Anticoli Corrado

Nella zona dove attualmente sorge il paese esisteva un insediamento degli Equi che poi furono sconfitti dai Romani (388 a.c.), divenendone una colonia. Anticoli Corrado è situato quasi al confine con l'Abruzzo, su uno sperone roccioso dei Monti Ruffi, che dominano la Valle dell'Aniene. Il paese nacque come castellum, cioè come villaggio fortificato, quando, dopo il crollo dell'Impero Romano, le popolazioni si rifugiavano in posizioni elevate cercando di scampare alle incursioni barbariche. Questo insediamento allineava le sue costruzioni lungo il ciglio del costone per migliorare la difesa, formando così la rocca che ancora oggi costituisce il nucleo storico.

I! nome del paese deriva da “Ante colles” e da quello del conte Corrado di Antiochia che fu il signore feudale nel XIII secolo. Prima ancora, il 'Castello de Anticulo' è nominato in un atto del 997 nel quale papa Gregorio V attribuisce varie proprietà al Monastero di Subiaco, tra le quali appunto Anticoli, che poi perderà nell'XI secolo. Due volte in guerra con Tivoli, il feudo passa poi agli Antiochia. Alla metà del XV secolo, sotto Martino V (al secolo Oddone Colonna), Anticoli diviene possedimento della famiglia del pontefice, e i Colonna lo conserveranno, sia pure con qualche intervallo dovuto alle confische da parte di altri pontefici.

Nel XVII secolo ai Colonna di Paliano si sostituiscono gli Sciarra Colonna. Per tutto il XVIII secolo Anticoli vede peggiorare le proprie condizioni economiche a causa delle sempre più pesanti gabelle imposte dallo Stato Pontificio e pertanto una buona parte della popolazione migra verso l'Urbe, alla ricerca di un lavoro più remunerativo di quello agricolo. Le donne anticolane, già famose per la loro bellezza, nella prima metà dell'Ottocento vengono anche 'scoperte' dai pittori italiani e soprattutto da quelli stranieri, che nel Grand Tour si inoltravano nella campagna romana alla ricerca di paesaggi e suggestive atmosfere campestri. Tra di loro vi sono anche Camille Corot, che in Agostina (1886) ritrae probabilmente una giovane donna del paese, e il suo amico Nino Costa, precursore dei macchiaioli e legato ai preraffaelliti inglesi e agli impressionisti francesi.

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