Cineto Romano

Cineto Romano

Cineto Romano è situato a poca distanza dal bivio tra la Via Tiburtina Valeria e la Via Sublacense, sul Colle Peschiero. I primi residenti di quest' area sembra furono gli Equi, gens magna secondo Cicerone, i quali resistettero per circa due secoli alle mire espansionistiche dei Romani, prima che questi ne facessero "orribile scempio", come narra lo storico Tito Livio, il quale riferisce anche che il Colle Peschiero fu sede della Tribus Scaptia, una delle 35 tribù romane.

Contro le scorribande dei Saraceni e degli Ungari nell' XI secolo furono costruiti ben tre castelli: dei primi due sono rimaste solo le rovine; il terzo (chiamato 'Scarpa Feudale'), voluto dal conte Giovanni de Marso, fu ceduto nel XIII secolo al cardinale Napoleone Orsini e la proprietà rimase a questa famiglia fino al 1612, quando il possedimento fu ceduto ai Borghese. Vicino all'ingresso, una finestra di un cantina, protetta da una robusta inferriata, ci indica l'ubicazione delle prigioni, che la leggenda narra fosse anche il luogo in cui venne rinchiusa Beatrice Cenci, prima di essere giustiziata a Roma.

Il nome 'Scarpa" dal Castello si trasferì al borgo che, in epoca tardomedievale, si andò formando a ridosso del Castello stesso. Scarpa è anche l'antico nome del paese, che mutò poi il toponimo ispirandosi alla figura dei due cani che comparivano sullo stemma del territorio durante il regime fascista. Da visitare sono il Palazzo Baronale, costruito sul Castello 'Scarpà; la Chiesa di San Giovanni Battista, del 1650 ma costruita su una precedente chiesa del 1280, che ospita una tela del XVI secolo.

Santa Maria delle Grazie, in più occasioni distrutta e riedificata, sorse per la prima volta ai tempi di san Gregorio Magno. Nel 1217 san Francesco d'Assisi, nel corso del suo pellegrinaggio al Sacro Speco di Subiaco, pose la prima pietra della nuova chiesa, e la dedicò a Maria delle Grazie. Egli vi fondò anche il Convento dei frati 'scarpanti', la cui istituzione fu soppressa nel 1635 da papa Innocenzo X. L'ultima ricostruzione di questa chiesa risale al 1700. Il Pozzo delle Morge costituisce una curiosità di genere noire nell'uliveto che si estende sulla strada per Riofreddo. Descritto nei documenti del XVI secolo come una sorta di 'braccio della morte’, il pozzo presenta un diametro di tre metri, s'inabissa per 500 metri e, in fondo al baratro, s'incunea in varie direzioni per 1600 metri.

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