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Le proposte della Città dei Diritti per un Bilancio di Solidarietà:

• esenzione dall’addizionale IRPEF per i redditi dei lavoratori al di sotto dei 12.000 euro
• ICI “zero” per le case affittate a “canale concordato


Il Consiglio Comunale di Tivoli si appresta a sostenere la discussione sul Bilancio Preventivo per l’anno in corso.
Nelle riunioni tra le forze politiche che sostengono il Sindaco Baisi, La Città dei Diritti, si è fatta carico di portare il tema della crisi economica in atto e di dare rappresentazione ai bisogni sociali che la città esprime, trovando attenzione negli altri partiti di maggioranza.

“Di fronte l’inasprirsi della crisi economica ci siamo posti l’obiettivo – dice Francesco Meschini portavoce della Città dei Diritti -  di come salvaguardare il potere di acquisto delle famiglie dei lavoratori tiburtini, e soprattutto le famiglie di lavoratori precari. Il lavoro è a rischio per tutti e a rischio sono i mutui, gli affitti e i consumi per le famiglie che vivono del proprio lavoro. Il Governo ha impostato la sua politica di “ingiustizia sociale” togliendo ai Comuni la possibilità di far pagare il costo della crisi ha chi può permetterselo, congelando l’addizionale IRPEF e le altre imposte locali. Di più ha fatto, lasciando agli enti locali solo la possibilità di aumentare le tariffe dei servizi pubblici locali. Pagando solo quello che si consuma, chi possiede di più paga nella stessa misura di chi possiede di meno.
Per nostro conto abbiamo chiesto al Sindaco di farsi carico di una politica di Bilancio improntata alla giustizia sociale, nel tentativo di distribuire con più equità i costi della crisi economica in atto.”

“Per prima cosa abbiamo chiesto – afferma Tognazzi, consigliere comunale della Sinistra Arcobaleno ed esponente della Città dei Diritti -  di introdurre l’esenzione dal pagamento dell’addizionale IRPEF per i redditi che non superano i 12.000 euro all’anno, sgravando da questo ulteriore carico fiscale i redditi dei lavoratori precari e di quelli che vengono pagati 1.000 euro al mese.
Ed infine, visto il crescere degli sfratti per morosità, abbiamo chiesto di sfruttare tutte le opportunità previste dalla legge sull’emergenza abitativa, azzerando l’ICI sulle case cedute in affitto a “canale concordato”, affittate cioè, secondo i prezzi medi previsti dagli accordi tra sindacati degli inquilini e sindacati dei proprietari, prezzi sensibilmente ribbassati rispetto quelli di mercato. Senza dimenticare che chi sottoscrive un affitto a “canale concordato” può portarsi in detrazione IRPEF buona parte di quanto paga di affitto.”