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Affile

Il paese è posto su una dorsale collinare del versante meridionale dei Monti Affilani, che lo separano dalla riva sinistra del fiume Aniene. L’origine del toponimo (che nel tempo si trova citato in forme diverse ma comunque abbastanza affini: Effide, Efide, Afile e infine Affile) non è accertata. L’insediamento abitativo risale all'epoca preromana (VI-V secolo a.c.), come evidenziano alcuni blocchi di pietra, ruderi di antiche mura poligonali.

La successiva fortificazione fu opera degli Equi, popolo bellicoso, acerrimo nemico di Roma, alla cui potenza in ascesa tuttavia dovette soccombere. Quando Affile divenne colonia romana, nel 135 a.c., fu costruita la grande cisterna (la cosiddetta 'cicerara'), sulla quale nel X secolo sappiamo fu edificata una Chiesa, detta appunto supra cisternam, dedicata a sant'Angelo. Questa venne distrutta quando, con la caduta dell'Impero Romano d'Occidente, l'Italia tutta e in particolare i territori vicino a Roma furono presi d'assalto dalla prima di una lunga serie di cariche devastatrici di popolazioni barbariche che si susseguirono per secoli: i Vandali, i Goti e i Longobardi.

Nel 494 soggiornò ad Affile Benedetto da Norcia, che qui compì il primo dei suoi miracoli, ricomponendo un vaso rotto dalla nutrice. La fama che ne conseguì costrinse il giovane a lasciare il paese e a proseguire il suo cammino in cerca dell'isolamento spirituale desiderato. Il resto è noto. In un seguito di vicende, il futuro santo darà vita al Monastero di Subiaco (o sublacense): a partire dal X secolo tale Abbazia acquisterà sulla zona un vastissimo dominio di tipo feudale, che la vedrà spesso in contrasto con i feudatari dei luoghi già incastellati. Anche su Affile dunque si estese la 'lunga mano' del Monastero, che iniziò a imporre alla cittadina il suo dominio sotto l'abate Leone III (923-961); questi poteva contare anche su una notevole forza militare, indispensabile per controllare il vasto territorio a lui affidato. Il celebre Castello di Affile risale all'anno 1000 e uno dei suoi più illustri signori fu Ildemondo, capostipite della famiglia di Alessandro IV. Ma a quei tempi la Signoria del Castello era schierata a favore dell'Impero e il paese fu spesso terreno di scontri causati dalla lotta per le investiture: ricondotta all'obbedienza papale dall'intervento delle truppe pontificie guidate nel 1116 dallo stesso papa Pasquale II, l'anno successivo, con un apposito decreto, Affile tornò sotto Subiaco.

Nel 1176 l'abate Simone trasferì i diritti su Affile al Monastero di Santa Scolastica, al quale rimasero fino al XV secolo. Nel 1456, infatti, Callisto III, per porre fine ai dissidi provocati dalla guida, a volte troppo severa, dei monaci dell'Abbazia, ai quali si era ribellata la stessa Subiaco, decise di affidare la conduzione del Monastero e dei suoi feudi a un abate 'commendatario' (dal latino rammendare, «affidare»), un' alta personalità religiosa, ma estranea all'Abbazia. Durante il pontificato di Paolo IV, quando questi reagì muovendo guerra contro l'Impero che aveva riconosciuto la Riforma protestante, Affile venne occupata dalle truppe del duca di Alba. Alla vista dell'esercito spagnolo davanti alle sue mura, il papa si affrettò a concludere una pace con Filippo II, e di conseguenza Affile fu sgombrata. Rientrato parte dei domini dello Stato Pontificio, il paese ne fece parte all'Unità d'Italia. Affile ospitò molti personaggi celebri, tra cui alcuni cardinali 1640 vi soggiornò monsignor Altieri, il futuro papa Clemente nel 1773, il cardinale Braschi, che divenne poi papa PioVI. Merita una visita la Chiesa di San Pietro, costruita nel XV sec su un antico tempio romano e decorata da pregevoli affreschi quali quello che illustra il miracolo del vaso risanato; sembra che per diversi secoli tale vaso rimase esposto sul portone del sacro edificio.

1) Scopri i personaggi illustri del comune di Affile

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