprattutto quello della chirurgia addominale, a cui ha contribuito con uno straordinario numero di interventi e numerose pubblicazioni. Insieme a suo fratello Angelo fu medico privato di Benito Mussolini.

Monsignor Giovanni Rossi fondò la Cassa Rurale, l'Asilo infantile e l'Orfanotrofio "Teresa Puccinelli Felici".

Giulio Cesare Graziani (1915-1998) nato ad Affile e morto a Roma. Fu Medaglia d'Oro al Valor Militare. Generale e pilota di caccia, aerosiluranti e bombardieri durante la seconda Guerra mondiale. Una targa posta a Roma recita “Eroe della II guerra mondiale e della guerra di liberazione nazionale”

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